POLITICA e SOCIALE

16 Maggio 2015

Nè Salvini nè confini – PERUGIA NON TI VUOLE

Oggi venerdì 15 maggio Perugia ha espresso il suo totale rifiuto alle presenza della feccia leghista per il comizio di Matteo Salvini. Il presidio in via del Macello è stato molto partecipato e rumoroso si è spostato verso piazza del Bacio dove ha atteso l’arrivo del leader leghista, ribadendo in maniera compatta e determinata che Perugia non ammette nessun tipo di presenza fascista, razzista e sessista. Non a caso abbiamo scelto questo luogo, simbolo della logica securitaria che propone una città chiusa, vuota e mercificata, trasformandola invece in uno spazio aperto,meticcio e liberato. Centinaia le singolarità e le soggettività che hanno scelto di riprendersi la piazza concessa alla Lega, trovando come risposta il fascismo non celato dei pochi partecipanti al comizio, protetti come al solito da un ingente spiegamento delle forze del disordine. C’era tanta gente, di tutte le lingue e di tutte le età. Gente che passava di lì per caso, ha capito che c’erano i leghisti e ha voluto prender parte alla contestazione. Migranti che sono venuti a urlare la loro rabbia contro chi specula sulle morti in mare. Gente che aspettava l’autobus o che portava a passeggio il cane e non potendo sopportare la presenza di quei razzisti nella propria città s’è aggiunta al nostro presidio spontaneo, s’è messa a ballare e cantare davanti alle transenne. E non se n’è andata fino alla fine, nonostante le violenze della polizia. Troppa la rabbia e la determinazione per poter star fermi: il corteo si è spostato compatto esprimendo l’assoluto dissenso verso chi crea un clima d’odio e di discriminazione. Ci fa schifo e pena che Salvini abbia iniziato il proprio comizio invitando tutti coloro non in possesso di un crocefisso ad abbandonare la piazza, per poi festeggiare il naufragio e la morte di più di 900 persone in mare. Il comizio è stato interrotto e disturbato da una città determinata a respingere con forza la presenza leghista, riappropriandosi della piazza nonostante le ripetute provocazioni dei partecipanti e della polizia. La gestione dell’ordine pubblico si è dimostrata totalmente incompetente e sovraeccitata: la polizia ha caricato violentemente e a freddo i manifestanti che cercavano di avvicinarsi al leader leghista, carica che però non è riuscita a disperdere gli/le attivist* che compatti e determinati sono rimasti in piazza per continuare la contestazione. Il bilancio è di un manifestante fermato e rilasciato solo grazie alle pressioni degli antifascit* e diversi feriti tra cui una compagna finita all’ospedale per colpi alla testa. Nonostante la repressione messa in campo siamo riuscit* a manifestare la potenza dei nostri corpi e delle nostre idee facendo strisciare via un manipolo di carogne scortate. La massiccia partecipazione alla giornata di oggi “#MAICONSALVINI PERUGIA NON TI VUOLE!” dimostra che siamo in tanti e tante a rifiutare con forza le politiche razziste, autoritarie e omofobe che non troveranno alcuno spazio nella nostra città. SIAMO DAPPERTUTTO – NON CI FERMERETE MAI

#MAICONSALVINI

#PERUGIANONTIVUOLE

#SomaroArvà

7 Maggio 2015

“PRIMA DI SGOMBERARCI SGOMBERATEVI IL CERVELLO – #SCUPbenecomune”

Apprendiamo tristemente dello sgombero di S.Cu.P.(Scuola e Cultura Popolare) di questa mattina del 7 maggio 2015.

Ma la tristezza passa presto e lascia posto solo alla rabbia che cresce dentro per un’azione così vile da parte dell’autorità pubblica. Lo sgombero con le RUSPE di uno spazio sociale che in questi anni ha promosso forme alternative di resistenza dal basso, di socialità e di cultura, non solo è da stronzi, ma da adito a quei sentimenti leghisti e filo-fascisti che ci vogliono radere al suolo.

Questa è la risposta che la politica istituzionale, a tutti i sui livelli e in tutti i territori, continua a dare in un momento di profonda crisi culturale, sociale ed economica. Una risposta che prevede: gli sgomberi di spazi sociali nati dal bisogno di essere comunità e dal recupero di strutture abbandonate, la svendita del patrimonio pubblico, la devastazione ambientale, la dismissione del welfare-state e una sempre più diffusa condizione di precarietà alla quale siamo costretti.

Questa è la strada scelta dal PD, e su questa strada troverete le nostre barricate.

GIU’ LE MANI DAGLI SPAZI SOCIALI!!!  NOI STIAMO CON ‪#‎SCUPbenecomune‬

Solidarietà da Perugia ai fratelli e le sorelle di S.CU.P.

Centro Sociale Ex Mattatoio

PERUGIA – 07/05/2015

5 Maggio 2015

Perugia contro la #BUONASCUOLA

Oggi 5 Maggio è stata una grande giornata di mobilitazione contro la riforma Renzi/Giannini della scuola pubblica. Migliaia di docenti, precari, studenti, personale A.T.A. e famiglie sono scese in piazza in moltissime piazze d’Italia. Anche Perugia ha visto un’adesione allo sciopero tra le più partecipate degli ultimi anni, già da ieri infatti il centro storico si era riempito in occasione della flash mob realizzata dal comitato “Autoconvocati per la scuola pubblica” per lanciare lo sciopero generale di oggi. Stamattina piazza IV Novembre era nuovamente piena e colorata. Il presidio si è mosso presto in corteo spontaneo che ha attraversato il corso arrivando sotto la sede del PD e della Regione dove si sono succeduti una serie di duri interventi contro la riforma che va ulteriormente a smantellare la scuola pubblica.

Le motivazioni della protesta sono state subito chiare e ben visibili su striscioni, cartelloni e palloncini colorati: NO AL PRESIDE SCERIFFO, NO AI TAGLI, NO ALLA CHIAMATA DIRETTA DEGLI INSEGNANTI, NO AI FINANZIAMENTI ALLE SCUOLE PRIVATE.

Questa non è sicuramente la riforma della #BuonaScuola, ma l’ulteriore passo verso l’ingresso di privati e sponsor all’interno della scuola. Una manovra che continua a smantellare un sistema già messo a dura prova dalle recenti riforme e che andrà sicuramente a discapito di percorsi educativi efficaci.

Il corteo si è fermato in piazza Italia dove la giornata si è conclusa con la volontà di continuare la protesta affinché il Disegno Di Legge venga ritirato. Nessuno cederà al ricatto di modifiche già paventate, ma che risulterebbero solo come “un contentino” per placare le proteste.

Non si fermeranno qui i momenti di piazza e le contestazioni contro il neoliberismo sfrenato perpetrato dal governo Renzi come risposta alla crisi economica.

#RenziStaiSereno #SaremoDappertutto

24 Aprile 2015

25 APRIL’EUROPA

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PER UN’EUROPA ANTIFASCISTA, PER UN’EUROPA SENZA CONFINI.

15 Aprile 2015

QUINDICI ANNI NON SI SGOMBERANO

sgomb15matCi troviamo oggi a Perugia a dover denunciare l’ennesimo atto di violenza nei confronti delle persone che rendono viva questa città.

Dopo 15 anni anni di lotte controcultura e socialità il centro sociale Ex Mattatoio viene messo in vendita!!

Si rivela così la politica di neoliberismo spietato della giunta Romizi che smantella esperienze di vita e spazi pubblici.

L’Ex Mattatoio, situato nella periferia di Ponte San Giovanni, ha fatto rivivere un posto non utilizzato e abbandonato con il lavoro, le forze e le energie di tutte le persone che lo attraversano e lo vivono, costruendo così uno spazio alternativo alle solite “vetrine” alle quali assistiamo periodicamente nelle piazze delle città.

Osserviamo oggi come, in un forte momento di crisi, l’attuale sistema politico tolga le risorse economiche all’istruzione,alla cultura e ai trasporti pubblici costantemente subordinate agli interessi del capitale a favore di sgomberi abitativi e privatizzazione.

Non ci riferiamo solo all’ex mattatoio ma parliamo anche del mercato coperto che vuole essere ristrutturato con fondi pubblici e poi svenduto a un privato, o ancora come l’esperienza di Caicocci Terra Sociale che da tempo valorizza terre abbandonate al degrado e colpite da pesanti misure repressive.

Non solo nel nostro territorio vengono attuate politiche di questo genere, ma ampliando lo sguardo vediamo come l’imminente inaugurazione dell’Expo di Milano sia un occasione per speculatori e potenti di poter calare dall’alto mostri di cemento e cristallo senza che nessuno si interroghi sulla sua reale utilità e sul livello di sfruttamento del territorio e delle migliaia di volontari, lavoratrici e lavoratori sottopagati.

Continueremo nei prossimi giorni ad essere presenti e visibili in città attraverso una serie di iniziative per ribadire che questo è solo l’inizio della lotta in difesa del territorio e contro la precarizzazione delle nostre vite.

La nostra lotta non si arresta

La nostra lotta non si svende

 

 

 

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