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16 Aprile 2015

Invasione di campo

L’invasione di campo è una pratica diffusa nel mondo sportivo, da realizzare sia in gruppo che in solitario, per manifestare sia gioia per il raggiungimento di un obiettivo che delusione per l’andamento scadente della propria squadra del cuore. A questo punto vanno aggiunte alcune precisazioni che meglio spiegano le modalità con cui viene messa in atto e il loro fine, prima di tutto spieghiamo la differenza tra individuali e collettive, poi tra quelle di gioia o delusione proprie di quest’ultima categoria.
Quelle individuali sono compiute da persone con ego smisurato il cui obiettivo è andare incontro ai propri eroi sportivi oppure quello di sfidare la sicurezza, tipico esempio i cosiddetti “strikers” uomini e donne che entrano completamente nudi nel campo da gioco solo per sfida.
Quelle collettive vengono messe in atto ovviamente da un gruppo di persone, organizzato o meno, e sono collegate fortemente alle motivazioni, nel senso che vengono realizzate in maniera differente a seconda se c’è da festeggiare o da sfogare rabbia, nel primo caso verrà aspettata la fine della partita per invadere il campo e esultare insieme ai giocatori per il risultato raggiunto, nel secondo invece si entrerà in campo per contestare e/o minacciare i giocatori e la partita verrà probabilmente sospesa temporaneamente e se l’invasione continua sospesa definitivamente.
Il concetto per estensione può essere applicato anche ad altre situazioni, per spiegarmi meglio e per scusarmi del prolisso incipit arriverò subito al dunque, come ad esempio al fatto che questioni prettamente educative o gestionali vengano subordinate ad aspetti economici. Nel primo caso mi riferisco alla riforma Gelmini della scuola primaria e nel secondo alla volontà dell’assessore Waguè di riformare il sistema delle mense comunali delle scuole del comune di Perugia.
Nel caso della riforma Gelmini il vero responsabile va infatti cercato al ministero dell’economia e delle finanze, cioè Giulio Tremonti, che impose tagli in tutti i settori del pubblico impiego, andando così anche a mettere in difficoltà il sistema scolastico primario, settore che a livello pedagogico era fino ad allora considerato un “eccellenza”.
Per quanto riguarda la riforma delle mense, anche qui possiamo individuare altre motivazioni rispetto alle dichiarazioni ufficiali di voler maggiore trasparenza nei momenti decisionali. In realtà, infatti, si vuole da un lato togliere il potere decisionale ai genitori, effettuato tramite il comitato mensa, e dall’altro abbattere i costi attraverso acquisti centralizzati. Va infatti considerato che i costi
sono già bassi in quanto si preferiscono produttori locali e in questo modo si ha un controllo sulla qualità del cibo.
Certo non c’è da stupirsi che tutto questo avvenga perché questo “è il capitalismo bellezza” fare soldi a discapito di tutto, dogma oggi più che mai attuale, ma fate attenzione la resistenza a tutto ciò sta aumentando!!!
Per ultimo una constatazione: i militanti dell’ex Mattatoio non hanno fatto né irruzione al consiglio comunale né tantomeno invasione di campo per il semplice fatto che le sedute del consiglio comunale sono aperte a tutti e tutte!!!

Il presidente

31 Marzo 2015

“OUTCAST, IL REIETTO” O SUL PERCHE’ NON SOPPORTO ROBERT KIRKMAN

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#10 – La locanda alla fine dei mondi

26 Marzo 2015

A lavorare! Andate a lavorare!

Dove avete già sentito questa frase? Allo stadio? Si ma in questo caso non è una delle solite dimostrazioni dei tifosi contro le moderne squadre di calcio fatte solo di mercenari e non di giocatori attaccati alla maglia. In questo caso si tratta delle affermazioni di un ministro, ovviamente quello del lavoro e ancora più ovviamente del governo italiano, solo che, udite udite non si riferisce a fannulloni e disoccupati ma agli studenti, cioè a chi in teoria dovrebbe fare tutt’altro.

Già perché secondo il ministro le vacanze estive sono troppo lunghe e i giovani dovrebbero impiegare diversamente il loro tempo.

Rispondiamo con ordine, quali competenze possiede il ministro per fare simili osservazioni? Ha studiato scienze dell’educazione? E’ un pedagogista? Non perché voglio fare del corporativismo, in fondo potrebbe anche essere stato mal consigliato, ma secondo quali studi tre mesi di vacanze sono troppi, visto che il dibattito sulle vacanze estive fino ad ora era stato “compiti si o compiti no”?

Il compito degli studenti non è forse quello di studiare? Sapete “studenti —-> studiare —-> studio” inteso come momento educativo irripetibile, dove vengono fornite in maniera organica una serie di nozioni che in nessun altro momento verranno insegnate in maniera così sistematica e vasta? Certo un pensiero come questo al mondo odierno votato al profitto è un eresia, ma che ci volete fare a noi l’eresia piace!

Continuando però a ragionare sulle ministeriali affermazioni, quali sarebbero i lavori da svolgere? E soprattutto saranno pagati? Si perché oggi a forza di tirocini gratuiti, stage non retribuiti e altre fregature simili lavoriamo sempre, ma i soldi non li vediamo! IL LAVORO SI PAGA.

Dopo aver chiarito questi punti possiamo anche andare allo stadio, ad una manifestazione, presidio, corteo, assemblea, sciopero o occupazione, l’importante è urlare QUE SE VAYAN TODOS!

24 Marzo 2015

Uccidi il padre

Uccidi il padre di Sandrone Dazieri

Un bel giallo è una lettura tranquillizzante, soddisfa il nostro bisogno di giustizia; di una giustizia reale, che poco ha a che fare con il conclamato bisogno di “legalità”  invocato di questi tempi da molti loschi figuri.

Non è un caso che in questi ultimi anni l’attenzione si sia spostata dalla ricerca del colpevole alla descrizione dell’ambiente sociale in cui il crimine è avvenuto, fino a diventare in molti casi la denuncia di una società e delle sue responsabilità. E dal delitto del singolo si è passati a descrivere  l’intreccio di crimine, affari , poteri dello stato; con molta più efficacia e chiarezza di quanto spesso non faccia la cronaca. Anche in Italia una generazione di scrittori ci racconta con gialli, noir, thriller, storie che aiutano a capire la nostra realtà. Devo dire molto meno rilassanti dei gialli classici, in cui, per quanto feroce fosse il delitto, era garantita  la punizione.

Di  Dazieri molti conosceranno (oltre alla lunga militanza nel centro sociale Leoncavallo), “il Gorilla” : uno scombinato investigatore milanese un po’ alter ego dell’autore, personaggio di molti suoi romanzi.

Questa è un’altra storia, intanto è un vero thriller, che fa stare col fiato sospeso e ricco di colpi di scena.

Insomma di quelli da cui non riesci a staccarti  finché non arrivi alla fine.

All’inizio mi sembrava un intreccio banale: due psicolabili a caccia di uno psicopatico, che ha rapito un bambino.  A indagare è  una poliziotta, in aspettativa perché traumatizzata da un fallimento professionale, colta da imprevedibili attacchi di panico, aiutata da un uomo, claustrofobico, che, rapito bambino è stato tenuto prigioniero in un silo per undici anni da un individuo che non gli si è mai mostrato in viso – il Padre – convinto che il  Padre sia responsabile di questo rapimento, e forse di altri.

Un terzetto di protagonisti “strani”, ma con il procedere della vicenda non solo le ossessioni diventano credibili, ma la storia  privata finisce per inserirsi in un quadro più complesso in cui la deprivazione sensoriale e l’ addestramento brutale, fatto di premi e punizioni fisiche, del bambino del silo assumono un significato molto diverso da quello di  un abuso infantile.

Dopo averci sviato con sospetti, funzionali, su qualcuno dei tanti misteri italiani,  la rivelazione finale ci pone degli interrogativi “politici” e spinge a  informarsi su vicende che sono state fatte scivolare nell’ombra.

Non posso dire di più, salvo che il ritmo è molto sostenuto, c’è una bella caratterizzazione dei personaggi minori, e si può perdonare qualche arroganza degli indagatori che si fanno più umani e pesti nel corpo e nell’anima.

Vale la pena di dormire un po’ meno, per leggerlo, ma soprattutto perché suscita domande che vi terranno svegli.

Buona lettura!

Suggerimenti

dopo avere finito il romanzo

 Cinema -The manchurian candidate 2004, di J. Demme (rifacimento del film del 1962 di J. Frankenheimer)

-Ipotesi di complotto 1997, di R Donner

Lettura   http://www.linkiesta.it/mkultra-storia-programma-controllo-mentale-cia

La lettrice disordinata.

16 Marzo 2015

TEST SALIVARE RAPIDO PER HIV

Lo sai che

Da qualche anno sono disponibili dei test a risposta rapida per anticorpi anti-HIV-1/2, basato su tecnica immunocromatografica, che consente di avere i risultati in 20 minuti.
Questi test, di terza generazione e di tipo qualitativo, funzionano rilevando la presenza di anticorpi IgG e IgM anti-HIV-1 e HIV-2 nella saliva o nel sangue.

Il test salivare rapido per hiv è costituito da un supporto solido monouso con una paletta sterile da applicarsi sulle arcate gengivali superiore e inferiore ed un’area di reazione contenente antigeni HIV-1/2 (peptidi della proteina Envelope).
Dopo l’applicazione la paletta viene immersa in una soluzione che consente la migrazione del fluido gengivale lungo il supporto solido verso l’area di reazione.
In caso di presenza di anticorpi anti-HIV, il riconoscimento dell’antigene virale determina un complesso evidenziato come barra rossa nella zona T.

Funziona un po’ come il test di gravidanza comprato in farmacia!

Una seconda banda, che si deve sempre formare nella zona C, indica che il test è avvenuto correttamente in quanto sono stati evidenziati gli anticorpi totali contenuti nella saliva.

Il test può dare un risultato solo qualitativo, quindi può essere reattivo o non reattivo.

Nel caso in cui il test risulti reattivo è necessario effettuare il test del sangue che dà delle informazioni di tipo anche quantitativo sullo stato dell’infezione.

Il test rapido salivare è un importantissimo strumento per la prevenzione da HIV data la sua fruibilità e la possibilità di essere somministrato non soltanto all’interno degli ospedali.

Inoltre sia la rapidità del test che permette di fornirne subito il risultato (in solo 20 minuti) sia la disponibilità dei materiali sui quali il test viene eseguito (saliva o goccia di sangue prelevata da un dito), sono importanti per approcciare le persone, per ottenere il consenso al test, indirizzarle al trattamento se necessario e invitarle alla notifica della loro condizione ai partner.

In Italia non è consentita la vendita del test salivare ai cittadini privati e può essere praticato solo in presenza di un medico.
Tutte le informazioni relative al test ed al suo eventuale esito devono essere gestite da personale qualificato, adeguatamente formato e in grado di effettuare un’appropriata attività di counselling.

Il rapid test salivare è anonimo, gratuito e veloce!!!

SI PRECISA CHE CON LA SALIVA NON SI TRASMETTE L’HIV.

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