POLITICA e SOCIALE

12 Dicembre 2014

LA CITTA’ CHE VOGLIAMO

La città che vogliamo è stato lo slogan con cui in molte e molti abbiamo costruito la partecipata assemblea del 3 dicembre al CSOA Ex Mattatoio. Ed è stata una risposta importante rispetto ai gravi recenti avvenimenti. La messa in vendita dei locali occupati dal C.S.O.A. Ex Mattatoio, la dura repressione subita da Caicocci Terra Sociale, lo sgombero dello Spazio Occupato Porta Rossa sono tutti frutto della stessa politica, una politica che reprime ogni forma di socialità alternativa e intervento politico dal basso.

La tendenza è quella che da anni ormai si ripete nel tempo: con fare vittimistico l’attuale giunta ci mostra il portafogli vuoto cosa che dovrebbe, a detta loro, legittimare la svendita del patrimonio pubblico. E poco importa se questo significherà lasciare per strada tutte quelle associazioni, organizzazioni, ecc che in qualche modo la città la mantengono ancora in vita. Ma la questione non è politica, è una questione di bilancio, dobbiamo fare cassa, dicono. Noi sappiamo che la faccenda è molto più complessa, che se sgomberano un posto “vivo” da 15 anni un motivo ci sarà: un bel centro commerciale magari, (che ben si concilia con la riqualificazione della E45) o più in generale l’ennesimo rimpasto di flussi di capitale. E sappiamo anche che proprio per questo è necessario oggi più che mai rilanciare un forte e incisivo intervento all’interno della città per non finire soffocati.

L’obiettivo non è e non può essere (come si è detto dalle prime battute dell’assemblea) difendere questo luogo piuttosto che un altro, ma è anche vero che è proprio dalle esperienze che ognuno di noi giornalmente vive che dobbiamo ripartire tenendo presente che la sconfitta di uno può rappresentare la sconfitta di tutti così come la vittoria di uno può rappresentare un margine positivo per tutti.

Di sicuro niente verrà fatto passare inosservato. Di fronte ai grandi eventi, alle iniziative di sponsorizzazione, alla cementificazione selvaggia, alle politiche restrittive e securitarie dobbiamo contrapporre la nostra netta opposizione politica e sociale, comunicativa e conflittuale. E’ in quest’ottica che giovedì 11 Dicembre abbiamo contestato il convegno su expo2015 organizzato dall’Università degli Studi di Perugia, e che il 17 Dicembre saremo per l’ennesima volta in piazza al presidio Caicocci Terra Sociale per portare il sostegno di tutti ai/alle compagni/e accusati/e di devastazione. Così come saremo tutti e tutte nelle piazze e nelle strade contro ogni tentativo di attacco.

E’ comune la necessità di continuare a stare tra la gente, sperimentando sempre nuove forme comunicative e iniziando a inchiestare/ci per strutturare un intervento che sia il più possibile incisivo e che parta dalle reali esigenze della gente. La campagna #LaCittàCheVogliamo può essere un modo per far sì che tutte le lotte che ognuno di noi, nella propria specificità, ha avviato vengano percepite effettivamente come un modello alternativo di vita e di fare cultura, socialità e politica.

Ripartiamo dalla città che vogliamo, riprendiamoci gli spazi, creiamone di nuovi.

#LaCittàCheVogliamo

12 Dicembre 2014

#NoExpo 2015. Solo cemento,debito e precarietà!

Giovedì 11 Dicembre attivisti e attiviste hanno fatto irruzione a Palazzo Graziani, sede della Fondazione Cassa di Risparmio, bloccando un convegno organizzato dall’Università degli Studi di Perugia su temi dell’Expo 2015.

Di seguito il comunicato.

L’Università degli Studi di Perugia ha elaborato “Umbria. Dalla coltura alla cultura alimentare”, un ampio programma di iniziative sui temi di Expo 2015, con “l’INTENTO DI CONTRIBUIRE ALL’APPROFONDIMENTO E ALLA DIVULGAZIONE DEI TEMI DELL’ESPOSIZIONE…per accrescere una conoscenza diffusa su argomenti che riguardano la vita e il benessere di TUTTI”.

Siamo d’accordo su una sola cosa: far sapere a tutte e a tutti cos’è realmente Expo 2015 e per quali motivi l’Università di Perugia ha così tanto interesse nello sponsorizzare e addirittura promuovere i grandi eventi.

Partiamo dalle considerazioni fatte dagli/lle studenti/esse milanesi che per primi stanno vivendo sulla loro pelle la messa in opera della macchina speculativa.

Expo 2015 sarà solo CEMENTO, DEBITO E PRECARIETA’!

“Infatti esso rappresenta l’occasione per speculatori e potenti di poter calare dall’alto sulla città mostri di cemento e cristallo senza che nessuno si insospettisca sulla loro utilità o si chieda quanto costino o ancora se per costruirle vengono rispettati i diritti dei lavoratori”.

Come per tutti i grandi eventi, non è un segreto che la loro realizzazione tolga effettivamente risorse economiche a settori e politiche sociale, solo qualche esempio, le politiche abitative, l’istruzione, la cultura e il trasporto pubblico.

E’ l’ennesima e già annunciata dimostrazione di come il sistema politico nazionale e le relative manovre di governo, siano da anni sempre più impregnati di malaffare, mafia e corruzione, e questi giorni ne sono quanto mai la prova.

Ci chiediamo se l’Università di Perugia abbia preso in considerazione i veri TEMI INTORNO AI QUALI RUOTA L’ESPOSIZIONE. Ci chiediamo se il fantomatico BENESSERE in questione sia solo per i SOLITI POCHI o sia realmente DI TUTTI. O forse tutto questo andrà a vantaggio dei 36000 volontari/e su 70000 lavoratori e lavoratrici necessari al grande evento abbindolati dalla promessa che un giorno, forse, tutto questo farà curriculum.

E pensare che queste sono le condizioni accordate dai sindacati cgil­cisl­uil ed Expo 2015 creando di fatti un pericoloso precedente di contrapposizione tra diritti e lavoro.

A tutto ciò va aggiunto la massiccia campagna di DISinformazione portata avanti sui temi dell’alimentazione.

Noi contestiamo tutto ciò perché dietro lo slogan vuoto “nutrire il pianeta” si confermano quelle politiche agroalimentari che negano accesso al cibo e all’acqua, impongono modelli alimentari utili solo alle multinazionali, tra i primi sponsor dei sei mesi dell’evento Expo 2015.

Non possiamo tollerare il fatto che un’istituzione pubblica, come dovrebbe essere l’Università, si renda promotrice e complice di un simile scempio sociale, non preoccupandosi minimamente di creare invece un’alternativa culturale (obbiettivo primario del mondo della formazione).

In linea con le politiche nazionali, il JobsAct e lo Sblocca Italia, si spiana la strada a Grandi Opere e Grandi Eventi, producendo in cambio devastazioni ambientali e sfruttamento, favorendo la longevità di associazioni mafiose e massoniche.

Vogliamo riportare al centro dell’attenzione anche la più vicina situazione territoriale dove, sempre l’Università di Perugia, sponsorizza ed esalta un altro grande evento, l’Eurochocolate che riproduce i classici meccanismi dello sfruttamento legittimato, pagando 4 euro l’ora e promettendo, un giorno, qualche vantaggio lavorativo.

Il lavoro SI PAGA in qualsiasi sua forma e non con crediti o promesse!

Una situazione territoriale che parla anche di svendita del patrimonio pubblico e sgomberi di spazi sociali, di privatizzazione del sistema di trasporto e di operai in agitazione nelle fabbriche.

Riguardo il tema di oggi “ Colture e culture ”, volevamo sostenere pubblicamente la causa del Comitato Caicocci Terra Sociale colpito dalle denunce della Regione Umbria per essersi preoccupato della cura di un bene comune. Mentre qui si parla di come arricchire e legittimare lo scempio delle multinazionali c’è chi dovrà sostenere un processo per aver coltivato e valorizzato una terra da anni lasciata nel più completo degrado.

Ci aspettiamo una presa di posizione chiara da parte dell’Università in merito alla questione di Expo2015. Sarà netta la nostra opposizione rispetto a tutte le iniziative che dentro e fuori l’università si svolgeranno.

#NOExpo2015

#laCITTAchevogliAMO

29 Novembre 2014

“SPENDI SPANDI SPANDI SPENDI EFFENDI”

Evidentemente alla “giunta civica” a guida Romizi piace Rino Gaetano, anche se è di sinistra. In effetti, però, con una piccola rivisitazione, seguendo i principi di questa “giunta civica”, il testo verrebbe più o meno così “SPENDI SPENDI SPENDI SPENDI E VENDI”.

Certo il contenuto è un po’ misero, ma perfettamente fedele alla linea di “governo”: una miseria!

Sei mesi in cui si è discusso e polemizzato, ma in cui ben poco si è fatto. La scusa è il retaggio della vecchia amministrazione. Quante volte l’abbiamo sentita questa. L’unica cosa che pare interessare davvero a questa amministrazione è “fare cassa”.

A discapito di cosa e di chi non importa!

Assistiamo al rimpallo tra i vari assessorati per ogni questione, ma alla fine della matassa il nodo è sempre quello: i soldi! Tutto si riduce a una questione economica, a far quadrare il bilancio, a trovare strade per riempire le tasche del comune.

Allora qual è la soluzione??? VENDERE!

Si vendono immobili, lavatoi, terreni agricoli, case, cantine, bugigattoli, strade, fontane, porte, finestre, colonne…e si vende il Centro Sociale Ex Mattatoio.

Bisogna fare cassa, bisogna risolvere il problema di bilancio. Quante volte l’abbiamo sentito questi giorni. Questa isterica richiesta di aiuto per risanare le tasche del Comune. Ma noi non siamo tecnici, non siamo economisti, e non siamo nemmeno pagati per trovare una soluzione. Ma sicuramente non possiamo accettare che la soluzione di tutto sia legata a una mera questione di soldi. La socialità, la cultura, la sanità, la mobilità, i servizi, i diritti, ecc…, affrontati come una qualunque operazione matematica il cui unico fine è far tornare i conti!

Quello che in questi giorni abbiamo denunciato rispetto alla decisione di sgomberare il centro sociale Ex Mattatoio e mettere in vendita i locali che lo ospita è solo l’inizio di una lunga serie di azioni che questa amministrazione “civica” sta mettendo e metterà in atto.

Quanto ci metteranno ad andare a battere cassa alle varie associazioni, alle varie realtà che in un modo o nell’altro hanno contribuito a rendere questa città vivibile e viva, riuscendo in poco tempo a raggiungere risultati che anni e anni di amministrazioni di diversa guardia non sono riuscite ad ottenere.

Già l’assessor Camicia, dietro la nobile causa della spending review, aveva detto “Basta concedere gli spazi del comune in comodato d’uso gratuito alle associazioni”. Adesso siamo andati oltre: non solo non vengono concesse, ma vengono anche sottratte.

E intanto si discute del senso unico in via Baglioni, dell’obbrobrioso segnale stradale messo alla fine di Corso Vannucci, obbrobrio che secondo il consigliere Monni “neanche in Burkina Faso si sarebbero mai sognati di utilizzare”. E fa scalpore il segnale stradale, non quello che un consigliere regionale si permette di dire, di un razzismo e una povertà senza eguali.

Si discute di una riqualificazione del centro storico e delle periferie, ma la soluzione non può essere semplicemente il “piano Natale” con mercatini e sconti per i parcheggi, né tanto meno può bastare la cenetta all’Ottagono con lo scopo di “salvare” il quartiere Fontivegge.

Assistiamo alla totale assenza di una visione politica e sociale che coinvolge l’intera città. Si va avanti a singhiozzi, le uniche misure immediate sono quelle di restrizione.

Neppure le pungenti critiche dei commissari europei a giustificare la figuraccia fatta per la candidatura a capitale europea della cultura e capitale europea dei giovani servono a smuovere questa amministrazione.

Lo abbiamo urlato a squarciagola nelle piazze e nelle strade dal 2009: “NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO”.

Lo ribadiamo adesso: far quadrare il bilancio non può andare a discapito della città! Non pagheremo noi la vostra crisi!

Non basta il continuo taglio di servizi; oltre il danno la beffa: 3 euro l’ora che il Comune chiede alle associazioni che utilizzano i locali scolastici per offrire vari servizi, gravano sulle tasche delle famiglie e delle stesse associazioni.

Invece, mettiamo a bilancio le multe fatte per accattonaggio, chiudiamo il minimetrò andando a penalizzare ancora di più un servizio pubblico (che di pubblico ha ben poco) di mobilità (che di mobilità ha ben poco) che ha già delle falle incolmabili.

Non è questa LA CITTA’ CHE VOGLIAMO!

Di questo e molto altro parliamone MERCOLEDI’ 3 DICEMBRE ore 20.30 al CSOA Ex Mattatoio.

#Riprendiamoci la città!

#ExM15

#EXM15
20 Novembre 2014

15 Anni di lotte NON SI CANCELLANO

Oggi davanti al comune eravamo in tantissim* e determinat* nel dare un’immediata riposta alla notizia appresa ieri pomeriggio della messa in vendita dei locali dell’Ex Mattatoio, ulteriore esempio della svendita del patrimonio immobiliare cittadino, della spending review e dell’austerity.
Durante il presidio, con una fugace apparizione, il sindaco Romizi ha dichiarato, con fare vittimistico, l’estremo bisogno dell’amministrazione comunale di fare cassa cancellando, senza alcuno scrupolo, quindici anni di esperienza culturale e politica del centro sociale.

Un corteo spontaneo e rumoroso è partito in direzione dell’ufficio dell’Assessorato al bilancio e delle infrastrutture, entrando nell’edificio per ottenere immediatamente un incontro con l’assessore competente. Non ci ha stupiti trovare un intero edificio vuoto, specchio dell’indisponibilità delle istituzioni ad un reale confronto con chi questa città la vive, l’attraversa in molteplici forme e la riempie di contenuti e passioni.

In attesa di “partecipare” alla prossima riunione della giunta, diamo a tutti e tutte appuntamento Martedì 25 Novembre alle ore 15.30 all’ufficio dell’Assessore alle politiche giovanili e attività culturali e sociali, in via Scarlatti.

Sia ben chiaro che non tollereremo ulteriori rinvii o rifiuti al confronto e che non faremo un solo passo indietro fino a quando non avremo ottenuto ciò che ci spetta di diritto.

L’ultima parola è sempre la nostra.

#giùlemanidalMATTATOIO
#ExM15
#Romizistaiserenoanchetu

19 Novembre 2014

Le miserie della giunta a guida Romizi

CsoaexmApprendiamo dai giornali on line che i locali che ospitano il centro sociale ex Mattatoio di Perugia saranno messi in vendita dalla nuova amministrazione comunale a guida Romizi.
COMPLIMENTI per affrontare le questioni di petto, per la vigliaccheria dimostrata e sopratutto per la tanto millantata “apertura al dialogo con la società civile”

15 anni di autogestione, attività, politica, concerti, laboratori ecc… sacrificati in nome della spending review e della austherity. Ecco il nuovo che avanza, ecco che chi si pronoe di interpretare il cambiamento dopo 60 anni di guida del centro sinistra in città (come se anche loro non ci avessero provato più volte!), impone la sua innovativa visone del futuro: chiudere spazi di aggregazione e socialità in periferia, in nome del fare cassa e più in generale svendere il patrimonio immobilare.
COMPLIMENTI…. a quando la vendita della fontana maggiore!? Lanciamo la colletta pubblica? Ah no, giusto, non si può più fare grazie al “camerata” Camicia! Quando potremmo finalmente goderci i nostri quartieri in “pace e sicurezza” come già facciamo in Centro Storico?!

Ciò che merita ancor più i nostri COMPLIMENTI è la più totale assenza di una visione politica e sociale che coinvolge l’intera citta.
Non è bastata l’umiliazione subita con la doppia sconfitta come capitale europea della cultura e più recentemente come capitale europea dei giovani, evidentemente questi cattivi commissari europei non riescono proprio a capire quanto sia innovativo chiudere gli spazi sociali e d’aggregazione per regarali ai nuovi amici!
Sono mesi che occupano le prime pagine dei media locali con fantomatici “buchi di bilancio della passata amministrazione” quando i premi ai dirigenti comunali sono rimasti totalemte confermati (quanta efficienza!). E ancora, viene introdotta una illegittima commissione di revisione della spesa pubblica e il presidente del consiglio comunale, oltre ai segretari già assegnati d’ufficio, ha la forte necessità di ampliare il suo organico con due nuovi collaboratori (amici? Fratelli? Camerati? Come vi chiamate fra di voi???).

Ma di quale rinnovamento stiamo parlando? Ci ritroviamo come sindaco un ragazzetto aristocratico con la puzza sotto il naso votato dall’11% della popolazione. Pensate davvero di risanare le casse comunali e rilanciare la città mettendo in vendita immobili abbandonati, terreni e spazi di aggregazione?
Evidentemente dietro a questa scelta c’è tutta la visione ideologica della nuova destra che ipocritamente si nasconde dietro la scelta di una “giunta civica” ma che di fatto rimane a tutela degli interessi di quella aristocrazia del centro storico in decadimento, causa principale del declino della nostra città.

Caro Romizi, “se gl’atti en questi”…. saranno i 5 anni più lunghi della tua vita!

Ci vediamo giovedi 20 novembre alle ore 14:30 sotto palazzo dei priori per venire a farti i COMPLIMENTI di persona!

#ExM15

 

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