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7 Maggio 2014

Una nuova religione

Alcuni giorni fa abbiamo visto Roma piena di gente per la santificazioni di due papi, con cerimonia officiata da due papi, evente a dir poco più unico che raro.

Non mi dilungherò più di tanto a sottolineare quanto sia incomprensibile al giorno d’oggi credere nella religione cattolica, anche se va comunque ricordato lo scandalo (eufemismo) dei preti pedofili, e quanto sia stato lontano dai canoni di santità in vita il papa polacco con le sue visite a dittatori, la copertura di preti pedofili e in generale una visione della chiesa molto medievale.

Non mi dilungo nemmeno a parlare del nuovo papa, basta solo ricordare che l’ordine dei gesuiti, al quale appartiene il nuovo papa, fu addirittura soppresso verso la fine del 1700 in quanto veniva visto come solido alleato dei papi e restio alla realizzazione di politiche riformistiche.

Quello di cui voglio parlare oggi è una nuova religione, nata nei primi anni duemila, che si propone di contrastare la teoria del creazionismo o meglio di prenderla in giro.

La sua nascita infatti è dovuta alla reazione di un professore di fisica dell’università dell’Oregon alla decisione del consiglio educativo del Kansas di assegnare le stesse ore di insegnamento sia alla teoria evoluzionistica che a quella creazionista.

Fino a qui la storia ora largo alla descrizione di questa fantastica religione.

Prima di tutto il nome “Pastafarianesimo”, ma si può anche chiamare “chiesa del mostro volante di spaghetti” in quanto il suo creatore sostiene di credere che il mondo sia stato creato da un mostro molto simile a degli spaghetti con polpette.

La cosa più bella in assoluto però è l’obbligo di portare in testa uno scolapasta! E la cosa è ancora più divertente se si pensa che in giro per il mondo, come da foto, si iniziano a vedere fedeli di questa nuova religione! Gli adepti fanno le foto per la patente con il magnifico copricapo o addirittura giurano come membri di un consiglio comunale. Come tutte le religioni che si rispettino stanno subendo degli attacchi, in questo caso da parte dei settori ortodossi conservatori della russia e della grecia, ma a questo punto può essere solo un vanto!

Il presidente

6 Maggio 2014

LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO

Lo sai che…

La pillola del giorno dopo è a base di un progesterone, il Levonorgestrel, finalmente riconosciuto anche in Italia come un contraccettivo d’emergenza, e non come una pillola abortiva.

Come funziona

Questa pillola può essere assunta fino a 72 ore, cioè 3 giorni, dopo il rapporto a rischio, ma  ha un efficacia decrescente fino al 5 giorno. Il farmaco interferisce con l’ovulazione ( come fanno tutti i contraccettivi ormonali) impedendo l’incontro tra lo spermatozoo e la cellula uovo, in modo da evitare la fecondazione, se questa è avvenuta e l’uovo fecondato si è annidato non provoca l’aborto.

L’efficacia della pillola del giorno dopo dipende dalla tempestività con cui viene assunta dopo il rapporto sessuale a rischio. In generale l’assunzione del farmaco nelle prime 24 ore garantisce un’efficacia del 95%.

A causa della maggiore possibilità di rischio di gravidanza rispetto ad altri contraccettivi, la pillola del giorno dopo dev’essere utilizzata solo in casi urgenti e non è raccomandata come metodo di contraccezione regolare. Inoltre, l’assunzione frequente di questo farmaco causa un aumento dei suoi effetti collaterali e l’irregolarità mestruale.

Gli effetti secondari sono mal di testa, nausea, dolori addominali leggeri o moderati, si possono verificare perdite di sangue e/o irregolarità mestruale, ma generalmente il ciclo si verifica regolarmente. Nel dubbio è opportuno eseguire al più presto un test di gravidanza.

Come trovarla…

In Italia la pillola del giorno dopo può essere venduta nelle farmacie dietro prescrizione medica su ricetta bianca (quindi a pagamento) nominale e non ripetibile.

La ricetta può essere prescritta dal medico di famiglia, dalla ginecologa/o all’interno dei consultori territoriali o al pronto soccorso ostetrico-ginecologico o in un presidio di guardia medica.

La pillola del giorno dopo è prescrivibile anche alle minorenni.

Ricordiamo…

Abbiamo detto che la pillola del giorno dopo non è abortiva ma un contraccettivo d’emergenza, quindi nessun medico o farmacista può rifiutarsi di prescrivere e vendere questo farmaco dietro l’affermazione di obiettore di coscienza, in quanto rientra nelle cure d’urgenza.

 

30 Aprile 2014

1° Maggio

Come prima cosa una doverosa precisazione: il 1° Maggio non è la festa del lavoro, è la festa dei lavoratori. Non è una cosa da poco, un semplice punto di vista “differente”, è proprio una concezione della storia e della vita diametralmente opposta e, va da se, noi abbiamo ragione.

E’, inoltre, una dichiarazione di campo, uno scegliere da quale parte stare e va annunciato a tutto il mondo con bandiere rosse ovunque.

Il lavoro non è stato e mai sarà il mezzo per giungere ad una liberazione ma al contrario è lo strumento con il quale i padroni ci comandano e le lotte che portano al primo maggio sono lì a ricordarcelo, la più famosa delle quali chiedeva 8 ore di lavoro al giorno invece che 10 o in alcuni casi addirittura 12 e in condizioni disumane.

Per far capire meglio il messaggio mi aiuterò con tre canzoni di lotta, che serviranno per semplificare il concetto e renderlo accessibile ai più.

La prima è la “canzone del maggio” di De André, che ci aiuta a definire meglio il campo e a capire chi sono i cattivi, anche se parla del maggio francese del 1968. La canzone, infatti, è un attacco contro i cattivi, dai padroni borghesi fino alla polizia al loro soldo passando anche per chi, per codardia, sceglie di non fare niente.

La seconda non è una canzone vera e propria è un ritornello che fa così:

“Oggi è il giorno di chi lotta con coraggio

E’ il nostro giorno il primo Maggio”

Questi pochi versi ci parlano invece di noi lavoratori, di chi lotta sempre con forza e coraggio per realizzare i nostri sogni e le nostre speranze seguendo i nostri ideali di libertà e giustizia.

Nemmeno la terza è una canzone vera e propria ma è un ritornello fantastico dove si fondono con maestria i significati delle precedenti canzoni e recita così:

“Non sarà oggi non sarà ‘st’anno

preti e padroni lavoreranno”.

Quindi domani se vorrete veramente rendere omaggio al primo maggio scegliete bene quali canzoni ascoltare e soprattutto quale concerto ascoltare, viva il 1° Maggio!

#1maggiotaranto si ai diritti no ai ricatti!!

Il Presidente 

29 Aprile 2014

FEMIDOM

Lo sai che…

Oltre al classico condom, esiste un preservativo femminile, definito Femidom. È stato introdotto nel 1993.

In altri Paesi è molto diffuso ed utilizzato, e in alcuni è distribuito gratuitamente, come in Brasile, Francia e Spagna. In Italia è un po’ meno diffuso, ma lo puoi trovare in alcune farmacie, nei sexy shop e in alcuni consultori.

È un anticoncezionale con le stesse proprietà del comune condom, quindi sia strumento contraccettivo che di protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili.

Il femidom è composto da due anelli flessibili uniti insieme da una guaina lunga circa 17 cm. Uno dei due anelli è chiuso ermeticamente all’estremità.

Il primo modello di femidol è fatto di un materiale chiamato poliuretano, più resistente del lattice comune con cui sono fatti i preservativi e inodore. Inoltre non si deteriora ad alte temperature, quindi ha anche una conservazione migliore. Gli ultimi modelli di femidom sono composti da una sostanza molto simile al lattice, il nitrile, che mantiene le stesse caratteristiche del precedente modello, ma permette di realizzare un prodotto a un costo inferiore.

Sia il poliuretano che il nitrile producono calore, rendendo quindi l’atto sessuale molto piacevole e più naturale.

La parte chiusa del femidom va inserita nella vagina spingendo fino ad arrivare alla cervice. L’altra estremità deve aderire alle grandi labbra.

Il femidom è già lubrificato con una sostanza a base di silicone e senza effetto spermicida.

Può essere indossato anche alcune ore prima del rapporto.

Dopo il rapporto estrarre il femidom facendo attenzione a evitare perdite di sperma, che possono causare il contagio di malattie a trasmissione sessuale, quindi afferrare l’estremità esterna, girarla su se stessa ed estrarre il preservativo.

Va usato una sola volta.

Il Femidom può essere usato anche nei rapporti anali, togliendo l’anello interno.

Guarda questi simpatici video:

https://www.youtube.com/watch?v=rpIHygztRZE

 

25 Aprile 2014

25 Aprile

In questi giorni di vacanze (se vi state chiedendo quali e soprattuttto quanti, rispondo che ancora mi oriento con il calendario scolastico anche a causa del lavoro che faccio), che da un po’ di tempo durano quasi come quelle di Natale e cioè ben 10 dieci giorni, ho avuto modo di osservare con un po’ di calma il mondo dei guidatori di automobili e sono riuscito ad individuare molte categorie.

Lasciando perdere per motivi di spazio e di scarso interesse tutto quello riferito al brutto e al disagio, e l’elenco è veramente lungo, segnalo le tre categorie di guidatori peggiori in assoluto. Un podio di magnifici dove al terzo posto troviamo il turista, al secondo il vecchio col cappello e al primo inarrivabile il guidatore della domenica.

Prima di illustare le categorie, una dovuta precisazione: le “scuola guida” non rientrano in questa classifica in quanto si spera che con la pratica la capacità dell’individuo/a alla guida migliori, possibilità che i mebri di queste categorie non possiedono.

Al terzo posto quindi ci sono i turisti, persone che si rendono protagonisti di repentini cambi di direzione, il più delle volte non segnalati, e si aggirano in cerca di cartelli stardali alla velocità di un bradipo, situazioni che, messe insieme, rendono difficile anche un sorpasso per eludere velocemente il problema. Duole dirlo ma in questa categoria ci siamo tutti noi quando ci rechiamo in altre città e cerchiamo di orientarci da soli con il solo indirizzo finale in mano, anche se a nostra discolpa dobbiamo dire che orientarsi solo con i cartelli stradali è impossibile dato che questi appaiono e scompaiono seguendo un ordine casuale inspiegabile.

Al secondo posto troviamo il vecchio con il cappello, quest’ultimo particolare non da poco poichè, chi sta dietro vede solo il cappello e per questo, soprattutto al sud, vengono chiamate “macchine col cappello”. La sua guida è caratterizzata da una estrema lentezza ed una goffaggine intrinseca che si esprime con inconsapevoli e pericolose infrazioni al codice della strada. Quindi quando vedete un cappello alla guida statene alla larga e se proprio non potete, armatevi di pazienza e forse raggiungerete i 40 km/h.

Al primo posto, e per distacco, c’è il guidatore della domenica, o come qualche esterofilo preferisce “Sunday driver” il quale racchiude in se le due categorie precedenti: una summa di tutto ciò che è pericoloso fare in macchina e dato che appunto prende la macchina solo la domenica, gli altri giorni la usa solo per andare al lavoro e basta, una specie di turista nella propria città. Come consiglio su come sgamarli: primo, come dice la definizione, escono solo la domenica, e secondo state sempre attenti alla pulizia della vettura perché spesso questa si accompagna al giretto domenicale.

Per concludere dopo questa classifica attenti a chi guida vicino a voi e buon 25 aprile e viva i partigiani.

Il Presidente

Ps: Sotto casa mia non hanno asfaltato ma solo rifatto le strisce, per fare una citazione “l’asfalto costa troppo hanno rifatto solo le strisce” che amarezza aggiungo io!!!!!

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