Autore: Lautoradio

27 Gennaio 2015

LA CITTA’ CHE VOGLIAMO – VOLUME II

idee laboratorio

Messa così potrebbe sembrare il titolo della seconda stagione di una nuova fighissima serie tv. Ma purtroppo così non è. In ogni caso facciamo un breve resoconto delle puntate precedenti.

Ci eravamo lascit* con la decisione della attuale amministrazione della città di mettere in vendita i locali che ospitano il centro sociale Ex Mattatoio da ben 15 anni!

Ci eravamo lasciat* con lo slogan #GiùleManiDalMattatoio, ma soprattutto #LaCittàCheVogliamo.

Dopo una partecipatissima assemblea che ha visto l’incontro di moltissime persone è stato automatico il legame tra lo sgombero del CSOA Ex Mattatoio e quella che è la situazione attuale della città.

Sgomberare il centro sociale non vuol dire solo privare di quattro mura pochi e poche, ma vuol dire privare l’intera città di uno spazio non fisico, ma uno spazio che è incontro, confronto, partecipazione, collaborazione. Un’occasione dove far convergere idee e poter realizzare progetti dalle potenzialità immense.

La progettazione partecipata è stata la peculiarità delle molteplici attività che sono state realizzate nel corso dei 15 anni del centro sociale. Ed è proprio dalla progettazione partecipata che vogliamo rilanciare, aprendo un laboratorio di discussione sulla città.

In un momento come questo, in cui la crisi ha portato a un imbarbarimento dei rapporti sociali ed è riuscita a porre le persone le une contro le altre in un’ottica individualista, distogliendo l’attenzione da quelle che sono le forme di sfruttamento e di violenza che sono messe in atto dai recenti meccanismi economici, siano essi nazionali che europei, l’unica modalità possibile riteniamo essere la partecipazione, lo stare insieme, l’incontrarsi faccia a faccia, riappropriandoci dei nostri territori, dei nostri diritti, delle nostre vite in maniera collettiva.

Per questo lanciamo un percorso aperto a tutti e tutti che avrà come prima tappa lunedì 2 Febbraio 2015 alle ore 21.30 al Csoa Ex Mattatoio.

 

#LaCittàCheVogliamo!

#ComeSarebbeSenza!

 

18 Dicembre 2014

Perugia nuova gestione

Eh si dopo sei mesi possiamo pure fare un bel bilancio di questa nuova giunta no? E allora partiamo subito con delle considerazioni generali. Prima di tutto non sembra che ci stiamo riferendo al governo di una città ma alla gestione di un locale o di una impresa commerciale, i problemi? Colpa della precedente gestione! Le difficoltà incontrate? Colpa di Darth Vader e del lato oscuro! E cosi via, dare la colpa di tutto alla passata amministrazione, che ne ha per carità ma questo è un altro paio di maniche, è diventata la scusa buona per tutto.
Visto che l’importante non sono i risultati raggiunti ma la buona immagine da mantenere nonostante tutto, ecco che si discute su sensi unici, mercatini di natale e piste di pattinaggio sul ghiaccio, ma sui veri problemi della città non si sente niente. Niente sulla mobilità collettiva funzionante e per tutti e tutte, niente sulla vivibilità della città con luoghi e spazi realmente fruibili e aperti, niente di niente. Sono in buona compagnia però, in quanto a chiacchiere non è che il giovane vecchio Matteo ‘enzi se la cavi meglio. Vuoi vedere che è colpa del capitalismo contemporaneo?
Poi in cosa consistono tutti i mirabolanti rimedi per riportare la gente in centro? Mercati e mercatini o comunque luoghi dove spendere, alla faccia dei cittadini qui ci vogliano consumatori! Ma io non ci sto, io voglio vivere la mia città non voglio comprarla e non voglio spenderci dei soldi per poi vedere che viene affittata al miglior offerente o alla peggio gente.
Giorni fa un compagno parlando della Napoli della fine degli anni ’80 diceva “sono andato via perché la sera se giravo in centro sentivo solo l’eco dei miei passi, ora però il centro è diventato un divertificio” ecco se questo è il futuro per Perugia io proprio non ci sto e visto ciò che ha fatto la “nuova giunta civica” gli atti n’en belli.

Il presidente

PS A un certo punto apri un cassonetto della monnezza e dentro che trovi? Un manifesto di forza nuova, allora penso ce la possiamo fare!!!

12 Dicembre 2014

LA CITTA’ CHE VOGLIAMO

La città che vogliamo è stato lo slogan con cui in molte e molti abbiamo costruito la partecipata assemblea del 3 dicembre al CSOA Ex Mattatoio. Ed è stata una risposta importante rispetto ai gravi recenti avvenimenti. La messa in vendita dei locali occupati dal C.S.O.A. Ex Mattatoio, la dura repressione subita da Caicocci Terra Sociale, lo sgombero dello Spazio Occupato Porta Rossa sono tutti frutto della stessa politica, una politica che reprime ogni forma di socialità alternativa e intervento politico dal basso.

La tendenza è quella che da anni ormai si ripete nel tempo: con fare vittimistico l’attuale giunta ci mostra il portafogli vuoto cosa che dovrebbe, a detta loro, legittimare la svendita del patrimonio pubblico. E poco importa se questo significherà lasciare per strada tutte quelle associazioni, organizzazioni, ecc che in qualche modo la città la mantengono ancora in vita. Ma la questione non è politica, è una questione di bilancio, dobbiamo fare cassa, dicono. Noi sappiamo che la faccenda è molto più complessa, che se sgomberano un posto “vivo” da 15 anni un motivo ci sarà: un bel centro commerciale magari, (che ben si concilia con la riqualificazione della E45) o più in generale l’ennesimo rimpasto di flussi di capitale. E sappiamo anche che proprio per questo è necessario oggi più che mai rilanciare un forte e incisivo intervento all’interno della città per non finire soffocati.

L’obiettivo non è e non può essere (come si è detto dalle prime battute dell’assemblea) difendere questo luogo piuttosto che un altro, ma è anche vero che è proprio dalle esperienze che ognuno di noi giornalmente vive che dobbiamo ripartire tenendo presente che la sconfitta di uno può rappresentare la sconfitta di tutti così come la vittoria di uno può rappresentare un margine positivo per tutti.

Di sicuro niente verrà fatto passare inosservato. Di fronte ai grandi eventi, alle iniziative di sponsorizzazione, alla cementificazione selvaggia, alle politiche restrittive e securitarie dobbiamo contrapporre la nostra netta opposizione politica e sociale, comunicativa e conflittuale. E’ in quest’ottica che giovedì 11 Dicembre abbiamo contestato il convegno su expo2015 organizzato dall’Università degli Studi di Perugia, e che il 17 Dicembre saremo per l’ennesima volta in piazza al presidio Caicocci Terra Sociale per portare il sostegno di tutti ai/alle compagni/e accusati/e di devastazione. Così come saremo tutti e tutte nelle piazze e nelle strade contro ogni tentativo di attacco.

E’ comune la necessità di continuare a stare tra la gente, sperimentando sempre nuove forme comunicative e iniziando a inchiestare/ci per strutturare un intervento che sia il più possibile incisivo e che parta dalle reali esigenze della gente. La campagna #LaCittàCheVogliamo può essere un modo per far sì che tutte le lotte che ognuno di noi, nella propria specificità, ha avviato vengano percepite effettivamente come un modello alternativo di vita e di fare cultura, socialità e politica.

Ripartiamo dalla città che vogliamo, riprendiamoci gli spazi, creiamone di nuovi.

#LaCittàCheVogliamo

12 Dicembre 2014

#NoExpo 2015. Solo cemento,debito e precarietà!

Giovedì 11 Dicembre attivisti e attiviste hanno fatto irruzione a Palazzo Graziani, sede della Fondazione Cassa di Risparmio, bloccando un convegno organizzato dall’Università degli Studi di Perugia su temi dell’Expo 2015.

Di seguito il comunicato.

L’Università degli Studi di Perugia ha elaborato “Umbria. Dalla coltura alla cultura alimentare”, un ampio programma di iniziative sui temi di Expo 2015, con “l’INTENTO DI CONTRIBUIRE ALL’APPROFONDIMENTO E ALLA DIVULGAZIONE DEI TEMI DELL’ESPOSIZIONE…per accrescere una conoscenza diffusa su argomenti che riguardano la vita e il benessere di TUTTI”.

Siamo d’accordo su una sola cosa: far sapere a tutte e a tutti cos’è realmente Expo 2015 e per quali motivi l’Università di Perugia ha così tanto interesse nello sponsorizzare e addirittura promuovere i grandi eventi.

Partiamo dalle considerazioni fatte dagli/lle studenti/esse milanesi che per primi stanno vivendo sulla loro pelle la messa in opera della macchina speculativa.

Expo 2015 sarà solo CEMENTO, DEBITO E PRECARIETA’!

“Infatti esso rappresenta l’occasione per speculatori e potenti di poter calare dall’alto sulla città mostri di cemento e cristallo senza che nessuno si insospettisca sulla loro utilità o si chieda quanto costino o ancora se per costruirle vengono rispettati i diritti dei lavoratori”.

Come per tutti i grandi eventi, non è un segreto che la loro realizzazione tolga effettivamente risorse economiche a settori e politiche sociale, solo qualche esempio, le politiche abitative, l’istruzione, la cultura e il trasporto pubblico.

E’ l’ennesima e già annunciata dimostrazione di come il sistema politico nazionale e le relative manovre di governo, siano da anni sempre più impregnati di malaffare, mafia e corruzione, e questi giorni ne sono quanto mai la prova.

Ci chiediamo se l’Università di Perugia abbia preso in considerazione i veri TEMI INTORNO AI QUALI RUOTA L’ESPOSIZIONE. Ci chiediamo se il fantomatico BENESSERE in questione sia solo per i SOLITI POCHI o sia realmente DI TUTTI. O forse tutto questo andrà a vantaggio dei 36000 volontari/e su 70000 lavoratori e lavoratrici necessari al grande evento abbindolati dalla promessa che un giorno, forse, tutto questo farà curriculum.

E pensare che queste sono le condizioni accordate dai sindacati cgil­cisl­uil ed Expo 2015 creando di fatti un pericoloso precedente di contrapposizione tra diritti e lavoro.

A tutto ciò va aggiunto la massiccia campagna di DISinformazione portata avanti sui temi dell’alimentazione.

Noi contestiamo tutto ciò perché dietro lo slogan vuoto “nutrire il pianeta” si confermano quelle politiche agroalimentari che negano accesso al cibo e all’acqua, impongono modelli alimentari utili solo alle multinazionali, tra i primi sponsor dei sei mesi dell’evento Expo 2015.

Non possiamo tollerare il fatto che un’istituzione pubblica, come dovrebbe essere l’Università, si renda promotrice e complice di un simile scempio sociale, non preoccupandosi minimamente di creare invece un’alternativa culturale (obbiettivo primario del mondo della formazione).

In linea con le politiche nazionali, il JobsAct e lo Sblocca Italia, si spiana la strada a Grandi Opere e Grandi Eventi, producendo in cambio devastazioni ambientali e sfruttamento, favorendo la longevità di associazioni mafiose e massoniche.

Vogliamo riportare al centro dell’attenzione anche la più vicina situazione territoriale dove, sempre l’Università di Perugia, sponsorizza ed esalta un altro grande evento, l’Eurochocolate che riproduce i classici meccanismi dello sfruttamento legittimato, pagando 4 euro l’ora e promettendo, un giorno, qualche vantaggio lavorativo.

Il lavoro SI PAGA in qualsiasi sua forma e non con crediti o promesse!

Una situazione territoriale che parla anche di svendita del patrimonio pubblico e sgomberi di spazi sociali, di privatizzazione del sistema di trasporto e di operai in agitazione nelle fabbriche.

Riguardo il tema di oggi “ Colture e culture ”, volevamo sostenere pubblicamente la causa del Comitato Caicocci Terra Sociale colpito dalle denunce della Regione Umbria per essersi preoccupato della cura di un bene comune. Mentre qui si parla di come arricchire e legittimare lo scempio delle multinazionali c’è chi dovrà sostenere un processo per aver coltivato e valorizzato una terra da anni lasciata nel più completo degrado.

Ci aspettiamo una presa di posizione chiara da parte dell’Università in merito alla questione di Expo2015. Sarà netta la nostra opposizione rispetto a tutte le iniziative che dentro e fuori l’università si svolgeranno.

#NOExpo2015

#laCITTAchevogliAMO

11 Dicembre 2014

Curre curre guagliò, il libro.

Leggere “Curre curre guagliò. Storia dei 99 Posse”, di Rosario dello Iacovo edito da Baldini&Castoldi 304 pagine 16.00 euro, mi ha dato subito sensazioni molto forti, ha confermato ciò che pensavo di loro come militanti e come musicisti e, come ovvio in una biografia, mi ha mostrato il percorso, dei singoli prima e del gruppo poi, che li ha portati ad essere ciò che sono ora: una band di riferimento per la scena indipendente italiana e forse europea.
Vorrei inoltre sottolineare due aspetti della biografia che trovo molto attuali, la prima riguarda il versante musicale e il secondo l’aspetto politico, anche se inevitabilmente le due cose finiranno per confondersi.
Per quel che riguarda l’aspetto musicale in senso stretto mi ritrovo molto nelle origine Punk di una parte del gruppo, con il loro parlare diretto e la loro estetica, ma quello che voglio evidenziare è come anche in questo campo si siano battuti per portare avanti le loro convinzioni politiche, perché è veramente difficile confrontarsi con il mondo dello spettacolo e non cedere alle pressioni e alle lusinghe dei soldi. La scelta di imporre un prezzo massimo ai CD, i moltissimi concerti fatti nei centri sociali o in generale a favore del movimento, piena libertà per quanto riguarda i contenuti delle canzoni, non concessione di canzoni per spot pubblicitari e molto altro ancora non sono cose da poco e sopratutto sono dei punti fermi, richieste che hanno dato luogo a scontri con le case discografiche, ma che li hanno portati a vendere quasi mezzo milione di dischi in vent’anni, chi vuol capire capisca.
Per la parte politica, quello che voglio evidenziare è come il grande movimento degli anni ’90 ha fatto politica, mi spiego meglio, quel movimento è riuscito a creare qualcosa di nuovo senza rinunciare a tutti i ragionamenti fatti fino ad allora. Grazie anche alla musica e a altre forme di cultura sono iniziati a nascere in tutta Italia i centri sociali, laboratori politici che però avevano un passato molto chiaro. La situazione attuale non è molto diversa, partendo da ciò che siamo bisogna inventare un modo nuovo di fare politica in autonomia e indipendenza.
Queste sono alcune delle mie considerazioni sul libro, se volete chiarimenti o fare domande l’appuntamento è STASERA GIOVEDÌ 11 DICEMBRE ORE 18.00 CON ROSARIO DELLO IACOVO PRESENTAZIONE DEL LIBRO “CURRE CURRE GUAGLIÒ. STORIA DEI 99 POSSE” A SEGUIRE APERICENA E DALLE 22 DJ SET CON O’ ZULÙ!!!

Il presidente

Ps se venite scoprirete perché O’ zulù si chiama così!

Scroll to top