Autore: Lautoradio

24 Aprile 2015

25 APRIL’EUROPA

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PER UN’EUROPA ANTIFASCISTA, PER UN’EUROPA SENZA CONFINI.

23 Aprile 2015

Il lungo cammino

La metafora del “lungo cammino” è stata ampiamente usata negli anni, vuoi per la facilità di comprensione vuoi perché spesso non era una metafora vera e propria ma una descrizione di cosa si stava compiendo. Nel primo caso possiamo citare Nelson Mandela, la cui autobiografia si chiama “lungo cammino verso la libertà”, che ha questo proposito scrive “Ho percorso questo lungo cammino verso la libertà sforzandomi di non esitare, e ho fatto alcuni passi falsi lungo la via. Ma ho scoperto che dopo aver scalato una montagna ce ne sono sempre altre da scalare. Adesso mi sono fermato un istante per riposare, per volgere lo sguardo allo splendido panorama che mi circonda, per guardare la strada che ho percorso. Ma posso riposare solo qualche attimo, perché assieme alla libertà vengono le responsabilità, e io non oso trattenermi ancora: il mio lungo cammino non è ancora alla fine.” Per quanto riguarda il secondo caso come non citare Mao e la sua “lunga marcia”, cioè una lunga ritirata trasformata in una marcia di attacco verso i giapponesi che avevano iniziato nel 1937 l’invasione della Cina. Possiamo anche citare il film “la lunga strada verso casa” che racconta del boicottaggio degli anni ’50 in america a seguito del rifiuto di Rosa Parks di cedere il suo posto ad un bianco in quanto donna di colore.
Visti i recenti naufragi nel Mediterraneo possiamo anche citare il desiderio di una vita migliore dei migranti come esempio di un lungo cammino e, dato l’avvicinarsi del 25 Aprile, anche la lotta partigiana, per la serie scarpe rotte eppur bisogna andare.
Il senso di questa metafora è ovviamente quella di paragonare il percorso, progetto o altro, che si è intrapreso con un percorso molto lungo, che per sua natura quindi sarà pieno di insidie, incognite e che avrà un esito incerto.
Da questa presentazione molto ampia e generale, vorrei parlarvi del mio “lungo cammino” a livello politico. Non per la sua unicità, anzi è stato fatto insieme e centinaia di migliaia di altre persone, ma perché ha inizio con il G8 di Genova e ultimamente se ne è tornati a parlare e, quindi, vorrei dire la mia come persona presente in quei giorni.
Quando si parla di Genova 2001 e delle giornate del controvertice da parte dei media mainstream si mette sempre l’accento sugli scontri e in casi eccezionali, come il film “Diaz – Don’t clean up this blood” di Daniele Vicari, e dopo la recente sentenza di condanna della corte europea dei diritti dell’uomo, degli abusi commessi da parte della polizia. Viene sempre dimenticato però tutto il resto, e con questo intendo il percorso che ha portato alla creazione di quelle giornate, realmente aperto, partecipato e inclusivo, le tematiche affrontate e le parole d’ordine che sono ancora oggi attuali: il rifiuto della guerra, la precarizzazione del lavoro, la finanziarizzazione dell’economia, il diritto ad una libera circolazione delle persone e le tematiche relative alla questione ambientale.
Vado a memoria non ho riletto niente di quei giorni, ma sono temi attualissimi, si potrebbe dire che in quei giorni noi eravamo all’avanguardia. Non voglio fare il nostalgico però, la forza di quel movimento non si è esaurita il giorno dopo, voglio solo che il Genoa Social Forum venga ricordato per quello che è stato e che ha fatto: un movimento realmente orizzontale capace di organizzare la rabbia e la protesta di decine di migliaia di persone.
Da qui parte il mio lungo cammino che, chiaramente, non è ancora terminato.

Il presidente

16 Aprile 2015

Invasione di campo

L’invasione di campo è una pratica diffusa nel mondo sportivo, da realizzare sia in gruppo che in solitario, per manifestare sia gioia per il raggiungimento di un obiettivo che delusione per l’andamento scadente della propria squadra del cuore. A questo punto vanno aggiunte alcune precisazioni che meglio spiegano le modalità con cui viene messa in atto e il loro fine, prima di tutto spieghiamo la differenza tra individuali e collettive, poi tra quelle di gioia o delusione proprie di quest’ultima categoria.
Quelle individuali sono compiute da persone con ego smisurato il cui obiettivo è andare incontro ai propri eroi sportivi oppure quello di sfidare la sicurezza, tipico esempio i cosiddetti “strikers” uomini e donne che entrano completamente nudi nel campo da gioco solo per sfida.
Quelle collettive vengono messe in atto ovviamente da un gruppo di persone, organizzato o meno, e sono collegate fortemente alle motivazioni, nel senso che vengono realizzate in maniera differente a seconda se c’è da festeggiare o da sfogare rabbia, nel primo caso verrà aspettata la fine della partita per invadere il campo e esultare insieme ai giocatori per il risultato raggiunto, nel secondo invece si entrerà in campo per contestare e/o minacciare i giocatori e la partita verrà probabilmente sospesa temporaneamente e se l’invasione continua sospesa definitivamente.
Il concetto per estensione può essere applicato anche ad altre situazioni, per spiegarmi meglio e per scusarmi del prolisso incipit arriverò subito al dunque, come ad esempio al fatto che questioni prettamente educative o gestionali vengano subordinate ad aspetti economici. Nel primo caso mi riferisco alla riforma Gelmini della scuola primaria e nel secondo alla volontà dell’assessore Waguè di riformare il sistema delle mense comunali delle scuole del comune di Perugia.
Nel caso della riforma Gelmini il vero responsabile va infatti cercato al ministero dell’economia e delle finanze, cioè Giulio Tremonti, che impose tagli in tutti i settori del pubblico impiego, andando così anche a mettere in difficoltà il sistema scolastico primario, settore che a livello pedagogico era fino ad allora considerato un “eccellenza”.
Per quanto riguarda la riforma delle mense, anche qui possiamo individuare altre motivazioni rispetto alle dichiarazioni ufficiali di voler maggiore trasparenza nei momenti decisionali. In realtà, infatti, si vuole da un lato togliere il potere decisionale ai genitori, effettuato tramite il comitato mensa, e dall’altro abbattere i costi attraverso acquisti centralizzati. Va infatti considerato che i costi
sono già bassi in quanto si preferiscono produttori locali e in questo modo si ha un controllo sulla qualità del cibo.
Certo non c’è da stupirsi che tutto questo avvenga perché questo “è il capitalismo bellezza” fare soldi a discapito di tutto, dogma oggi più che mai attuale, ma fate attenzione la resistenza a tutto ciò sta aumentando!!!
Per ultimo una constatazione: i militanti dell’ex Mattatoio non hanno fatto né irruzione al consiglio comunale né tantomeno invasione di campo per il semplice fatto che le sedute del consiglio comunale sono aperte a tutti e tutte!!!

Il presidente

15 Aprile 2015

QUINDICI ANNI NON SI SGOMBERANO

sgomb15matCi troviamo oggi a Perugia a dover denunciare l’ennesimo atto di violenza nei confronti delle persone che rendono viva questa città.

Dopo 15 anni anni di lotte controcultura e socialità il centro sociale Ex Mattatoio viene messo in vendita!!

Si rivela così la politica di neoliberismo spietato della giunta Romizi che smantella esperienze di vita e spazi pubblici.

L’Ex Mattatoio, situato nella periferia di Ponte San Giovanni, ha fatto rivivere un posto non utilizzato e abbandonato con il lavoro, le forze e le energie di tutte le persone che lo attraversano e lo vivono, costruendo così uno spazio alternativo alle solite “vetrine” alle quali assistiamo periodicamente nelle piazze delle città.

Osserviamo oggi come, in un forte momento di crisi, l’attuale sistema politico tolga le risorse economiche all’istruzione,alla cultura e ai trasporti pubblici costantemente subordinate agli interessi del capitale a favore di sgomberi abitativi e privatizzazione.

Non ci riferiamo solo all’ex mattatoio ma parliamo anche del mercato coperto che vuole essere ristrutturato con fondi pubblici e poi svenduto a un privato, o ancora come l’esperienza di Caicocci Terra Sociale che da tempo valorizza terre abbandonate al degrado e colpite da pesanti misure repressive.

Non solo nel nostro territorio vengono attuate politiche di questo genere, ma ampliando lo sguardo vediamo come l’imminente inaugurazione dell’Expo di Milano sia un occasione per speculatori e potenti di poter calare dall’alto mostri di cemento e cristallo senza che nessuno si interroghi sulla sua reale utilità e sul livello di sfruttamento del territorio e delle migliaia di volontari, lavoratrici e lavoratori sottopagati.

Continueremo nei prossimi giorni ad essere presenti e visibili in città attraverso una serie di iniziative per ribadire che questo è solo l’inizio della lotta in difesa del territorio e contro la precarizzazione delle nostre vite.

La nostra lotta non si arresta

La nostra lotta non si svende

 

 

 

4 Aprile 2015

BUON COMPLEANNO CSOA EX MATTATOIO – 15 anni nelle lotte

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Il 1 Aprile di quest’anno il Centro sociale Ex Mattatoio ha spento le sue 15 candeline.

15 ANNI DI LOTTE, CONTROCULTURA E SOCIALITÀ NON SI SGOMBERANO.

Questo recita lo striscione che vi dà il benvenuto ai cancelli del centro sociale.

Con questo spirito vogliamo festeggiare questi 15 anni, con delle giornate di musica, socialità e lotta e costruire insieme nuove lotte e nuovi percorsi condivisi.

Ripartiamo dallo spazio che ci ha ospitat@ in tutti questi anni e finiamo con un presidio sotto al Comune per ribadire a gran voce che noi ci saremo sempre!

Non sarà la vendita dell’ex mattatoi
o a fermarci e non saranno certo le scellerate scelte di questa nuova giunta molto lontana dal capire quali sono le reali esigenze della città, troppo presa a sanare i conti a discapito di tutto il resto.

Dopo mesi di incalzanti richieste al comune per aprire un serio confronto che ponesse sul piano politico la questione della vendita del Centro Sociale, l’unico risultato riscontrato è stato un continuo e vergognoso scarica-barile fra sindaco, uffici ed assessori, dimostrante la totale assenza di volersi confrontare con una realtà politica, sociale e culturale della città. A questo si aggiunge la ridicola richiesta del pagamento di 21mila euro per le spese di locazione pregresse dell’immobile. Parliamo di uno stabile che è stato occupato e che, come la maggior parte degli spazi sociali, col tempo è arrivato ad un accordo con il comune. Tale accordo si è sostanziato nella stipula di una convenzione che regolarizzasse la situazione e un accordo che prevedesse lo sconto lavori sulle spese di locazione.

Si parla tanto di “apertura alla società civile”… e invece? Solo porte chiuse. Questa è la modalità con cui il sindaco e la giunta hanno intenzione di interagire con le realtà cittadina.

Assistiamo a siparietti in giro, con la dislocazione dei consigli comunali itineranti, in teoria per mostrare una vicinanza con la città, per avere un confronto, ma ancora una volta è già tutto deciso e l’unico confronto è lo scontro! Se il giovane sindaco Romizi e i suoi pensano di poter facilmente cancellare il centro sociale di Perugia, noi rispondiamo ponendoci di traverso alle loro intenzioni e rilanciamo dimostrando con la pratica i contenuti che caratterizzano questo luogo di socialità, il cui quindicesimo compleanno cade proprio in questi giorni.

Festeggeremo invitando tutt* nei prossimi 10-11-12 Aprile, a partecipare con noi a tre giornate cariche di vita, lotte, cibo bio, cultura, e molto altro all’ex Mattatoio. Di fronte alle necessità di una maggiore socialità a Perugia, si mostra palesemente la propensione della giunta a dare più rilevanza alle questioni economiche. Riconosciamo questo come conseguenza della malagestione delle amministrazioni precedenti e, proprio per questo, non accettiamo che tali danni siano pagati dalla città in ricchezza sociale e culturale, privandosi di un luogo come l’ex Mattatoio, simbolo di lotta e di un pensiero alternativo alla logica economico-capitalista e di una migliore idea di città. Pretendiamo che finalmente vengano fuori i veri responsabili che hanno portato a tale situazione, che secondo noi non può essere affrontata se non mettendo sul tavolo il valore politico del centro sociale, all’interno di un reale, diretto e concreto confronto con il sindaco. E poiché loro continuano a volerci ignorare, saremo noi a presentarci nuovamente Lunedì 13 Aprile, organizzat* e numeros*, in presidio sotto il comune, con chiunque avverta come noi l’importanza di questo spazio. Il centro sociale ex Mattatoio è e deve restare un posto vivo di lotta e socialità e le quattro giornate che andranno dal 10 al 13 lo dimostreranno.

Il ricavato delle giornate sarà destinato a sostenere le spese legali!

#lacittàchevogliamo #ExM15

Qui l’eventohttps://www.facebook.com/events/591701514300161/

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