Autore: Lautoradio

8 Aprile 2018

PRESSto | Nelle pieghe del giornalismo

Il controllo e l’uso dei flussi di informazioni che quotidianamente passano da una parte all’altra del globo è uno dei tratti maggiormente distintivi del cosiddetto capitalismo avanzato. Il sociologo Manuel Castells, in un’opera del 2004, definiva come Età dell’informazione i nuovi paradigmi economici, sociali e culturali nati sulle macerie della società industriale. Certamente si tratta di una definizione contraddittoria e ambivalente, ma capace di rendere in maniera piena il peso dell’informazione negli assetti di potere (e contropotere) contemporanei.

Dai digital media alla televisione, dalla carta stampata alla radio, notizie, narrazioni, visioni inondano quotidianamente la vita di miliardi di persone, in maniera istantanea ma incisiva, fluida ma profonda. Da tempo gli organi di informazione hanno iniziato ad interrogarsi sull’attendibilità delle fonti, sulla sicurezza delle notizia, sul complesso fenomeno della post-verità. E così lo stesso giornalismo ha riaffermato con forza la questione etica, provando a rafforzare un codice deontologico travolto dall’impeto con cui la notizia è sempre più diventata merce e il sistema dell‘informazione terreno fondativo di nuovi dispositivi – produttivi e riproduttivi – del capitalismo.

Ma davvero il problema consiste solo nel «raccontare la verità»? Davvero una nuova deontologia del giornalismo potrà emancipare l’informazione dagli interessi delle élite, dalla sua funzione di disciplinamento e controllo sociale, dal mercato delle emozioni e dei sentimenti? Esiste ancora una barriera netta tra giornalismo mainstream e indipendente?

Sono queste le domande che si pone “PRESSto_Nelle pieghe del giornalismo”, evento organizzato dall’associazione Ya Basta! Perugia, in collaborazione con Radio Sherwood e il Progetto Lautoradio. Si tratta di un ciclo di trasmissioni radiofoniche ed eventi culturali che si svolgeranno in concomitanza della dodicesima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, più precisamente dal 12 al 14 aprile.

PressTo vuole andare oltre i temi e i dibattiti del giornalismo canonico, per proporre uno spazio di critica e riflessione sull’attualità, facendo intervenire in diretta i protagonisti del Festival, ma anche attivisti, esperti e altri ospiti.
Le dirette live dalla sede di Ya Basta! Perugia, situata in corso Garibaldi inizieranno il 12 Aprile e continueranno per tre giorni consecutivi con i seguenti orari: dalle 17:00 alle 18:00 Lautoradio con “Warm Up” declinerà i temi affrontati durante il Festival in un’ottica territoriale, dando spazio alle realtà indipendenti della zona, alla ricerca di un percorso comune tra movimenti e resistenze. Dalle 19:00 alle 22:00 Radio Sherwood curerà una trasmissione aperta al pubblico, che avrà tre assi tematici: le pratiche d’inchiesta nell’informazione, l’hate speech ai tempi del populismo e i delle resistenze globali. Le serate continueranno con musica dal vivo fino alle 24:00.

Tutte le dirette andranno in streaming su: https://www.sherwood.it/streaming

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Programma
Giovedì 12: Il valore sociale e politico dell’inchiesta giornalistica
Con: Ernesto Milanesi (Il Manifesto), Antonio Musella (Fanpage.it), Nello Trocchia (L’Espresso, Il Fatto Quotidiano, La7, Nemo), Riccardo Bottazzo (Ecomagazine.info), Federico Annibale (Il Salto), Marco Baravalle (No Grandi Navi), Egidio Giordano (Stop Biocidio).

Venerdì 13: L’hate speech nel tempo dei populismi

Con: Ernesto Milanesi (Il Manifesto), Annalisa Camilli (Internazionale), Leonardo Bianchi (Vice), Daniele Felicetti (Calcio Romantico), Stefano Bleggi (Progetto Melting Pot), Francesca Masserdotti (Polisportiva San Precario Padova), Valentina Guliodori (Ambasciata dei Diritti Marche), Gaia Righetto (Globalproject.info, dalla Polonia), Elisabetta Stracci (Non una di Meno Perugia)

Sabato 14: Conflitti e resistenze globali, dal Kurdistan all’America Latina

Con: Lorenzo Bagnoli (Il Fatto Quotidiano, Q code magazine), Karim Franceschi (combattente Ypg), Nora Cortiñas (Madres de Plaza de Mayo Línea Fundadora), Camilla Camilli (Associazione Ya Basta! Êdî Bese!).

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Gli ospiti:

Federico Annibale

giornalista de Il Salto. Da indipendente ha prodotto inchieste e fotoreportage incentrati principalmente su temi come migrazione, marginalizzazione sociale e movimenti politici, pubblicando per varie testate, anche straniere (Manifesto, Pagina99, TPI, Altreconomia, Novara Media, Deutch Welle, Dire).

Lorenzo Bagnoli

giornalista freelance e lavora a progetti di giornalismo investigativo transnazionale. Collaboratore di Q Code Magazine e Il Fatto Quotidiano, ha lavorato per il mensile E (Emergency), Linkiesta e Lettera43. Ha pubblicato il libro Lezioni di mafia (Sperling&Kupfer, 2014).

Leonardo Bianchi

news editor di Vice Italia. Ha collaborato, tra gli altri, con Internazionale e con Valigia Blu. Attualmente scrive di attualità e politica sul suo blog satirico «La privata Repubblica». Ha scritto il libro La gente. Viaggio nell’Italia del risentimento (Minimum Fax, 2017).

Stefano Bleggi

Attivista die centri sociali del Nord-Est, coordinatore del Progetto Meltingpot Europa e redattore del sito «Meltingpot.org».

Riccardo Bottazzo

direttore di EcoMagazine, piattaforma che si occupa di conflitti ambientali. È redattore di «Globalproject.info» e collaboratore di «Meltingpot.org». Ha all’attivo diversi libri tra cui Buongiorno Bosnia (2014) e Il porto dei destini sospesi (2009).

Annalisa Camilli

dal 2007 lavora a Internazionale occupandosi in particolare di America Latina e Medio Oriente. Scrive per il blog «Carta Bianca» e ha precedentemente lavorato per Rai News 24.

Camilla Camilli

laureata in antropologia, si occupa di questioni riguardanti le migrazioni e l’esperienza dell’autonomia zapatista con l’associazione Ya Basta! Êdî Bese!

Nora Cortiñas

Fin dal 1977 impegnata nella difesa dei diritti umani in Argentina. Fa parte delle Madres de Plaza de Mayo Línea Fundadora, che chiedono al governo una giusta punizione per chi, nel corso della dittatura militare (1976-1983), si è reso colpevole del sequestro, la tortura e la sparizione di 30.000 persone

Daniele Felicetti

co-fondatore del blog «Calcio Romantico», attivo dal 2011. Ha scritto con Federico Greco il libro Calcio (poco) romantico (Urbone Publishing, 2016).

Karim Franceschi

attivista dei centri sociali delle Marche e combattente nelle fila dell‘YPG. Ha scritto il libro Il combattente. Storia dell’italiano che ha difeso Kobane dall’ISIS (Rizzoli, 2016).

Francesca Masserdotti

psicologa, gioca nella squadra di volley misto della Polisportiva Sanprecario e coordina la campagna che la polisportiva sta promuovendo contro le discriminazioni di genere nello sport; sta collaborando a una ricerca sul tema promossa dall’università di Padova.

Ernesto Milanesi

cronista e collaboratore del quotidiano Il Manifesto. È autore di numerosi reportage e raccolte di articoli. Ha pubblicato, tra gli altri, Pesci in barile. Romanzo sul sistema degli eletti(Manifestolibri, 2015) e Legaland. Miti e realtà del Nord Est (Manifestolibri, 2010)

Antonio Musella

giornalista e attualmente videoreporter per Fanpage.it. È stato redattore desk di «Globalproject.info»; ha collaborato, tra gli altri, con il quotidiano Il Manifesto, la rivista Micromega e il settimanale Left. Ha pubblicato diversi libri tra cui I nuovi schiavi. Il lavoro nell’italia del Jobs act (Round Robin editrice, 2015) e Chi comanda Napoli (Castelvecchi 2012). Co-autore della recente inchiesta di Fanpage.it Bloody money, denaro insanguinato.

Elisabetta Stracci

militante tranfemminista/queer e attivista di Non una di Meno Perugia

Nello Trocchia

giornalista e collaboratore presso Il Fatto Quotidiano e l’Espresso. Ha lavorato per La7 e attualmente è inviato della trasmissione Nemo in onda su Rai2. Ha scritto Federalismo criminale (Nutrimenti. 2009) ed è coautore di La peste (Rizzoli, 2010), Roma come Napoli(Castelvecchi 2012), Io, morto per dovere (Chiarelettere, 2016).

5 Aprile 2018

8 ANNI DI DASPO PER 5 SECONDI DI SOLIDARIETA’ | PERUGIA ANTIFASCISTA

Otto anni e sei mesi di Daspo per meno di 5 secondi di solidarietà

Questa è la risposta repressiva ad un pacifico atto di denuncia verso il genocidio del popolo curdo perpetrato dall’esercito turco.

Il 20 gennaio l’esercito del presidente Erdogan – col supporto di gruppi jihadisti, la complicità della NATO e dotato di armi prodotte dal gruppo Finmeccanica – ha iniziato un attacco efferato nella regione di Afrin colpendo indiscriminatamente obiettivi civili e militari: una carneficina finalizzata a cancellare l’esperienza di auto-organizzazione sviluppata nell’area negli ultimi anni.

In tutto il mondo da mesi si intensificano le manifestazioni di solidarietà. A Perugia, oltre a raccolte in sostegno delle popolazioni attaccate, volantinaggi e assemblee, il 21 Marzo, verso il termine della partita di pallavolo Perugia – Ankara, otto persone (con regolare biglietto) hanno esposto in silenzio uno striscione di dissenso alla politica terrorista di Erdogan.

Lo striscione è stato prontamente sequestrato e i manifestanti identificati ed allontanati dalle forze dell’ordine.
Ma non è finita qui!
Nei giorni seguenti ogni manifestante è stato raggiunto da un Daspo sportivo, che prevede pesanti limitazioni alla libertà di movimento, con l’accusa immotivata di “istigazione alla violenza“.

In evidente spregio all’idea stessa di Stato di Diritto la Polizia – forte di una legislazione sempre più autoritaria in tema di “sicurezza” e “ordine pubblico” ( vedi legge Orlando-Minniti) – a suo insindacabile arbitrio decide quali sono le idee e le forme di espressione del pensiero lecite.
La Polizia si sostituisce così all’autorità giudiziaria introducendo a proprio piacimento criteri di “pericolosità sociale” sulla base dei quali classificare le persone e decidere sull’esercizio delle libertà personali e politiche, impedendo agli interessati di far valere quei pochi diritti ancora riconosciuti dall’ordinamento vigente.

Mentre lo Stato Italiano che “ripudia la guerra” benedice carri armati e bombardieri impegnati a sterminare decine di migliaia di persone, la Polizia reprime coloro che si oppongono pacificamente a questa carneficina.
Per la Polizia la solidarietà è “istigazione alla violenza”.

Perugia Antifascista

2 Marzo 2018

LOTTO MARZO – Sciopero globale delle donne

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8 marzo 2018. Il comunicato di Non Una Di Meno Perugia verso lo sciopero delle donne.

21 Febbraio 2018

SULL’AGGRESSIONE FASCISTA DI QUESTA NOTTE | ASSEMBLEA PERUGIA ANTIFASCISTA

Ieri notte, durante un attacchinaggio per la lista Potere al Popolo due compagni sono stati aggrediti da quattro carogne squadriste che non hanno esitato ad accoltellare alla schiena uno di loro, fortunatamente senza causare gravi conseguenze.

Il rigurgito fascista e suprematista, che sta toccando punte sempre più gravi e preoccupanti, è parte integrante di una strategia politica che in nome della sicurezza e del decoro, ha sdoganato l’agire squadrista e machista, al fine di governare e controllare una rabbia sociale sempre più forte e diffusa. Non ci sentiamo certo più sicure/i sapendo che topi di fogna fanno ronde per la città, a caccia di antifascit*, migrant*, o altre soggettività prontamente indicate come nemiche dell’ordine democratico dalla legge Minniti.

Sappiamo che l’unica risposta possibile è prendersi le strade, riempire lo spazio pubblico di incontri meticci, relazioni solidali, azioni continue e diffuse di contrasto al clima razzista costruito ad hoc.

Chiamiamo tuttu, tutte e tutti oggi a partecipare oggi alle 18 , in piazza IV Novembre, per esprimere tutta la nostra solidarietà a i due compagni aggrediti ieri notte a Perugia e a tutti e tutte le compagne colpite dalla violenza machista della feccia neofascista.

Le città sicure sono quelle liberate dal razzismo, dal sessismo e da ogni altra forma di fascismo

SE TOCCANO UNO TOCCANO TUTTE/I!

Assemblea Perugia Antifascista

6 Febbraio 2018

DA AFRIN A MACERATA IL FASCISMO NO PASARA’ | PERUGIA ANTIFASCISTA

Trattare quanto successo a Macerata come l’ennesimo caso di cronaca in cui un folle si fa “giustizia” da solo è parte integrante del clima politico, sociale e culturale che stiamo vivendo da anni. Chi ha sparato per le strade della città ha un profilo politico chiaro: candidato della Lega Nord alle amministrative, runa nazista in fronte, frequentatore di ambienti di estrema destra, al momento dell’arresto ha fatto il saluto romano con il tricolore legato al collo.

Stessa firma porta la macabra minaccia comparsa in via Cartolari nel fine settimana sotto all’ immagine commemorativa del compagno Paolo Vinti. Un fascista ha sparato a persone indifese che passeggiavano. Un altro minaccia di fare lo stesso a Perugia con la scritta “Macerata è solo l’inizio”. Quello di Perugia è solo l’ultimo di una serie di fatti apparentemente “innocui”.

Ed ancora una volta le istituzioni latitano, tollerando la presenza nel territorio cittadino di partiti come Lega, Casa Pound o Forza Nuova che minimizzano o addirittura dimostrano solidarietà all’ aggressore, sostenute dall’ apparato mediatico che in questi anni ha legittimato queste organizzazioni in nome di un falso confronto democratico e che in questi giorni ha provato a nascondere dietro la retorica dell’amore romantico il raid fascista che ha ferito gravemente sei persone.

Rimandiamo al mittente ogni becero tentativo di strumentalizzare la violenza sui corpi delle donne per giustificare un atto terroristico! Perché di terrore si tratta: da Isis ai neofascisti alla Turchia di Erdogan, parliamo di deliberati attacchi a modelli di convivenza tra culture differenti che costituiscono un’alternativa potente e concreta al sistema neo liberista e suprematista.

Vogliamo dare tutta la nostra solidarietà e vicinanza alle persone colpite dagli spari, che invece sono state totalmente invisibilizzate, private della parola, nel più completo disinteresse di chi si riscopre antifascista solo in campagna elettorale, salvo poi attuare politiche securitarie (v. legge sicurezza Minniti-Orlando) che vanno a colpire i medesimi bersagli della violenza fascista.

Sempre più è in atto un meccanismo che alimenta odio razziale su tutti i livelli; la politica ha enormi responsabilità, negarlo, ancora una volta, significa essere complici. Saremo sempre in piazza, nelle strade, pront* a smascherare il volto sempre più fascista e intollerante di questa città, che dietro a parole quali decoro, pulizia e sicurezza  nasconde i ben più torbidi concetti di esclusione, razzismo, sfruttamento.

Contro tutti i fascismi, da quello che preme il grilletto a quello che firma i decreti, Perugia è sempre antifascista.

CI VEDIAMO MERCOLEDI 7 FEBBRAIO, ALLE ORE 19, IN VIA CARTOLARI

SABATO 10 FEBBRAIO TUTTE E TUTTI A MACERATA PER LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO FASCISMO, RAZZISMO E SESSISMO. Per info partenze da Perugia mandate un messaggio alla pagina fb “Lautoradio” oppure “Circolo Island” (a breve ulteriori aggiornamenti).

PERUGIA ANTIFASCISTA

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