Autore: Lautoradio

8 Novembre 2015

POSTumi | IL VENERDI’ DEL MALE

Una volta nello spazio circostante del centro sociale Ex-Mattatoio si aprì una grossa voragine. Non era particolarmente pericolosa ma si espandeva di settimana in settimana. Ogni lunedì appariva sempre un tantino più grossa. Noi la chiamammo la bocca dell’inferno e non ci sembrava un caso che avesse scelto proprio quel posto per aprirsi, l’oscuro suono del venerdì del male doveva essere arrivato fin là giù.

Questa settimana “Il venerdì del male” è tornato (e col botto!) e lunedì ci toccherà fare un attento sopralluogo.

Ad aprire le macabre danze sono stati gli Shinebox, band post hardcore di Foligno. Il loro “A Quiet End” è un disco particolarmente graffiante e profondo che non lascia spazio a false attribuzioni; un live duro e intimo fatto di bassi metallici e ricercate melodie.

A seguire i marchigiani “Void OO“; reputeremo principalmente loro i responsabili dell’eventuale riapertura della voragine. I loro pezzi trasmettono allo stesso tempo sofferenza e potenza, con una coltre di esoterismo a circondare il tutto, assicurando una presenza scenica davvero d’impatto.

Infine a completare questa sorta di catarsi gli “The Haunting Green“, doom-experimental duo da Pordenone. L’aria è molto pesante, metallica; i suoni sembrano quasi centellinati ma poi esplodono e tutto l’ambiente circostante viene coinvolto, diventa parte della performance. Un duo fortemente espressivo per un live estremamente emotivo.

Il primo Venerdì del Male della stagione si è concluso non indolore, ed è un bene

6 Novembre 2015

Know your enemies

Come on!
Yes I know my enemies
They’re the teachers who taught me to fight me
Compromise, conformity, assimilation, submission
Ignorance, hypocrisy, brutality, the elite
All of which are American dreams

Rage against the machine – Know your enemy – 1992

 

Non è un mero esercizio di stile l’individuazione dei propri nemici, capire chi è il tuo nemico, quali armi usa e quali altre ne ha a disposizione è una pratica minima per vincere una guerra!
Un esempio?
Il Tour de France del 2011 vede come favoriti Andy Schleck e Alberto Contador, e a seguire una serie di outsider più o meno seri. Andy, finalmente, ha una squadra all’altezza, ha fatto una preparazione per puntare alla vittoria del Tour e si sente sicuro di poter battere tutti quanti, compreso Alberto Contador, suo eterno rivale. Alberto sembra fare della pretattica, dice di non essere in forma e che non deve essere considerato tra i favoriti ma nessuno gli crede, del resto due Tour de France non si vincono per caso e tutti credono che faccia parte del suo progetto, pretattica appunto.
Pronti via maglia gialla allo specilista delle crono brevi Gilbert, ma alla seconda tappa la maglia cambia padrone, va sulle spalle del norvegese Hushovd, bravo a tenerla per una settimana, quando va sulle spalle del francese Voeckler. Grande impresa la sua che non arriva alla leggendaria accoppiata tappa e maglia perché battuto da Luis Sanchez per 5 secondi. Cosa hanno combinato in questo lasso di tempo i Nostri? Andy poco o niente, marca a uomo Alberto e, come ogni appassionato di ciclismo sa, aspetta la terza settimana convinto che lì si decidera il tour. Tutto vero ma non sa ancora cosa lo aspetti. Alberto invece proprio non va, cade due volte e nella seconda caduta sbatte fortemente il ginocchio, decide comunque di continuare ma resta molto indietro dalla vetta.
Dalla nona alla diciottesima tappa la maglia gialla rimane sulle spalle del francese, ma con sempre meno vantaggio e diventa chiaro alla vigilia della temutissima tappa dell’Alpe d’Huez che cambierà padrone. Il giovane Andy riesce a strapparla a Voeckler, ma si accorge di aver fatto un piccolo errore di valutazione. Ha sbagliato a considerare Alberto il nemico principale. Sì, perché in questi dieci giorni ha continuato con il suo marcamento a uomo su Alberto non accorgendosi di quanto fosse pericolosamente vicino Cadel Evans, ciclista australiano proveniente dalle mountain bike e molto più forte di lui nelle prove contro il tempo. Andy non attacca per guadagnare secondi importanti ma pensa solo a tenere lontano Alberto, errore imperdonabile.
Nella ventesima tappa un grandissimo Cadel arriva secondo a soli 7 secondi dallo specialista Tony Martin e infligge ben 2 minuti e 30 secondi ad Andy, prendendosi la maglia gialla e vincendo, a mio avviso meritatamente, il Tour de France 2011 con la solita passerella sui campi elisi il giorno dopo. Ancora una volta il Tour si è deciso nell’ultima settimana.

3 Novembre 2015

PRESENTAZIONE CAMPAGNA REFUGEES WELCOME PERUGIA

RW LOC giallaL’ultima ingente ondata di migranti di questa estate ha messo in luce definitivamente quanto poco efficaci siano le politiche europee in materia di accoglienza e quanto invece dirompente sia stata la risposta della gente.

Un’ondata di solidarietà e partecipazione ha coinvolto diversi Paesi e una delle parole d’ordine che abbiamo letto anche tra gli spalti degli stadi è stata REFUGEES WELCOME.

Anche Perugia vuole aderire alla campagna nazionale ed europea e per questo invita tutti e tutte al lancio della campagna Refugees Welcome Perugia che si terrà sabato 7 novembre alle ore 17.00 presso la Consulta dei Migranti, via Imbriani, 2.

Di seguito il comunicato.

Da Cadis a Budapest, da Ventimeglia al Brennero, da Lampedusa a Calais, la “Fortezza Europa” mostra tutta la sua violenza. Alla brutalità del viaggio si aggiunge quella dei maltrattamenti subiti dalla polizia e dall’esercito, che non risparmia nessuna atrocità.

Viviamo in un’Europa che professa libertà di movimento, mentre Schenghen si riduce ad un ipocrita strumento che rafforza le disuguaglianze e le gerarchie tra chi è cittadino e chi non lo è facendolo rimanere intrappolato nelle disposizioni di Dublino III che vincola la domanda d’asilo al primo paese di arrivo.

Allo stesso tempo, però, l’incredibile resistenza e il coraggio di migliaia di persone, spinte dal desiderio di libertà, e la grande, auto-organizzata risposta di solidarietà dal basso danno forma a una nuova realtà lungo le frontiere dell’Unione Europea. Il presidio di Ventimiglia, l’assalto ai muri di Evron e le occupazioni nelle stazioni delle città di confine dimostrano quanto i muri e i fili spinati non possano fermare un movimento che ha una forza inarrestabile.

L’ immaginario dominante descrive i migranti come soggetti deboli e bisognosi di assistenza, quando invece sono una moltitudine di soggetti che si riappropriano autonomamente delle loro vite e che, altrettanto autonomamente, decidono quali sono le soluzioni ai propri bisogni.

È solo di alcuni giorni fa la notizia del brutale sgombero dello stabile dell’ex Telecom di Bologna, occupato dal 2014 da più di 300 persone, in gran parte migranti. Questo episodio ha evidenziato come, nel momento in cui ci si appropria  di diritti senza passare per una organizzazione assitenzialista che li conceda, la reazione è quella della becera repressione.

Il diritto alla mobilità, all’abitare e al reddito sono lotte comuni da contrapporre alle politiche di austerity della UE, di cui tutt@ paghiamo le conseguenze ogni giorno.

Ora è il momento di agire, aprendo nuovi spazi di libertà, combattendo l’Europa dei tecnocrati e dell’austerità, mettendo fine alla crescita di nazionalismi e fascismi in tutti i Paesi europei. Ora è il momento di lottare per un’Europa senza frontiere, un’Europa di diritti sociali: è necessario schierarsi dalla parte di chi fugge da guerre e povertà.

Per tutto ciò aderiamo alla campagna “Refugees Welcome!” uno spazio pubblico e aperto che consenta a tutti e tutte di intervenire in prima persona  mettendo a disposizione e in condivisione esperienze, saperi e molto altro.

Invitiamo tutt@ a un dibattito pubblico, in cui discutere insieme quali iniziative realizzare concretamente anche a Perugia.

Appuntamento alle ore 17:00, Sabato 7 Novembre alla Consulta dei Migranti, via Imbriani, 2 Perugia

 

Di seguito Pagina Facebook Refugees Welcome Perugia:

https://www.facebook.com/Refugees-Welcome-Perugia-820490598068911/?fref=ts

Link evento:

https://www.facebook.com/events/894062883995133/

29 Ottobre 2015

Avrei potuto

Dopo un lungo silenzio ritornano le lettere dal presidente, la rubrica sagace e attenta che vi narra in maniera ironica ciò che succede nel mondo mentre voi siete impegnati a vivere.
Tanti sono i temi che ho pensato di affrontare in questo articolo di apertura, anche perché ne sono successe tante di cose in questi ultimi mesi.
Alla fine ho deciso un tema un po’ particolare, spero che vi piaccia.
Avrei potuto parlare del caso Volkswagen e dire: “beh che cosa vi aspettavate? Solo perché sono tedeschi non possono fregare la gente?” A raccontarla per bene la cosa, poi, va fatto notare che sono padroni, e quelli farebbero di tutto per il profitto, come direbbe il caro vecchio Lenin “ci venderanno la corda con cui li impiccheremo”.
Avrei potuto parlare dei migranti e raccontare del loro desiderio di libertà e di vivere una vita degna che ha messo in crisi il modello di accoglienza fin qui adottato dall’Europa, la ormai famigerata convenzione di Dublino. Anche qui va aggiunta una cosa: la grande risposta moltitudinaria delle persone, gente comune che ha aiutato di loro spontanea volontà i migranti, soprattutto in Germania, alla faccia di chi vede, ancora oggi, i tedeschi solo come nazisti.
Avrei potuto parlare della scarsa libertà di parola in Italia, dove uno scrittore per aver detto la propria opinione ha rischiato di andare in carcere,  e sopratutto del fatto che nessuno si sia indignato di ciò e dire: bravi giornalisti continuate a raccontare solo ciò che vuole il padrone, ma da oggi io posso dire il TAV va sabotato!
Avrei potuto parlare della lotta del popolo kurdo contro il fascismo di Daesh e della Turchia, del fatto che non solo sono gli unici a combatterlo con le armi, ma lo fanno seguendo degli ideali di libertà e uguaglianza che hanno dato vita a quel magnifico manifesto politico che è la “Carta della Rojava”.
Avrei potuto parlare di molte altre cose ancora ma faccio come molte persone oggigiorno fanno e mi accodo alla moda del parlare del proprio ombelico, infatti parlerò di me stesso. Si avete capito bene, tra tutti gli argomenti possibili e immaginabili ho scelto di parlare della mia vita.
Alla veneranda età di 36 anni ho fatto un piccolo bilancio della mia vita e dopo un lungo rimuginare mi sono detto che beh proprio male non va, ma per essere più preciso stilo un piccolissimo elenco:
Faccio un lavoro che mi piace, con ottimi colleghi/e, per cui ho studiato, con una associazione, “Ya basta! Perugia”, che ho contribuito a fondare e che in pochi anni si è affermata come realtà cittadina per l’educazione e la cooperazione dal basso.
Faccio politica nel centro sociale e dopo un anno a dir poco turbolento fra minacce di sgombero, grandi manifestazioni antirazziste e vari progetti, siamo ancora qua a lottare e a credere di poter cambiare questo posto in un mondo migliore. Anche se a volte penso che Perugia non ci meriti c’è sempre qualcosa che mi fa cambiare idea, come il fatto che dei ragazzi mai visti ci chiedono di poter suonare, questo ci fa capire quanto siamo importanti a Pg.
Faccio uno sport che è molto duro, football americano, ma dopo un anno di freddo, botte e allenamenti in 12/13 persone ora finalmente siamo un bel gruppo e possiamo pensare in grande, stiamo costruendo qualcosa che resterà nel tempo.
Perchè vi ho detto tutto questo? Non per bearmi dei risultati  e non per esaltare la mia condizione individuale, anzi il contrario. E ora una domanda che forse vi state ponendo? Come ho ottenuto tutto questo? Non vi farò pipponi o roba simile vi dirò solo poche parole: lottando, in alcuni momenti da solo e in altri insieme ad altre persone, io cerco di non dimenticarlo mai.

28 Ottobre 2015

POSTumi | Perujah Dub Movement 4#STEP – ETRURIAN SOUND SYSTEM

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Le serate del CSOA Ex Mattatoio

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