Dove avete già sentito questa frase? Allo stadio? Si ma in questo caso non è una delle solite dimostrazioni dei tifosi contro le moderne squadre di calcio fatte solo di mercenari e non di giocatori attaccati alla maglia. In questo caso si tratta delle affermazioni di un ministro, ovviamente quello del lavoro e ancora più ovviamente del governo italiano, solo che, udite udite non si riferisce a fannulloni e disoccupati ma agli studenti, cioè a chi in teoria dovrebbe fare tutt’altro.
Già perché secondo il ministro le vacanze estive sono troppo lunghe e i giovani dovrebbero impiegare diversamente il loro tempo.
Rispondiamo con ordine, quali competenze possiede il ministro per fare simili osservazioni? Ha studiato scienze dell’educazione? E’ un pedagogista? Non perché voglio fare del corporativismo, in fondo potrebbe anche essere stato mal consigliato, ma secondo quali studi tre mesi di vacanze sono troppi, visto che il dibattito sulle vacanze estive fino ad ora era stato “compiti si o compiti no”?
Il compito degli studenti non è forse quello di studiare? Sapete “studenti —-> studiare —-> studio” inteso come momento educativo irripetibile, dove vengono fornite in maniera organica una serie di nozioni che in nessun altro momento verranno insegnate in maniera così sistematica e vasta? Certo un pensiero come questo al mondo odierno votato al profitto è un eresia, ma che ci volete fare a noi l’eresia piace!
Continuando però a ragionare sulle ministeriali affermazioni, quali sarebbero i lavori da svolgere? E soprattutto saranno pagati? Si perché oggi a forza di tirocini gratuiti, stage non retribuiti e altre fregature simili lavoriamo sempre, ma i soldi non li vediamo! IL LAVORO SI PAGA.
Dopo aver chiarito questi punti possiamo anche andare allo stadio, ad una manifestazione, presidio, corteo, assemblea, sciopero o occupazione, l’importante è urlare QUE SE VAYAN TODOS!
Uccidi il padre di Sandrone Dazieri
Un bel giallo è una lettura tranquillizzante, soddisfa il nostro bisogno di giustizia; di una giustizia reale, che poco ha a che fare con il conclamato bisogno di “legalità” invocato di questi tempi da molti loschi figuri.
Non è un caso che in questi ultimi anni l’attenzione si sia spostata dalla ricerca del colpevole alla descrizione dell’ambiente sociale in cui il crimine è avvenuto, fino a diventare in molti casi la denuncia di una società e delle sue responsabilità. E dal delitto del singolo si è passati a descrivere l’intreccio di crimine, affari , poteri dello stato; con molta più efficacia e chiarezza di quanto spesso non faccia la cronaca. Anche in Italia una generazione di scrittori ci racconta con gialli, noir, thriller, storie che aiutano a capire la nostra realtà. Devo dire molto meno rilassanti dei gialli classici, in cui, per quanto feroce fosse il delitto, era garantita la punizione.
Di Dazieri molti conosceranno (oltre alla lunga militanza nel centro sociale Leoncavallo), “il Gorilla” : uno scombinato investigatore milanese un po’ alter ego dell’autore, personaggio di molti suoi romanzi.
Questa è un’altra storia, intanto è un vero thriller, che fa stare col fiato sospeso e ricco di colpi di scena.
Insomma di quelli da cui non riesci a staccarti finché non arrivi alla fine.
All’inizio mi sembrava un intreccio banale: due psicolabili a caccia di uno psicopatico, che ha rapito un bambino. A indagare è una poliziotta, in aspettativa perché traumatizzata da un fallimento professionale, colta da imprevedibili attacchi di panico, aiutata da un uomo, claustrofobico, che, rapito bambino è stato tenuto prigioniero in un silo per undici anni da un individuo che non gli si è mai mostrato in viso – il Padre – convinto che il Padre sia responsabile di questo rapimento, e forse di altri.
Un terzetto di protagonisti “strani”, ma con il procedere della vicenda non solo le ossessioni diventano credibili, ma la storia privata finisce per inserirsi in un quadro più complesso in cui la deprivazione sensoriale e l’ addestramento brutale, fatto di premi e punizioni fisiche, del bambino del silo assumono un significato molto diverso da quello di un abuso infantile.
Dopo averci sviato con sospetti, funzionali, su qualcuno dei tanti misteri italiani, la rivelazione finale ci pone degli interrogativi “politici” e spinge a informarsi su vicende che sono state fatte scivolare nell’ombra.
Non posso dire di più, salvo che il ritmo è molto sostenuto, c’è una bella caratterizzazione dei personaggi minori, e si può perdonare qualche arroganza degli indagatori che si fanno più umani e pesti nel corpo e nell’anima.
Vale la pena di dormire un po’ meno, per leggerlo, ma soprattutto perché suscita domande che vi terranno svegli.
Buona lettura!
Suggerimenti
dopo avere finito il romanzo
Cinema -The manchurian candidate 2004, di J. Demme (rifacimento del film del 1962 di J. Frankenheimer)
-Ipotesi di complotto 1997, di R Donner
Lettura http://www.linkiesta.it/mkultra-storia-programma-controllo-mentale-cia
La lettrice disordinata.
Dopo qualche mese torna POSTumi, la rubrica de Lautoradio che racconta le serate e gli eventi del Centro Sociale di Perugia.
E’ passato solo un mese dalla prima volta del Perujah Dub Movement all’Ex Mattatoio, il tempo di riprendersi, riacquistare l’udito e riorganizzare tutto ed è già ora del seconda serata.
Sabato 14 Marzo il centro sociale ha ospitato IMPERIAL SOUND ARMY 2#STEP con RasPablo Meets Bartek e Dan I che tornano a far ballare Perugia. Dan I è il più prolifico cantante e produttore italiano della scena roots/dub reggae, e ce ne siamo accorti già a Febbraio quando il Mattatoio “scoppiava” non solo per i 18000 watt di potenza del sound system. “Pablo e Bart” sono i ragazzi del Perujah Dub Movement che hanno aperto la serata, ma sono anche quelli che, più degli altri, c’hanno messo messo anima, corpo e sudore per far si che questo genere di musica e di “situazioni positive” potessero tornare a vivere a Perugia.
L’aria di festa si respira già dalle sette quando si attacca la corrente al muro di casse per il soundceck. Dan I si piazza in postazione e lo vedi che si diverte troppo dietro tutta quell’attrezzatura, roba che tocca portarlo via di peso per la cena. L’arredamento del CS (*) si stravolge, poltrone sul palco e artisti in sala, la fila al biliardino raddoppia visibilmente e via le luci…inizia il secondo step dell’Imperial Sound Army.
Che sia un genere di musica che piace a molti, e non più solo una subcultura di nicchia, lo si vede dalla varietà del pubblico: rastafariani e non, giovani e meno giovani, e il tipo con la felpa che sventola la bandiera NO TAV “sottocassa” a tempo di reggae (nb: se gli pagate da bere per 3/4 di serata vi viene a fare anche lo sbandieratore a domicilio). Si balla(molto), si beve(e non è mai abbastanza), si ride, si sta bene insomma. Tutte quelle persone sono li per passare una bella serata insieme sotto il bombardamento di un sound system che spara ritmi in levare e sonorità jamaicane.
Dan I suona ininterrottamente fino alle 5:00 del mattino e, dopo il “Last One” (l’ultimo pezzo), tutto l’Ex Mattatoio lo ringrazia con un lungo e meritatissimo applauso.
La perfetta riuscita, organizzazione e gestione di queste prime collaborazioni col Perujah Dub Movement (che ringraziamo per l’impegno e la serietà), e la dimostrazione di quanto continui a dare il centro sociale dal punto di vista culturale,sociale e politico alla città, ci fanno certamente credere di poterne vedere altre di queste serate (in elaborazione le prossime date).
Ribadiamo che forme di aggregazione, autogestione, spazi e realtà come questa, vadano sostenuti e difesi con decisione da tutte e tutti coloro che ne vedano la possibilità di un’alternativa al becero mercato del consumo.
LA DOMANDA SEGRETA PER IL PROSSIMO STEP : CE L’HAI IL SOUND?
(*) Centro Sociale
Lo sai che
Da qualche anno sono disponibili dei test a risposta rapida per anticorpi anti-HIV-1/2, basato su tecnica immunocromatografica, che consente di avere i risultati in 20 minuti.
Questi test, di terza generazione e di tipo qualitativo, funzionano rilevando la presenza di anticorpi IgG e IgM anti-HIV-1 e HIV-2 nella saliva o nel sangue.
Il test salivare rapido per hiv è costituito da un supporto solido monouso con una paletta sterile da applicarsi sulle arcate gengivali superiore e inferiore ed un’area di reazione contenente antigeni HIV-1/2 (peptidi della proteina Envelope).
Dopo l’applicazione la paletta viene immersa in una soluzione che consente la migrazione del fluido gengivale lungo il supporto solido verso l’area di reazione.
In caso di presenza di anticorpi anti-HIV, il riconoscimento dell’antigene virale determina un complesso evidenziato come barra rossa nella zona T.
Funziona un po’ come il test di gravidanza comprato in farmacia!
Una seconda banda, che si deve sempre formare nella zona C, indica che il test è avvenuto correttamente in quanto sono stati evidenziati gli anticorpi totali contenuti nella saliva.
Il test può dare un risultato solo qualitativo, quindi può essere reattivo o non reattivo.
Nel caso in cui il test risulti reattivo è necessario effettuare il test del sangue che dà delle informazioni di tipo anche quantitativo sullo stato dell’infezione.
Il test rapido salivare è un importantissimo strumento per la prevenzione da HIV data la sua fruibilità e la possibilità di essere somministrato non soltanto all’interno degli ospedali.
Inoltre sia la rapidità del test che permette di fornirne subito il risultato (in solo 20 minuti) sia la disponibilità dei materiali sui quali il test viene eseguito (saliva o goccia di sangue prelevata da un dito), sono importanti per approcciare le persone, per ottenere il consenso al test, indirizzarle al trattamento se necessario e invitarle alla notifica della loro condizione ai partner.
In Italia non è consentita la vendita del test salivare ai cittadini privati e può essere praticato solo in presenza di un medico.
Tutte le informazioni relative al test ed al suo eventuale esito devono essere gestite da personale qualificato, adeguatamente formato e in grado di effettuare un’appropriata attività di counselling.
Il rapid test salivare è anonimo, gratuito e veloce!!!
SI PRECISA CHE CON LA SALIVA NON SI TRASMETTE L’HIV.