Autore: Lautoradio

11 Luglio 2015

Titoli di coda

titoli di coda

Tra gli scrittori greci contemporanei il più noto è certamente Petros Màrkaris, di cui troviamo in libreria in questi giorni Titoli di coda.

Un poliziesco che si aggiunge alla trilogia della crisi, in cui le attuali vicende greche fanno da sfondo e da spunto alle indagini del commissario della polizia criminale di Atene Kostas Charitos (uno che per approfondire significati legge dizionari).

Già la sequenza dei titoli degli ultimi i romanzi è una chiara metafora della pressione a cui è sottoposta la Grecia dall’ Europa:

Prestiti scaduti (2011 – L’esattore (2012) – Resa dei conti (2013) –Titoli di coda (2015)

La ricerca dei colpevoli di uno o più omicidi è la scusa per raccontarci una realtà economica e sociale, in cui personaggi immaginari invitano i cittadini alla disubbidienza finanziaria, e a non pagare i debiti alle banche, perseguitano gli evasori fiscali, puniscono faccendieri e corrotti.

In Resa dei conti si ipotizza che nel 2014 Grecia, Spagna e Italia siano uscite dall’euro. Ma il ritorno alla dracma non basta: stipendi bloccati, governo tecnico fasullo, banche chiuse, disoccupazione, pensioni insufficienti, disoccupazione causano tensione e protesta sociale. Persino il traffico caotico di Atene va diminuendo con l’aumentare dei costi del trasporto privato. E l’Atene moderna, con i suoi ingorghi, l’ urbanizzazione dissennata, la burocrazia infingarda, le gerarchie poliziesche ottuse, la corruzione è personaggio a pieno titolo.

Non mancano richiami alla storia greca recente e appena trascorsa, come la dittatura dei colonnelli (1967-74), in cui vanno a volte cercate le radici di mali di oggi.

Anche la vita privata del commissario e le sue vicende familiari sono rappresentative, in particolare la figlia Caterina, studentessa di legge, emblema di tanti giovani costretti a gravare economicamente sulle famiglie per completare gli studi, che vedono come unica possibilità il lavoro all’estero, e infine, avvocato che difende i migranti, minacciata da “Alba dorata” .

Sul tema del’immigrazione anche gli otto racconti de “I labirinti di Atene (2008)” che ci rappresentano le dure condizioni di vita in cui si trovano gli immigrati irregolari.

Queste storie ci parlano di realtà che riconosciamo affini e che ci toccano, e in modo leggero e accattivante ci aiutano ad avvicinarci e a capire aspetti della grave situazione che sta vivendo il paese mediterraneo che ci precede nella lista degli insolventi.

Non è da trascurare che la formazione di Màrkaris sia stata in economia, a Vienna e Stoccarda, e che sia stato traduttore dal tedesco di opere di Brecht.

Voglio citare qui altri romanzi che ho letto, e che comunque toccano temi interessanti come l’informazione televisiva (-Ultime della notte ,- Si è suicidato il Che) o la storia della comunità romea di Istanbul (La balia).

Insomma una lettura consigliabile: leggera ma non troppo.

14 Giugno 2015

Lettera a un presidente

In questo momento potrei parlare di molte cose che riguardano il locale, come lo stupore per essermi ritrovato in una regione con 50.000 leghisti, ma vorrei trovare un argomento che mi permetta di affrontare diversi temi, quindi per oggi salto, passo ad un livello successivo.

Proviamo a vedere le tematiche nazionali, ce ne sono molte tra le indagini sulla corruzione a Roma e le lotte e gli scioperi della scuola contro la riforma Renzi, un “no alla scuola dei padroni via governo, dimissioni!” va sempre bene in questi casi, ma anche qui non trovo un argomento che mi permetta di spaziare.

Quindi siamo arrivati alle tematiche europee e qui c’è un tema molto importante che fa proprio al caso mio, in quanto mi permette anche di spaziare un po’, ma iniziamo subito visto che come al solito la premessa è stata molto lunga:”TSIPRAS NON PAGARE IL DEBITO!!!”.

Ecco l’ho urlato dal profondo con tutta la mia voce e con tanto di punti esclamativi, da un presidente ad un altro, da un presidente con dei debiti che non deve pagare ad un altro, ti dico:”NON LO FARE”. Mi sembra giusto però, fare questa cosa per bene quindi ecco una bella lettera fatta come si deve.

OGGETTO: NON PAGARE IL DEBITO

Alla c.a. Di Alexis Tsipras Primo Ministro delle Repubblica Greca

Caro compagno,

con la presente esprimo tutta la mia solidarietà al popolo greco, che in questi anni ha dovuto subire le vergognose politiche di austerity imposte dalla troika, e do pieno sostegno alla volontà tua e del tuo governo di non cedere al ricatto degli stessi per quanto riguarda il pagamento del debito.

Come te anche il mio percorso politico passa per le manifestazioni di Genova 2001 contro il G8 e già da allora mettemmo in guardia il mondo intero dalla finanzarizzazione dell’economia, ma nessuno dei potenti ci volle ascoltare. Questa è la situazione attuale, gli stessi che hanno causato questa crisi ora vogliono, anzi impongono, i loro metodi per superarla, ad ogni costo.

Non lasciarti abbattere dal deludente risultato ottentuto alle recenti elezioni regionali italiane dai partiti che portano il tuo nome e seguono le tue ispirazioni, perché hanno molto da rimproverarsi nei loro atteggiamenti verso i movimenti. In Italia molte persone sono consapevoli che un cambiamento delle politiche di austerity passa dalla Grecia, e molte persone ti sostengono anche se non hanno votato.

Per un mondo più libero e giusto, contro la dittatura della finanza, per i greci, per gli europei e per il 99%. Non cedere ai ricatti, non pagare il debito.

Perugia 13/6/2015

Il presidente

5 Giugno 2015

Spreko 2015

[vc_row][vc_column width=”1/1″][vc_column_text]Spreko

Ha inizio oggi la seconda edizione dello “SPREKO” alla Rocca Albornoziana di Spoleto (PG). L’evento che durerà tre giorni e si terranno diverso Workshop ed iniziative per imparare a riconoscere quali sono i comportamenti che favoriscono gli sprechi. Questo perché ogni giorno senza rendercene conto finiamo per consumare più risorse di quante ne servirebbero realmente, creando non solo un grosso limite a chi potrebbe usufruirne, ma anche un enorme danno al pianeta.

Il programma prevede oltre ai numerosi workshop ed incontri, anche degustazioni, mostre, installazioni e rappresentazioni teatrali.

Programma completo[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/1″][vc_raw_html]JTNDaWZyYW1lJTIwc3JjJTNEJTIyaHR0cHMlM0ElMkYlMkZ3d3cuZ29vZ2xlLmNvbSUyRm1hcHMlMkZlbWJlZCUzRnBiJTNEJTIxMW0xNCUyMTFtOCUyMTFtMyUyMTFkMTE3MjEuOTgxMDA4ODUyNDI1JTIxMmQxMi43Mzg0MTk2NDg4OTI4NjclMjEzZDQyLjczNTU3MzAwNTc2MTk2JTIxM20yJTIxMWkxMDI0JTIxMmk3NjglMjE0ZjEzLjElMjEzbTMlMjExbTIlMjExczB4MCUyNTNBMHgxYTljNzEzNjMwZjQxNTkyJTIxMnNSb2NjYSUyQkFsYm9ybm96aWFuYSUyMTVlMCUyMTNtMiUyMTFzaXQlMjEyc2l0JTIxNHYxNDMzNDkzMjgxNzgyJTIyJTIwd2lkdGglM0QlMjI2MDAlMjIlMjBoZWlnaHQlM0QlMjI0NTAlMjIlMjBmcmFtZWJvcmRlciUzRCUyMjAlMjIlMjBzdHlsZSUzRCUyMmJvcmRlciUzQTAlMjIlM0UlM0MlMkZpZnJhbWUlM0U=[/vc_raw_html][/vc_column][/vc_row]

28 Maggio 2015

Parola d’ordine!

Quante volte ci siamo sentiti dire che le parole sono importanti? Lo so è una citazione da un film di Nanni Moretti, ma che volete? Continuiamo così, facciamoci del male!
Quante volte ci siamo sentiti dire che le parole volano e lo scritto resta? Lo so ce lo dicevano soprattutto a scuola, ma anche dalla più nota “Parole Parole Parole”!
Quante volte abbiamo raccontato stupidate immani per fingerci altro da noi? Il caro vecchio Fantozzi ce lo ricorda bene col suo: “sono stato azzurro di sci!”.
Con le parole possiamo dire tutto e il contrario di tutto! Come mai?
La risposta è semplice, in fondo le parole sono strumenti, con i quali comunichiamo con gli altri, esprimiamo emozioni, formuliamo richieste e molto altro. La parola in sé, dunque, ha un valore relativo. Il vero significato lo da la persona che la usa con il suo voler comunicare emozioni, idee o per il semplice bisogno di comunicare. Andando in fondo, quindi, le parole sono sì degli strumenti ma sono anche piene di significato, e non sono solo banalità.
Uso la parola banalità non a caso perché alcune parole hanno visto nel tempo un cambiamento di significato rispetto a quello originario, parole come “buono” o “giusto” con il passare del tempo hanno subito un cambiamento di senso, non vengono più utilizzati per indicare qualità, hanno perso il loro valore e ora sono adatte al massimo per fare del buonismo in un film della Disney.
Per me essere buoni come persona significa stare dalla parte dei deboli contro i forti, dalla parte del 99% contro l’1% per fare un esempio, e essere giusti significa agire di conseguenza.
Per me un esempio di persona buona e giusta è quella che venerdì 15 a Perugia ha protestato contro Salvini e la sua becera cricca fascista.
Per me un esempio di persona buona e giusta è l’insegnante in lotta contro la riforma Renzi e le prove invalsi.
Per me un esempio di persona buona e giusta è quella persone che lotta per la libera circolazione di persone nel mondo.
Non pensate che sia semplice buonismo o vuota retorica, perché come dice Albus Silente: “E’ venuto il momento di scegliere tra ciò che è giusto e ciò che è facile”.

24 Maggio 2015

No Ombrina No grandi opere

Ombrina è l’ ennesimo provvedimento di devastazione territoriale da parte del capitalismo nei confronti della comunità. Sabato 23 maggio è stato fortemente contestato nella manifestazione che si è svolta per le strade della città di Lanciano (CH): lo Sblocca Italia di Renzi ha ricevuto una forte risposta di una protesta dai caratteri senz’altro moltitudinari.

60000 persone, 4,5km di corteo, 482 adesioni registrate fra spazi sociali (oltre al centro sociale Zona22, anche altri provenienti da tutta Italia ), comitati No Ombrina, No Triv, associazioni ambientali, singoli e rappresentanti del settore turistico ed agricolo. Si è anche notata la presenza delle istituzioni (sono molti i comuni del territorio che hanno mandato una rappresentanza); da segnalare che si sono permessi di attraversare il corteo perfino partiti politici associati al partito di governo e rappresentanze dello stesso Partito Democratico.

Al di là delle evidenti contraddizioni da propaganda, che evidentemente non seguono sempre i tempi delle elezioni, quello che sembra essere il dato di maggior rilievo è la massiccia presenza della cosiddetta società civile, la gente comune per intenderci, i non militanti nel senso stretto del termine, i veri protagonisti del corteo.
A Lanciano abbiamo assistito ad una manifestazione che è frutto di un profondo e proficuo lavoro di sensibilizzazione alle conseguenze di una grande opera; da questo punto di vista si scorgono certo delle convergenze con ciò che è stato il laboratorio No Tav in Val di Susa, le lotte nella terra dei fuochi in Campania, solo per citare alcuni esempi. La partecipazione attiva nelle decisioni che riguardano una comunità sembra perciò essere un’esigenza reale delle persone, che, quando si presenta l’occasione, sono pronte a farla valere in quanto diritto legittimo. In fondo, già da diversi anni gli abruzzesi hanno riconosciuto la piattaforma petrolifera come un’opera inutile, inquinante e nociva ecologicamente ed economicamente per l’intera comunità. Il dissenso si è quindi diffuso facilmente tra i vari luoghi di partecipazione del territorio, primo fra tutti quello delle scuole, che hanno rappresentato uno dei catalizzatori fondamentali per l’induzione a scendere in piazza.

La giornata di ieri lascia perciò uno spiraglio di speranza in un periodo in cui la successione dei fatti sembra darla sempre vinta ai soliti, senza che non vi sia una risposta efficace dal basso che blocchi i meccanismi di saccheggio derivanti e messi in atto dal capitale, sempre affamato della ricchezza di tutti nei vari territori. La questione Ombrina è un nervo scoperto che Renzi ha toccato causando una netta risposta da parte di una comunità. Certo un così esteso malcontento non necessariamente comporta una altrettanto stupefacente riuscita della lotta.

Ora che è chiaro che nessuno vuole la costruzione dell’Ombrina e che, addirittura, neanche le istituzioni locali possono permettersi di schierarsi a favore, resta da capire come si possa rendere la lotta efficace effettivamente per bloccare l’esecuzione di una decisione così devastante.

In perfetta coerenza con la logica del capitale, il governo è in questo caso un evidente mezzo di tramite per la messa in pratica delle volontà e degli accordi di ENI e la multinazionale inglese Rockhopper (realizzatrice del progetto di estrazione); perciò la provenienza di queste decisioni non solo non è vicina alla comunità che ne pagherà poi le conseguenze (sempre che un eventuale danno si limiti alle coste abruzzesi), ma il problema è che i mandanti di questa devastazione e famelico saccheggio vanno ricercati ad un livello superiore a quello nazionale, nel quale servilmente altro non si è fatto che avallare le volontà delle multinazionali.
Perciò quello che la grande comunità che ieri si è dimostrata in tutta la sua determinazione ora si dovrà chiedere è: come andare a bloccare il problema Ombrina alla fonte sfruttando appunto la forza che ieri è scesa in piazza. Ci auspichiamo la nascita di laboratori in grado di fornire i giusti strumenti per la prosecuzione della lotta, e crediamo nel ruolo fondamentale che possono giocare in ciò gli spazi sociali.

In quest’ottica la giornata No Ombrina di Lanciano può essere considerata una delle tante tappe, e finora la più importante, di un percorso sempre più ampio e radicato.

#NoOmbrina

#NoTRIV

C.S.O.A. Ex Mattatoio

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