Autore: Lautoradio

26 Maggio 2018

Erdogan terrorista – Riesame annulla sequestro striscione

Riprendiamo dal Circolo Island:

Erdogan è un terrorista, ora possiamo dirlo senza rischiare ulteriori sanzioni. E la Polizia italiana, tanto solerte nel difendere il suo buon nome, dovrà rassegnarsi all’idea che denunciare pubblicamente il genocidio in corso ad Afrin non è ancora reato.
È quanto emerge dall’ordinanza con la quale il Tribunale del Riesame ha annullato il sequestro dello striscione esposto durante la partita di pallavolo Ankara-Perugia il 21 Marzo da nove attiviste/i colpite/i da DASPO.
Oltre ad evidenziare le varie irregolarità con le quali il Pubblico Ministero aveva convalidato il sequestro e avviato un procedimento penale per diffamazione nei confronti dei nove, il Tribunale ha motivato la decisione descrivendo lo striscione come espressione legittima della critica politica “nel contesto di un conflitto, la cui dimensione e gravità in tema di perdita di vite umane militari e civili […] è ampiamente nota”.
Persino la magistratura è costretta a riconoscere l’illegittimità di provvedimenti arbitrari volti solamente alla repressione del dissenso!
Non ci facciamo illusioni: cade l’accusa di diffamazione, ma resta il procedimento penale avviato dal Pubblico Ministero; cadono tutte le motivazioni per le quali la Questura aveva comminato il DASPO, ma gli attiviste/i coinvolte/i sono ancora soggette/i alle pesanti limitazioni alla libertà che tale provvedimento comporta.
Mentre attendiamo che gli organi dello Stato si convincano che l’ordinamento giuridico italiano non coincide ancora con quello turco, lanciamo a tutti l’appello a non fermare le lotte di fronte ad un apparato di controllo sempre più opprimente.
Soprattutto non smetteremo di denunciare il terrorismo degli Stati e le loro politiche di sterminio e colonizzazione, in particolare quelli dello Stato turco e dello Stato d’Israele, coperti anche dalla complicità e dal sostegno dello Stato Italiano.
Le Daspate/i Daspati il Team Legale

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6 Maggio 2018

CIRCOLO ISLAND | RISPONDIAMO INSIEME ALL’ATTACCO CONTRO CHI DISSENTE

Lunedì 7 maggio (ore 20, Circolo Island) è indetta una assemblea per rispondere insieme all’attacco della questura ai danni di 9 attivist@ per una contestazione contro le politiche del governo Erdogan (qui il precedente comunicato).

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APPELLO: RISPONDIAMO COLLETTIVAMENTE ALL’ATTACCO DELLA POLIZIA CONTRO CHI DISSENTE

Poco più di un mese fa la Questura di Perugia ha sferrato un grave attacco alla libertà politica di tutte e tutti. Con un atto tanto sproporzionato quanto arbitrario ha voluto reprimere chi ha pacificamente e legittimamente espresso dissenso verso le politiche terroristiche di Erdogan.

I provvedimenti penali e amministrativi colpiscono 9 attiviste/i (tra cui una minorenne) ma servono da monito verso tutti coloro che non si adeguano ad una società sempre più pacificata in cui l’unica libertà rimasta è quella di accettare un modello di vita basato su guerra e sfruttamento, imposto da un capitalismo sempre più feroce.

Per difendere gli ultimi spazi di agibilità politica che ci rimangono invitiamo individualità e realtà antagoniste di questa città a partecipare alla costruzione di un’assemblea collettiva per rispondere a quest‘attacco con una mobilitazione cittadina.

Incontriamoci Lunedì 7 Maggio alle 20:00 presso il CRX di Madonna Alta.

29 Aprile 2018

IL CENTRO SOCIALE EX-MATTATOIO E’ UNA STORIA COMUNE

Non molto tempo fa chiudevamo le porte del centro sociale Ex-Mattatoio, uno spazio comune, collettivo, attraversato e vissuto nel corso del tempo da tantissime persone. Questo, grazie all’ impegno e alla passione di attivisti e attiviste, è riuscito a dare vita ad iniziative, spazi di discussione, momenti di lotta; e lo ha fatto per più di quindici anni diventando un punto di riferimento per chi voleva immaginare un modo diverso di vivere.

Oggi questa lunga esperienza non esiste più, cancellata da una lettera di sfratto. L’immobile che da tanti anni ospitava il centro sociale doveva essere messo, in fretta e furia, all’asta, sperando in qualche progetto che lo buttasse giù per costruire al suo posto magari l’ennesimo centro commerciale. A quasi due anni da quella lettera il centro sociale è ancora lì, vuoto, addormentato, proprio come chi l’ha spedita vorrebbe le nostre vite.

Ma tutto questo non basta. Proprio in questi giorni il Comune di Perugia ha lasciato partire una lettera di ingiunzione ai danni di un compagno con la quale si pretende il pagamaneto di quasi quattordici mila euro per il mancato versamento del canone d’affitto degli ultimi anni.
Con questa ingiunzione si riproduce ancora una volta quella pratica dell’indebitamento attraverso la quale non solo non si tiene conto, ma anzi si azzera, tutta la ricchezza sociale prodotta da quello spazio, ma si tende proprio ad imporre un sistema in cui possono esistere solo esperienze allineate e conformi all’idea dominante di sicurezza e mercificazione.

Il centro sociale non è stato e non sarà mai nulla di questo. Pensiamo che le città debbano esssere altro, luoghi di incontri meticci, di libertà, in cui poter sperimentare pratiche di autorganizzazione e democrazia. E siamo sempre disposti a lottare per ottenerlo.

Di tutto ciò e di come proseguire ne discuteremo in assemblea mercoledì 2 maggio, ore 21 in via del lavoro n 29 

#ExMattatoioStoriaComune

27 Aprile 2018

DAVIDE GRASSO PRESENTA “HEVALEN”

Davide Grasso, militante, blogger e combattente nelle fila delle Unità di Protezione del Popolo (YPG),  sarà a Perugia giovedì 3 maggio (ore 17.30) presso il Nuovo Cinema Melies (Via della Viola, 1) per presentare il suo libro “Hevalen”. 

Di seguito link e descrizione dell’evento

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PRESENTAZIONE DI HEVALEN CON L’AUTORE DAVIDE GRASSO

A un anno di distanza torniamo ad ospitare qui a Perugia il nostro amico e compagno Davide Grasso, per la presentazione del suo libro: Hevalen.
Offriamo alla città tutta questo appuntamento come momento di discussione e approfondimento sulla situazione curda e della guerra in Siria, ancora oggi all’ordine del giorno della discussione internazionale, ancor più a seguito dell’attacco per mano turca del cantone di Afrin e dei bombardamenti degli Stati Uniti di questo mese.
Davide ed altri compagni e compagne descriveranno la situazione della rivoluzione in atto nella Siria del nord, che hanno avuto modo di conoscere con la visita solidale nel 2017; quando come delegazione del network antagonista InfoAut hanno portato la propria solidarietà alle popolazioni arabe e curde nei vari cantoni autogestiti della Siria del nord.

Per quanto riguarda il libro scritto da Davide, preferiamo introdurlo, riportandone qui uno stralcio:

In origine aveva detto Bager, per spiegarmi la rivoluzione di fronte al tramonto, lo stato non esisteva. I villaggi nati in Mesopotamia erano organizzati attorno alle donne, che partorivano e allevavano i figli detenendo la centralità economica e tecnica dell’organizzazione della società. Furono i sumeri ad edificare una società fondata sull’oppressione maschile delle donne e sullo sfruttamento parassitario del loro lavoro. Cercando una giustificazione a questo ribaltamento della vita conosciuta dissero che Dio non era il tutto, ma un entità contrapposta e adirata col mondo, e si chiamarono sacerdoti. Si circondarono di guerrieri e con loro smisero di lavorare, nutrendosi del frutto del lavoro delle donne e degli altri uomini. “La città-stato fu la deviazione del fiume della storia dal suo letto millenario”. La cultura matricentrica della madre e della donna sopravvisse soltanto nei recessi delle culture popolari, condannata dai potenti: si preservò tra le figlie e le spose, tra i poveri, nei deserti e nelle campagne, sulle montagne. Quella cultura etica era nata tra il tigri e l’Eufrate, per essere poi calpestata ed emarginata. “Cultura etica?” (…)

Chiamiamo cultura etica” aveva detto Bager, “una cultura orientata alla risoluzione pratica dei problemi”. Un medico, aveva proseguito, “possiede un autorità perché sa cose che altri non sanno, e le può usare per la salute di tutti; ma se le usa per trarne un vantaggio individuale allora l’autorità, di per se benefica, si tramuta in dominio. Il dominio non ha come scopo la risoluzione dei problemi, ma la sopravvivenza parassitaria di alcuni a discapito di altri. È un modo per eludere i problemi e scansare le fatiche della vita, sollevandosi dalle proprie responsabilità. Rubare il frutto della fatica altrui è ingiustizia secondo tutte le culture del mondo, eppure è fondamento della cultura capitalistica e di quella patriarcale”. Il dominio assiro succeduto a quello romano, quello arabo e quello turco, infine quello inglese e francese, fino a quello attuale di stati uniti e Russia, non erano, disse, che successive tappe del dominio dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sulla donna, dalla città-stato antica allo stato-nazione della modernità capitalista. “Per questo l’alleanza tra le Ypg e le potenze che combattono i banditi è momentanea: noi intendiamo costruire una modernità democratica fondata sulla cultura etica; Stati uniti e Russia vogliono preservare la modernità capitalista, fondata sul parassitismo e sul furto per il beneficio apparente di una minoranza di esseri umani“. (…)

Nell’antica lingua sumera, Kur-di voleva dire uomini delle montagne. I curdi erano riusciti a sottrarsi al dominio delle città-stato trovando riparo nella natura selvaggia” aveva detto Bager alle soglie di quel tramonto. “Non abbiamo mai avuto uno stato. La cultura capitalista ci ha contaminati, ma la resistenza degli elementi etici della nostra cultura è stata rinvigorita dal partito“. (…)

Lo stato dei sumeri fu creato qui, in Mesopotamia. Da qui si è esteso al mondo. Oggi noi prendiamo qui in Mesopotamia, sulle nostre spalle il compito storico di sfidare la cultura del dominio“.

19 Aprile 2018

25 APRILE RESISTENTE – La libertà è una lotta costante

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25 aprile 2018. Giornata di lotta e socialità al Parco S.Anna di Perugia.

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