Autore: Lautoradio

11 Novembre 2014

TEAM

Sai cos’è …
la TEAM?
TEAM è un acronimo che sta per Tessera Europea Assicurazione Malattie.
Molto semplicemente è una tessera sanitari che permette di avere accesso, in maniera agevole e diretta, alle cure mediche nei Paesi che fanno parte dell’Unione Europea.
Questa tessera è in vigore in Italia dal 1 Novembre 2004.
La TEAM, dal 2013, è adottata dai 28 stati membri dell’UE più gli stati membri dell’Associazione Europea di Libero Scambio (EFTA) (Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein).
A COSA SERVE?
Consente di avere accesso ai servizi sanitari pubblici o convenzionati dello stato ospitante (medici, farmacie, ospedali o cliniche) esattamente come i residenti.
Se si ricevono cure mediche in uno stato in cui l’assistenza sanitaria è a pagamento, si è rimborsati immediatamente o dopo il rientro.
In Italia
La tessera è rilasciata a tutte le persone iscritte e a carico del Servizio Sanitario Nazionale (con l’esclusione dei beneficiari di iscrizione volontaria). In quanto non destinatari di iscrizione obbligatoria, i seguenti soggetti italiani non hanno diritto alla TEAM:

  • i lavoratori con contratto di diritto italiano iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) e distaccati all’estero;
  • gli studenti (titolari di modello E106) iscritti all’AIRE;
  • i pensionati (e loro familiari) in possesso di un modello E121 (dal 1º maggio 2010 con l’entrata in vigore dei nuovi regolamenti comunitari di sicurezza sociale);
  • i familiari di lavoratori, che risiedono in un Paese diverso da quello del capofamiglia, in possesso di modello E109.

Nel resto d’Europa
È possibile ottenere la tessera rivolgendosi al proprio Ente Assicurativo nel Paese di residenza, dal momento che ogni paese è responsabile della produzione e della distribuzione della tessera nel proprio territorio nazionale.
Clicca qui per avere più informazioni:
http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=563&langId=it#nationalinfo

VALIDITA’
In Italia la TEAM ha validità sei anni (Decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 25 febbraio 2010, che aggiorna il Decreto dell’11 marzo 2004), eccetto diversa indicazione da parte della Regione/ASL di appartenenza. In prossimità della scadenza, l’Agenzia delle entrate provvede automaticamente ad inviare la nuova tessera.

Negli altri Stati membri dell’UE la validità varia a seconda dello Stato che l’ha emessa.

10 Novembre 2014

CARA UNIPG, TE LO DICIAMO NOI CHE VUOL DIRE AUTOGESTIONE!

Questa mattina è stata presentata la prima aula studio frutto del progetto “spazi di aggregazione e studio in autogestione” (SASA). Benissimo! potrebbe esclamare qualcuno. Il problema sta nel fatto che questo bando non è altro che l’ennesima manovra da campagna elettorale messa in piedi dalle associazioni studentesche e dalle istituzioni che qualche carota ogni tanto dovranno pure concederla. Perchè?

Problema 1: Le attività di aggregazione e socialità verranno stabilite dal consiglio studenti “attraverso la figura dello studente coordinatore”, una sorta di portiere piazzato lì a caso. Tutte le aggregazioni studentesche o comunque tutti gli studenti e le studentesse che non si rispecchiano nel modello propinato dai partiti universitari restano quindi esclusi da tutto ciò. Alla faccia dell’autogestione;

Problema 2: Il fatto che la prima aula inaugurata sia stata adibita immediatamente ad aula studio (senza perciò creare quel confronto tra student* di cui parla il bando stesso) ci conferma come la manovra sia esclusivamente mediatica/elettorale e non sostanziale. Qualcuno si sta guardando intorno per caso? Qualcuno ha mai sentito parlare di JobsAct, Garanzia Giovani, caro libri? Forse di fronte a tutto questo è meglio piegare la testa sui banchi;

Problema 3: la rappresentanza piace a chi con la rappresentanza fa carriera. Noi ci sentiamo in dovere di rifiutare questo progetto perché rifiutiamo con tutto noi stessi la rappresentanza.

AUTOGESTIONE VUOL DIRE BEN ALTRO E IN MOLT* LO SANNO. OCCHIO CARA UNIPG CHE PORTA ROSSA NON E’ ANCORA CHIUSA

6 Novembre 2014

Nota pubblica sul presidio al rettorato 06/11/14

Questa mattina una delegazione del Collettivo Università Critica ha ottenuto un incontro con il Prorettore e il Direttore Generale dell’UNIPG. Abbiamo denunciato con fermezza le politiche di privatizzazione e svendita del patrimonio immobiliare che l’università sta mettendo in atto. Questo scellerato tentativo di sottrarre alla disposizione comune gli spazi pubblici troverà una nostra netta e concreta opposizione.

Abbiamo inoltre ribadito come “le manovre che si muovono in direzione degli studenti” (così definite dal Direttore Generale) siano assolutamente da rifiutare e sovvertire. Il modello di “autogestione a crediti” propinati dal Rettore non ci appartiene e a questo risponderemo a suon di occupazioni.

Infine abbiamo riaffermato come l’esperienza del 5 novembre non sia assolutamente conclusa e che rilanceremo con forza e determinazione il percorso avviato in questi giorni.
Le risposte ottenute sono quelle di chi è tenuto a fare buon viso a cattivo gioco. A noi in ogni caso non ci interessa. Quest’incontro è stato fatto per portare a conoscenza delle nostre posizioni chi fin’ora si è posto come controparte, non per scendere a compromessi. Eventuali concessioni noi non le considereremo tali, ma piuttosto riappropriazione di ciò che ci spetta.

Oggi l’esperienza dello Spazio Occupato Porta Rossa acquista solo maggiore forza, noi non ci arrendiamo.

CUC-Collettivo Università Critica

#PortaRossaOccupato

5 Novembre 2014

Non siete stato voi

Quando ho iniziato a pensare a questo blog e a come impostarlo ho subito pensato ad un taglio ironico, perché era nelle mie corde e perché la satira a sempre rappresentato un importante modo di critica del potere.
Dopo la sentenza sul caso Cucchi però ho provato un senso di rabbia talmente forte da non riuscire a trovare niente di ironico per parlare del caso. Sono andato allora a ripescare un bellissimo libro per trovare le parole giuste per poter parlare di carcere e detenuti, il libro è “Resurrezione” di Tolstoj e questo è quello che pensava di carceri e carcerieri.
“L’uomo al quale era affidata la sorte dei detenuti nella fortezza di Pietroburgo era un vecchio generale, discendente di una famiglia di baroni tedeschi, pieno di decorazioni che non portava, eccettuata una croce bianca che aveva sempre all’occhiello, ma era rimbambito, a quanto si diceva. Aveva combattuto nel Caucaso dove si era guadagnata quella croce, decorazione particolarmente lusinghiera, perché i suoi uomini, contadini russi in divisa e capelli corti, armati di fucili e baionette, avevano ucciso, sotto il suo comando, più di mille uomini che difendevano la loro libertà, e le loro case. Poi fu in Polonia dove costrinse nuovamente i contadini russi a commettere delitti d’ogni genere, per la qual cosa la sua divisa si arricchì di nuove decorazioni e gradi. Poi fu ancora chissà dove, e ora, vecchio e infiacchito aveva ottenuto la carica che contnuava ad esercitare, che gli procurava un bell’alloggio, il necessario per vivere e onori. Eseguiva rigorosamente gli ordini che venivano dall’alto e teneva in gran conto il suo lavoro. Qualunque cosa al mondo poteva cambiare, tranne gli ordini dall’alto. La sua funzione era di tenere segregati i criminali politici d’ambo i sessi, e di costringerli in condizioni tali che una metà di loro nel corso di dieci anni, morisse di tubercolosi, o impazzisse o si suicidasse, lasciandosi morire di fame, o tagliandosi le vene con un pezzo di vetro,   o impiccandosi, o appiccandosi il fuoco. Il vecchio generale sapeva benissimo tutto, perchè tutto avveniva sotto i suoi occhi, ma la sua coscienza non ne era minimamente turbata, come non lo sarebbe stata di fronte a disgrazie causate da tempeste o da inondazioni. Lui eseguiva gli ordini dall’alto, in nome dell’Imperatore, e gli ordini non si discutono, perciò era inutile pensare alle conseguenze. Il vecchio generale non si permetteva neppure di soffermarcisi, anzi, riteneva suo dovere di patriota e di soldato non infiacchire col pensiero la sua importante opera di esecutore. Una volta la settimana il vecchio generale, per dovere di servizio, faceva il giro di tutte le case matte e chiedeva ai reclusi se non avessero qualche richiesta da fare. Le richieste erano diverse. Egli le ascoltava tutte tranquillamente, in silenzio assoluto, e non le esaudiva mai perchè non si accordavano con il regolamento.”
Per non dimenticare:

Il Presidente

5 Novembre 2014

Varchiamo la magnifica soglia

A seguito dell’occupazione di questa mattina, ci si è presentata questa situazione:

La giornata di lotta inaugurata con l’occupazione di un nuovo spazio in città, Spazio Occupato PORTA ROSSA, è stata MOMENTANEAMENTE interrotta da uno sgombero forzato in pompa magna dalle forze del disordine di turno.

Lo spazio liberato, al contrario di quanto riporta il documento ufficiale degli immobili di proprietà dell’università di perugia, pubblicata sul sito dell’università, scopriamo non essere pubblico bensì dato in concessione ai privati attraverso un fantomatico contratto di locazione, non presente su nessun documento ufficiale.

A questo punto abbiamo provato ad avere una mediazione direttamente con il privato in questione, mediazione che è stata ripetutamente ostacolata sotto minaccia di accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

Quanto accaduto oggi è l’ennesima dimostrazione di un processo, in atto già da tempo, di svendita e privatizzazione dell’università, privatizzazione subdolamente mascherata che sposa la logica del profitto, a danno di una reale funzione che l’università dovrebbe svolgere.

Oggi le lotte all’interno dell’università, contro la mercificazione dei saperi, tirocini gratuiti, lavoro non retribuito, tornano ad essere uno dei terreni centrali da mettere in connessione con gli altri, precarietà, diritti, welfare e reddito.

Questa giornata di lotta ci consegna una consapevolezza, quella di essere nel giusto e di dover rilanciare con maggiore forza e determinazione le tematiche e le pratiche messe in campo oggi e che ci porteranno domani a chiedere chiarimenti sulla mancata trasparenza in merito alla gestione degli immobili e a rivendicare uno spazio all’interno dell’università stessa

CI VEDIAMO DOMANI, GIOVEDI 6 NOVEMBRE, ALLE 10:30 PIAZZA UNIVERSITA’ PER VARCARE INSIEME LA MAGNIFICA SOGLIA! 

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