Neanche nelle fogne! Perugia è antifascista.
Perugia, 7 maggio 2026
Perugia si mobilita contro l’incontro organizzato in città presso il Plaza Hotel, dal comitato remigrazione e riconquista, nel quale si riuniscono Casapound, Veneto fronte skinheads, Rete dei Patrioti e Brescia ai bresciani, presenti Pillon, Marsella e Furgiuele. A moderare e organizzare l’incontro è l’avvocato Luca Valigi, amministratore regionale Lega Umbria: a inizio anno ha difeso a processo un violento che ha stalkerizzato, aggredito e minacciato con l’acido la ex compagna.
Una risposta necessaria e unitaria è arrivata da tutte le persone e i collettivi antifascisti di Perugia: in questa città non c’è posto per i fasci e i machi.
Scrivono “remigrazione” ma si legge “deportazione di massa”: un progetto disumano, persecutorio e discriminatorio come le risoluzioni votate dal Parlamento Europeo a marzo 2026, approvando una proposta chiave per inasprire le norme sui rimpatri, introducendo la possibilità di creare hub di rimpatrio in Paesi terzi (fuori dall’UE), basandosi sul modello Italia-Albania. Un meccanismo disciplinante e impositivo volto a definire l’identità nazionale su base razziale e classista.
Al cuore di questo delirio di onnipotenza ci sono appunto i centri di raccolta per migranti che, sul modello dei già esistenti e vergognosi CPR, imprigionano in condizioni disumane le persone che arrivano dai loro paesi d’origine in cerca di speranze di vita migliori.
Si legge nel comunicato di @turba distribuito durante il presidio:
“…E’ del tutto privo di senso affermare che la miseria delle nostre vite (stipendi da fame, rincari di affitti e beni di prima necessità, tagli alla sanità e ai servizi di base, devastazioni ambientali) sia imputabile a persone che lasciano i loro paesi di origine mosse da povertà, guerre, crisi climatica.
Una prospettiva facile e semplicistica. Devia l’attenzione dalle ragioni strutturali del malessere e ci offre un comodo capro espiatorio.
Il sistema economico si regge sul nostro sfruttamento, ma anche sui profitti di colonialismo e saccheggio degli ecosistemi: in un tale quadro guerre e genocidi sono solo un’ulteriore occasione di affari. Per questo le persone lasciano la propria casa nella speranza di una vita più degna, e per lo stesso motivo le nostre esistenze sono impoverite e distrutte.”
Il presidio chiamato da All Eyes on Palestine ha coinvolto tantissime realtà e persone che hanno voluto ribadire che in questa città non c’è posto per queste logiche capitalistiche, guerrafondaie, razziste, patriarcali, in altre parole Fasciste.
Segnaliamo anche nella giornata precedente alla mobilitazione antifascista, una netta presa di posizione da parte di molte cittadine e cittadini attraverso recensioni negative spontanee nei confronti dell’albergo Plaza Hotel che ha ospitato l’evento.
Perugia lo sa da che parte stare
Dalla parte di chi lotta contro le repressioni e le oppressioni, contro i genocidi e per la libertà dei popoli oppressi e non si può non reagire di fronte a chi vuole distruggere anni di lotta per l’autodeterminazione proponendo che queste logiche disumane diventino legge.
Perugia è,
oggi e sempre
ANTIFASCISTA!!





