Autore: Lautoradio

13 Novembre 2015

Rojava e confederalismo democratico come alternativa alla crisi siriana

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Presentazione del progetto “EUROMEDITERRANEO – Resistenze, moltitudini, prospettive”

12 Novembre 2015

REFUGEES WELCOME | VERSO IL SECONDO INCONTRO

La campagna Refugees Welcome Perugia è stata inaugurata con un partecipatissimo incontro ieri, 7 novembre 2015, presso la sala della Consulta dei migranti.
Una sala stracolma, ma soprattutto eterogenea e propositiva.

L’ intervento di apertura ha spiegato le motivazioni che hanno spinto molti e molte a intraprendere questo percorso con l’obiettivo di crescere e coinvolgere quante più persone e realtà per dare una risposta reale a quelle che sono le politiche repressive europee.
Con il secondo intervento si è analizzata la situazione dell’accoglienza a Perugia, le criticità e le problematicità dei sistemi di accoglienza istituzionali, provando a individuare reali necessità e bisogni. Diritto alla mobilità, all’abitare, al reddito sono state le parole d’ordine sulle quali si vuole intraprendere un percorso comune di lotta, ed è partendo dalla necessità di dare risposte a questi bisogni che si è aperto il dibattito, subito partecipatissimo e coinvolgente.

Il primo a intervenire è un ragazzo gambiano che pone subito l’accento su un altro aspetto fondamentale: la divisione che viene fatta tra migranti e rifugiati, in particolare la differenziazione che porta a riconoscere lo stato di rifugiato a migranti solo perché provengono da uno stato, l’esempio è quello della Siria, e invece negarlo ad altri, che provengono ad esempio dal Gambia e da altri stati africani. È una differenziazione ingiusta e infondata anche perché poco si conosce dei paesi di provenienza. Da qui la prima proposta che è quella di spazi di discussione in cui i migranti possano spiegare e raccontare dei loro paesi di provenienza. Inoltre sottolinea l’importanza di incontrarsi ancora ed essere ancora più numeri e propositivi.

Interviene subito un ragazzo afgano che racconta la sua drammatica esperienza e le difficoltà incontrate e di quanto spazi meticci e di democrazia reale come questa siano importanti per cambiare le cose.

A seguire interviene un’attivista del presidio No Border di Ventimiglia che oltre a raccontare quello che è stato il presidio ne evidenzia il significato politico e come sia importante che esperienze così siano replicate. Colpisce l’entusiasmo e la grande partecipazione che Perugia ha dimostrato sul tema. Conclude con una serie di proposte:
– un’assemblea permanente in cui poter continuare a discutere, scambiarsi idee e proposte,
– garantire sportelli legali, info point,
– fare una mappatura della città e segnalare tutte le iniziative sul tema, ma soprattutto i posti dove poter avere delle risposte a seconda delle necessità.

L’intervento successivo pone ancora l’accento sull’ accoglienza in particolare sul territorio umbro. Se da un lato, infatti, il sistema di accoglienza locale viene considerato un’eccellenza perché preferisce accogliere i migranti in appartamenti invece che isolarli in un unico grande complesso abitativo come avviene in altre regioni, dall’altro questa scelta non fa altro che rendere i migranti invisibili. Inoltre a fronte delle persone che ottenuti i documenti decidono di restare, il territorio non è pronto all’accoglienza. È su questo che tocca intervenire, anche attraverso partecipazione a bandi, proponendo progetti e promuovendo nuove forme di coabitazione.

Direttamente connessa a questa, la proposta del recupero di terre e case. Viene riportato l’esempio della Calabria come modello di accoglienza realmente virtuoso, in cui si è creata una reale integrazione attraverso l’affidamento delle terre ai migranti. Inoltre vengono citate le numerose occupazione abitative e le lotte che sono state condotte soprattutto negli ultimi anni sul tema.

Quello che emerge dai successivi interventi è la necessità di creare dei momenti di incontro, socialità, che aiutino a rompere il clima di indifferenza se non di paura reciproca tra migranti e cittadini, attraverso, per esempio, a una festa di strada. Inoltre pensare a delle forme di finanziamento per garantire attività e azioni che si deciderà di intraprendere.

Dopo la partecipatissima giornata con grande entusiasmo ci salutiamo dandoci appuntamento a sabato 14 novembre 2015, alle 17.00 alla Consulta dei Migranti, per continuare a discutere e provare a concretizzare le varie proposte messe in campo.

ENGLISH VERSION

On the 7th of November 2015 at the “Consulta dei Migranti” in Perugia took place the first meeting of the campaign “Refugees Welcome”.
The meeting was very participated by heterogeneous and enthusiastic people.

The opening speech was about the reasons that led the participants to take part to this campaign with the goal to reach as many people as possible and give a concrete answer to the repressive EU politics.

The second speech analysed the migrant institutional reception system in Perugia, underlining its problems and limits. The common needs of the participants were also pointed out: the right to mobility, to housing and to income. Starting from these considerations the speaker expressed the importance to undertake a common path of struggle.

After the 2 opening speeches the first one speaking was a Gambian guy who highlighted another important point: the marked difference made between migrants and refugees, in particular the difference in recognizing the state of refugees and migrants by provenience. The example given was about Syria in comparison to Gambia and other African countries.
It is an unjust and unfounded differentiation considering that there is a very limited general knowledge about the political situation in those countries. From this statement came out the first proposal of the meeting: the organization of debates in which migrants can share their experiences and knowledge about their own countries.

Another guy, from Afghanistan, shared his hard migration story and the huge difficulties he got during his trip. He also underlined the importance of events like this because it is an example of space of real democracy.

Afterwards an activist of the group “No Border” from Ventimiglia explained her experience at the border and its weight. She also stated that this kind of experience should be repeated. She was very surprised by the enthusiastic and large participation to the campaign in Perugia. She concluded with some suggestions:
-A permanent assembly where to keep sharing ideas and proposals.
-The creation of legal info points
-The mapping of the town pointing out places that can give an answer to common needs

Next speech was about the migrant reception system in Italy and in particular in Umbria. This local system is generally well considered because it provides apartments to small groups of migrants instead of isolating them in a big single building as it happens in other regions of Italy. By the way the result of this choice is the invisibility of the migrants.
Moreover the local institutions are not able to offer a proper solution to whom has already received the documents and decides to stay. For this reason we should work on that, participating to announcements, proposing projects and promoting new ways of cohabitation.

Strictly connected to this subject, another participant suggested the retrieval of houses and abandoned lands. The example given was about Calabria’s model, considered virtuous because of the real integration through the assignment of lands to the migrants.
In his speech was also mentioned the occupation of houses as form reappropriation and the struggles of the last years on this subject.

In the last speeches came out the need of organizing social events as for example a street party. It was also suggested to think about some ways of self-financing to guarantee activities and actions we will embark on.

At the end of the meeting we decided to meet again on Saturday 14th of November 2015 at the same time and in a place to be confirmed in order to continue the discussion and to try to realize the different emerged proposals.

We’ll see at the “Consulta dei Migranti”, via Imbriani, 2 at 17:00.

8 Novembre 2015

POSTumi | IL VENERDI’ DEL MALE

Una volta nello spazio circostante del centro sociale Ex-Mattatoio si aprì una grossa voragine. Non era particolarmente pericolosa ma si espandeva di settimana in settimana. Ogni lunedì appariva sempre un tantino più grossa. Noi la chiamammo la bocca dell’inferno e non ci sembrava un caso che avesse scelto proprio quel posto per aprirsi, l’oscuro suono del venerdì del male doveva essere arrivato fin là giù.

Questa settimana “Il venerdì del male” è tornato (e col botto!) e lunedì ci toccherà fare un attento sopralluogo.

Ad aprire le macabre danze sono stati gli Shinebox, band post hardcore di Foligno. Il loro “A Quiet End” è un disco particolarmente graffiante e profondo che non lascia spazio a false attribuzioni; un live duro e intimo fatto di bassi metallici e ricercate melodie.

A seguire i marchigiani “Void OO“; reputeremo principalmente loro i responsabili dell’eventuale riapertura della voragine. I loro pezzi trasmettono allo stesso tempo sofferenza e potenza, con una coltre di esoterismo a circondare il tutto, assicurando una presenza scenica davvero d’impatto.

Infine a completare questa sorta di catarsi gli “The Haunting Green“, doom-experimental duo da Pordenone. L’aria è molto pesante, metallica; i suoni sembrano quasi centellinati ma poi esplodono e tutto l’ambiente circostante viene coinvolto, diventa parte della performance. Un duo fortemente espressivo per un live estremamente emotivo.

Il primo Venerdì del Male della stagione si è concluso non indolore, ed è un bene

6 Novembre 2015

Know your enemies

Come on!
Yes I know my enemies
They’re the teachers who taught me to fight me
Compromise, conformity, assimilation, submission
Ignorance, hypocrisy, brutality, the elite
All of which are American dreams

Rage against the machine – Know your enemy – 1992

 

Non è un mero esercizio di stile l’individuazione dei propri nemici, capire chi è il tuo nemico, quali armi usa e quali altre ne ha a disposizione è una pratica minima per vincere una guerra!
Un esempio?
Il Tour de France del 2011 vede come favoriti Andy Schleck e Alberto Contador, e a seguire una serie di outsider più o meno seri. Andy, finalmente, ha una squadra all’altezza, ha fatto una preparazione per puntare alla vittoria del Tour e si sente sicuro di poter battere tutti quanti, compreso Alberto Contador, suo eterno rivale. Alberto sembra fare della pretattica, dice di non essere in forma e che non deve essere considerato tra i favoriti ma nessuno gli crede, del resto due Tour de France non si vincono per caso e tutti credono che faccia parte del suo progetto, pretattica appunto.
Pronti via maglia gialla allo specilista delle crono brevi Gilbert, ma alla seconda tappa la maglia cambia padrone, va sulle spalle del norvegese Hushovd, bravo a tenerla per una settimana, quando va sulle spalle del francese Voeckler. Grande impresa la sua che non arriva alla leggendaria accoppiata tappa e maglia perché battuto da Luis Sanchez per 5 secondi. Cosa hanno combinato in questo lasso di tempo i Nostri? Andy poco o niente, marca a uomo Alberto e, come ogni appassionato di ciclismo sa, aspetta la terza settimana convinto che lì si decidera il tour. Tutto vero ma non sa ancora cosa lo aspetti. Alberto invece proprio non va, cade due volte e nella seconda caduta sbatte fortemente il ginocchio, decide comunque di continuare ma resta molto indietro dalla vetta.
Dalla nona alla diciottesima tappa la maglia gialla rimane sulle spalle del francese, ma con sempre meno vantaggio e diventa chiaro alla vigilia della temutissima tappa dell’Alpe d’Huez che cambierà padrone. Il giovane Andy riesce a strapparla a Voeckler, ma si accorge di aver fatto un piccolo errore di valutazione. Ha sbagliato a considerare Alberto il nemico principale. Sì, perché in questi dieci giorni ha continuato con il suo marcamento a uomo su Alberto non accorgendosi di quanto fosse pericolosamente vicino Cadel Evans, ciclista australiano proveniente dalle mountain bike e molto più forte di lui nelle prove contro il tempo. Andy non attacca per guadagnare secondi importanti ma pensa solo a tenere lontano Alberto, errore imperdonabile.
Nella ventesima tappa un grandissimo Cadel arriva secondo a soli 7 secondi dallo specialista Tony Martin e infligge ben 2 minuti e 30 secondi ad Andy, prendendosi la maglia gialla e vincendo, a mio avviso meritatamente, il Tour de France 2011 con la solita passerella sui campi elisi il giorno dopo. Ancora una volta il Tour si è deciso nell’ultima settimana.

3 Novembre 2015

PRESENTAZIONE CAMPAGNA REFUGEES WELCOME PERUGIA

RW LOC giallaL’ultima ingente ondata di migranti di questa estate ha messo in luce definitivamente quanto poco efficaci siano le politiche europee in materia di accoglienza e quanto invece dirompente sia stata la risposta della gente.

Un’ondata di solidarietà e partecipazione ha coinvolto diversi Paesi e una delle parole d’ordine che abbiamo letto anche tra gli spalti degli stadi è stata REFUGEES WELCOME.

Anche Perugia vuole aderire alla campagna nazionale ed europea e per questo invita tutti e tutte al lancio della campagna Refugees Welcome Perugia che si terrà sabato 7 novembre alle ore 17.00 presso la Consulta dei Migranti, via Imbriani, 2.

Di seguito il comunicato.

Da Cadis a Budapest, da Ventimeglia al Brennero, da Lampedusa a Calais, la “Fortezza Europa” mostra tutta la sua violenza. Alla brutalità del viaggio si aggiunge quella dei maltrattamenti subiti dalla polizia e dall’esercito, che non risparmia nessuna atrocità.

Viviamo in un’Europa che professa libertà di movimento, mentre Schenghen si riduce ad un ipocrita strumento che rafforza le disuguaglianze e le gerarchie tra chi è cittadino e chi non lo è facendolo rimanere intrappolato nelle disposizioni di Dublino III che vincola la domanda d’asilo al primo paese di arrivo.

Allo stesso tempo, però, l’incredibile resistenza e il coraggio di migliaia di persone, spinte dal desiderio di libertà, e la grande, auto-organizzata risposta di solidarietà dal basso danno forma a una nuova realtà lungo le frontiere dell’Unione Europea. Il presidio di Ventimiglia, l’assalto ai muri di Evron e le occupazioni nelle stazioni delle città di confine dimostrano quanto i muri e i fili spinati non possano fermare un movimento che ha una forza inarrestabile.

L’ immaginario dominante descrive i migranti come soggetti deboli e bisognosi di assistenza, quando invece sono una moltitudine di soggetti che si riappropriano autonomamente delle loro vite e che, altrettanto autonomamente, decidono quali sono le soluzioni ai propri bisogni.

È solo di alcuni giorni fa la notizia del brutale sgombero dello stabile dell’ex Telecom di Bologna, occupato dal 2014 da più di 300 persone, in gran parte migranti. Questo episodio ha evidenziato come, nel momento in cui ci si appropria  di diritti senza passare per una organizzazione assitenzialista che li conceda, la reazione è quella della becera repressione.

Il diritto alla mobilità, all’abitare e al reddito sono lotte comuni da contrapporre alle politiche di austerity della UE, di cui tutt@ paghiamo le conseguenze ogni giorno.

Ora è il momento di agire, aprendo nuovi spazi di libertà, combattendo l’Europa dei tecnocrati e dell’austerità, mettendo fine alla crescita di nazionalismi e fascismi in tutti i Paesi europei. Ora è il momento di lottare per un’Europa senza frontiere, un’Europa di diritti sociali: è necessario schierarsi dalla parte di chi fugge da guerre e povertà.

Per tutto ciò aderiamo alla campagna “Refugees Welcome!” uno spazio pubblico e aperto che consenta a tutti e tutte di intervenire in prima persona  mettendo a disposizione e in condivisione esperienze, saperi e molto altro.

Invitiamo tutt@ a un dibattito pubblico, in cui discutere insieme quali iniziative realizzare concretamente anche a Perugia.

Appuntamento alle ore 17:00, Sabato 7 Novembre alla Consulta dei Migranti, via Imbriani, 2 Perugia

 

Di seguito Pagina Facebook Refugees Welcome Perugia:

https://www.facebook.com/Refugees-Welcome-Perugia-820490598068911/?fref=ts

Link evento:

https://www.facebook.com/events/894062883995133/

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