Autore: Lautoradio

28 Maggio 2014

Ele Ele Elezioni!!

La mia più grande delusione calcistica a livello di nazionale risale ai mondiali del 2002, dopo la sconfitta con la Corea del Sud pensavo che, come nazionale, non saremmo riusciti a vincere niente per molto tempo, vista la grande qualità dei giocatori e il fatto di essere usciti dalla competizione quasi subito, agli ottavi.

Dico la mia più grande delusione, ammetto che è una valutazione molto soggettiva, e vi spiego il perché elencando i risultati dal 1986 fino al 2002, con breve commento, e divisi per competizione, europei prima e mondiali dopo.

Europei:

1988 Giocati in Germania Ovest, usciti in semifinale con l’Unione Sovietica, non ricordo altro se non lo splendido gol del cigno di Utrecht in finale.

1992 Non qualificati alla fase finale, un pizzico di delusione ma ci può stare c’è tempo per rifarsi, da non dimenticare la fase finale con la favola della Danimarca chiamata a sostituire la Jugoslavia che vinse la coppa in terra svedese.

1996 Giocati in Inghilterra, usciti al primo turno, leggermente arrabbiato con Sacchi per il turnover senza motivo e con Zola per il rigore sbagliato.

2000 Giocati in Belgio e Olanda e inspiegabilmente terminati con le semifinali, perché non l’hanno giocata la finale? Scherzi a parte, incazzato sì ma abbiamo dato il massimo e siamo stati sfortunati, del resto non si è campioni del mondo per caso.

Mondiali:

1986 Giocati in Messico non ricordo niente se non Hugo Sanchez e la sconfitta per 2 a 0 agli ottavi di finale con la Francia. Poi c’è Maradona e la man de dios, ma questa è Storia.

1990 Italia ’90 Notti magiche e la mascotte “ciao”, perdiamo in semifinale dall’Argentina di Maradona, ma comunque va bene così di meglio non si poteva fare e vista la mia tenera età, 11 anni, non mi dispero più di tanto.

1994 USA ’94 Arriviamo in finale grazie al famoso “cul de sac” e ad un certo Baggio Roberto, c’era anche Dino ma niente paragoni please, quando costui si rompe facciamo barricate per andare ai rigori, ci arriviamo e il “cul de sac” finisce o, meglio, veniamo puniti dal dio del calcio. Alla fine il risultato è giusto e il perdere con i migliori lenisce la delusione, son giovane ci sarà tempo.

1998 Francia ’98 Nazionale senza arte né parte dopo un cammino discreto e poco entusiasmante perdiamo, ai quarti di finale sempre ai rigori, dai padroni di casa, troppo scarsi per vincere e troppo italiani per provare almeno a fare del bel gioco. Non mi appassiono alla nazionale e nemmeno troppo alla coppa.

2002 Giappone e Corea del Sud E qui casca l’asino. Dopo tutte queste delusioni finalmente una squadra competitiva, rosa valida e mix di giocatori tra esperti, giovani, fuoriclasse e gregari. Il tutto con un allenatore, il Trap, non proprio una garanzia ma il primo dopo anni che ispira fiducia e, inoltre, il fatto che le squadre di casa non sono certo favorite per la vittoria finale unita all’assenza di favorite, contribuiscono a rendere la vittoria quanto meno pronosticabile.

Invece no, usciasmo agli ottavi di finale dove succede di tutto, dall’arbitraggio scandaloso, alla scarsa vena realizzativa, per usare un eufemismo, e per finire il Trap che si affida all’acqua santa regalatagli dalla sorella suora. Dalla tragedia alla farsa.

Ero deluso e incazzato, se con la nazionale migliore che io abbia mai visto facciamo questa figura, quando mai vinceremo?

Ecco dopo queste elezioni io mi sento più o meno così, non che fossero da vincere, ma almeno mi sarei aspettato un messaggio forte di rifiuto delle politiche di austerity europee messe in atto tanto dal PD quanto dal PDL, o come si chiamano ora. Gli italiani invece sembrano credere a quello che propone la banda Renzi, e cioè più precarietà, meno soldi e la solità infinita quantità di chiacchere.

Dopo anni di crisi economica e di cancellazione dei diritti mi sarei aspettato di tutto, ma non che abboccassero tutti alle chimere di Renzi.

Che dire? Forse bisognerà aspettare un po’ perché gli italiani si capiscano il da farsi, ma qualcuno di voi si ricorda come finirono i mondiali del 2006?

Il presidente

27 Maggio 2014

ANELLO VAGINALE

Sai cos’è …

l’anello vaginale?

È un metodo contraccettivo ormonale per uso vaginale.

Come funziona?

Esattamente come la pillola e il cerotto, rilascia ormoni che vanno a inibire l’ovulazione impedendo la gravidanza.

Il rilascio ormonale dell’anello è molto basso, e per questo viene paragonato alle pillole di ultima generazione.

Come si usa?

Prima di tutto, devi andare dal tuo medico o dalla tua/o ginecologa/o e verificare di stare bene, facendo analisi del sangue. Dopo ti verrà prescritto l’anello vaginale che potrai trovare in farmacia. Come sempre la prescrizione medica dura sei mesi, alla fine dei quali torni dal tuo medico per farla rinnovare.

L’anello vaginale si applica in vagina.

anello vag

È fatto di un materiale molto malleabile, trasparente e flessibile. Ha un diametro di circa 54 mm.

La prima volta che lo usi lo inserisci il primo giorno della mestruazione.  Comprimi l’anello tra il pollice e l’indice e inseriscilo nella vagina. Fai molta attenzione a spingerlo bene e ad assicurarti che non esca.

Deve rimanere inserito per tre settimane, quindi ha un rilascio ormonale graduale che copre l’intero mese. Alla fine della terza settimana si toglie l’anello e in questo periodo compariranno le mestruazioni.

Mi raccomando, se inserisci l’anello, ad esempio, di lunedì, dopo tre settimane, lo estrarrai il lunedì, e alla quinta settimana, sempre di lunedì, ne inserirai uno nuovo.

L’anello è impercettibile e non crea problemi neppure durante i rapporti sessuali.

Se ti crea fastidio puoi estrarre l’anello durante il rapporto, ma ricorda di inserirlo entro le tre ore. Superate le tre ore il suo effetto può essere compromesso e, in questo caso, utilizza un contraccettivo a barriera, ossia il preservativo.

Vantaggi

L’anello vaginale presenta alcuni vantaggi rispetto agli altri metodi contraccettivi:

  • altissima sicurezza contraccettiva, accertata intorno al 99%;
  • gli ormoni rilasciati passano direttamente nel sangue, quindi anche in caso di diarrea e vomito l’effetto non viene condizionato;
  • è impercettibile;
  • ha un effetto neutrale sul peso corporeo;
  • efficacia;
  • comodità.

Svantaggi

Alcune controindicazioni:

  •   l’anello potrebbe essere rigettato nei primi tre mesi dell’applicazione, quindi accertarsi sempre che sia inserito correttamente;
  • possibilità di infezioni batteriche (per evitarle basta applicare e rimuovere l’anello facendo attenzione a lavare bene le mani e intensificando l’igiene personale)
  • il suo effetto svanisce se vengono assunti farmaci come antibiotici, antidepressivi, antiepilettici.

RICORDA: l’anello non ti protegge dalle malattie sessualmente trasmesse (MST), quindi ricorda di utilizzare sempre il preservativo!

22 Maggio 2014

CAICOCCI – Continua la battaglia per la Terra Bene Comune

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Presidio davanti alla regione per la tutela del casolare e il terreno di Caicocci.

21 Maggio 2014

Barbari e berberi, ovvero il sentirsi stocazzo nei secoli

Dedicato a Ellen White
Artista, storica, ma soprattutto ex, e ripeto, ex vegetariana.

Il termine “Barbaro” nella sua accezzione corrente indica una persona poco colta, generalmente incivile e molto incline alla violenza e poco all’igiene personale. Un barbaro appunto.
Va, però, precisato che al tempo dei Greci il significato era decisamente diverso, infatti, con questo termine gli antichi greci identificavano coloro che non parlavano il greco e di conseguenza non condividevano la loro cultura. In parole povere loro si sentivano ‘stocazzo e gli altri erano barbari, ovvero, nella loro lingua, “balbuzienti”.
Se così era in origine, non molto cambiò con il passare dei secoli: durante l’età repubblicana a Roma i barbari erano coloro che non si volevano sottomettere all’ordine romano; col divenire cristiano dell’impero romano, barbari divennero le popolazioni non cristiane. Come si vede quindi la costante del sentirsi migliori, superiori o anche semplicemente normali, rimane: tutti si credono ‘stocazzo.
Ora farò una affermazione che vi scioccherà. Lasciatemi spiegare però e tutto si risolverà per il verso giusto.
Nel sentirsi ‘stocazzo non c’è niente di male, o meglio, se riesci a fare qualcosa di veramente straordinario perché non vantarsene? I Greci hanno prodotto dei valori di cui discutiamo ancora oggi e dei canoni estetici tuttora validi, i Romani hanno creato un apparato statale e legislativo ancora molto in voga e la chiesa riesce a fregarci da duemila anni! C’è di che esserne orgogliosi!
Il problema si pone quando non fai un cazzo, non capisci un cazzo e credi di capire tutto e di aver realizzato l’impossibile.

Eh sì, perché se non capisci un cazzo ma sei umile e lo riconosci ok, non c’è nessun problema, sei vanesio ma di cose ne hai fatto va bene lo possiamo accettare, ma essere stupidi, non aver fatto niente e sentirsi ‘stocazzo proprio non si può. Ci dovrebbe essere la galera, come chi a biliardino fa la mossa, gancio o vigliaccate simili.
Non ve lo devo dire io invece che il mondo è pieno di gente che si crede ‘stocazzo, gente che non capisce niente e crede di essere addirittura indispensabile!
Che dire, loro si sentono ‘stocazzo? Esticazzi noi siamo movimento e sicuramente migliori!!!

Il presidente

20 Maggio 2014

Cosmic Octave ///VenerE\ – report

09/05/14. CSA Ex Mattatoio, ore 23.30: il Gatto freme al mixer e i secchi già pieni di lattine e bicchieri. La postazione di Grezzo2 capitanata dal Piro non si scolla dai video e ancora bestemmia per i problemi tecnici circondata dal beffardo papa Franci che se la ride dai poster… tutto pronto per COSMIC OCTAVE ///VenerE\

Gli Horst Fantazzini esordiscono compatti e affiatati davanti al pubblico di casa, hanno buona intesa e un buon suono che si sintonizza su uno screamo/blues che ricorda un ibrido tra Mondo Generator di Nick Olivieri e un’attitudine più punk-hc alla Adolescents. La parte punk di Kyuss e QOTSA ma più pesanti, più distorti, più Fantazzini che vive in ogni banca rapinata e si dilegua tra rullate, bassi cadenzati, stop & go e pedalate degne di una fuga in bicicletta (tra gli sporadici fischi spontanei dei combo). L’apice viene raggiunto all’esposizione del simulacro di Michael Allan Patton: gli HF inculcano nella testa dei presenti il culto pattonista con un ritornello meravigliosamente catchy che è destinato a riecheggiare nel cammino di questo gruppo per il quale l’autodichiarato disgelo dalla OC degli anni 80 potrebbe essere plausibile!

Cambio palco e, per esigenze della band, è il momento dei Gum che si presentano sparando subito alto con Atomic god: si alternano riff che nulla hanno da invidiare a Bongzilla ed Eyehategod, uno sludge/southern che sfocia in sfuriata catastrofica, preludio di But woman monkey con la quale si scatena l’apocalisse nucleare. Influenze southern, giri blues e screaming sacrileghi dal VII gione dantesco: la title track è cadenzata dallo wahwah trascinante di Boss che confeziona suoni grassi e tondi come un succoso panino al lampredotto, un’amalgama perfetta e variazioni di tempo scanditi dal raid del sushiman Capitano, con rallentamenti che sfociano in riff a metà tra Sabbath e Weedeater tirati al massimo.
Il feedback di rito introduce White Shadow – canzone registrata esclusivamente su Connessioni Compilation con alla voce Maggio degli Alfatec – dall’incedere cadenzato che non soffre dell’assenza di tale frontman anzi si arricchisce di accelerazioni e momenti che sfiorano lo psych. Composto sul palco e mai monotono, il quartetto fiorentino intona Fernet & Cola Blues che, non a caso, è un blues psichedelico, ubriaco e saturo al limite di fuzz e muri di suono: qui emergono nel songwriting influenze tra southern rock-blues e i Buzzoven che dalle chitarre di Gre e Ambash danno vita a uno stoner sinuoso e graffiante. Le teste del pubblico continuano a rimbalzare e oscillare in traiettorie armoniche… fino agli immancabili problemi tecnici – è proprio il caso di continuare ad affibbiare epiteti bestiali alle divinità, e in tutte le lingue – che costingono i Gum a chiudere la performance con El Indio, tributo a Gian Maria Volonté tratto dal primo album Agua Caliente, che rapisce di nuovo l’attenzione grazie alla poderosa struttura, ai successivi cambi – degni del bandito psicopatico – e ai raddoppiamenti con svarioni punk a comporre oscuri scenari western e innescare il pogo, per culminare su svolte melodiche rock-blues.
Impeccabili, come il loro songwriting.

I Jail Underdog si presentano al pubblico allucinato del CS con una generosa carica di birrini e rock-blues, la voce graffiante di Giacomo si sovrappone ai languidi e virtuosi giri di Leonardo, sostenuti dall’affidabile sezione ritmica di Alessia – la VenerE in carne e ossa sul palco della serata – e Andrea.
Le correnti più torbide del Mississippi sospingono l’eclettica band verso sfumature psychobilly (Countryside Of Me) che variano in un country’n’roll degno di una sbronza tra Lemmy e Hank III (Overnight) e condito da uno straripante sostrato punk di distorsioni e dediche alle forze dell’ordine (El Guero). Originali e affiatati, i moonshiners delle cartiere strappano ancheggiamenti anche alle anime più doom: l’omonima canzone, tratta dall’ ultimo promo live PAY THE CAUTION – un monito a dover rimpiangere l’essere troppo cauti nella vita (attenti ai false friends, ehe) – racchiude il manifesto musicale dei cagnacci e la loro fuga dalle sbarre che occludono città, mentalità, automatismi, forme e sostanze.

Dall’evasione iniziale, il cerchio si chiude sul Cosmic Octave ///VenerE\, eterogenea serata che ha trovato il suo filo conduttore nell’attitudine punk “gustosamente blasfema” dei suoi derivati.

HighWay 318 ha presentato:

http://www.facebook.com/events/619450981480348/

▼ GUM
http://gumsludge.bandcamp.com/album/gum-but-woman-monkey-full-album-out-soon

Atomic god
But woman monkey
White shadow
Fernet & cola blues
El indio

▼JAIL UNDERDOG
http://jailunderdog.jimdo.com/

Sex Pet
No Dogs Allowed
Countryside Of Me
Overnight
Abandon’s Trail
Outlaw’s The Way
Carote & Liquori
El Guero
Jail Underdog
Spread, The Violence

▼HORST FANTAZZINI
http://www.facebook.com/thehorstfantazzini

Scusate se non siamo di Orange County
Fiume
Ponte d’Oddi
Tempo
Horst Fantazzini vive in ogni banca rapinata
Stammi lontano
L’estasi di Michele Pattone

HighWay 318

http://www.facebook.com/higway318it
http://twitter.com/HighWay318
mail@: highway318@libero.it
artwork&concept : Luca Speed Bastianelli
pics : Pierpaolo Alderuccio

pic: Pierpaolo Alderuccio

pic: Pierpaolo Alderuccio

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