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17 Novembre 2014

Appunti per uno sciopero sociale tutto l’anno

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Venerdì c’è stato lo sciopero dei metalmeccanici del centro nord indetto dalla F.I.O.M. e lo sciopero sociale. Quest’ultimo indetto non dai sindacati, ma da una serie di realtà sociali e politiche di movimento che da anni lavorano sulle tematiche del lavoro e del reddito e che in seguito ha visto l’adesione di moltissimi collettivi, centri sociali e sindacati di base.

Le novità riguardo questo sciopero sono molteplici: prima di tutto il suo lancio non viene solo da parte di sindacati ma anche da una rete molto vasta di soggetti, inoltre riguarda persone che per le tipologie di lavoro che svolgono hanno difficoltà ad effettuare o solamente a concepire lo sciopero in maniera tradizionale, astensione dal lavoro per bloccare la produzione e di conseguenza provocare un danno, e infine proprio partendo da questo punto, la nascita di laboratori per rendere più efficaci lo sciopero stesso.

Essendo entrato da un po’ di tempo nel favoloso mondo del lavoro vorrei partecipare anche io alla discussione e portare il mio modesto contributo affinché gli scioperi futuri si realizzino nel migliore dei modi.

Io, per esempio, andrei nei supermercati, anche iper va bene non poniamo limiti alle nostre lotte, e inizierei a fare spesa, quando arrivati alle casse giunge il momento di pagare, pagherei, ma non con moneta sonante, per esempio pagherei con delle pacche sulle spalle, si perché quante volte ci hanno dato pacche sulle spalle e detto “dai oggi non ti pago, ma non ti è andata male lo puoi mettere sul curriculum”. Oppure con i grazie dopo tirocini stage e periodi di prova non pagati, “grazie di aver lavorato con noi, tanto un tirocinio/stage/periodo di prova lo dovevi fare obbligatoriamente, meglio da noi che ti abbiamo fatto lavorare e non ti abbiamo fatto fare solo fotocopie, almeno hai imparato un mestiere”. Penso che solo con questi farei la spesa per il prossimo anno intero.

Visto poi il periodo andrei anche in banca a chiedere un mutuo e alla fatidica domanda “come intende pagarlo?” Risponderei “ma come non c’è la garanzia giovani?”, solo che in banca bisogna andarci in tanti….

Il presidente

16 Novembre 2014

Sonico Blog | Pink Floyd “The Endless River”

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Pink Floyd
The Endless River
2014 (Parlophone) | rock strumentale

Dopo un attesa durata ben venti anni ecco una delle uscite sicuramente più discusse del 2014. I Pink Floyd decidono di dare alla luce una release che, come anticipato da comunicati precedenti dalla stessa moglie del chitarrista David Gilmour, è un contenitore di materiale inedito che il gruppo registrò durante le sessioni di The Division Bell. Altro non ci si poteva aspettare da una band orfana ormai da tempo del tastierista Richard Wright, membro storico nonché elemento indispensabile al suono della band in ogni segmento della loro frastagliata carriera, che ovviamente partecipa alle suddette registrazioni. Qui scatta la polemica: l’ombra della mera operazione commerciale offusca quello che in fine è un buon lavoro e che certo stuzzica l’appetito dei fan più sfegatati regalando delle vere e proprie chicche che altrimenti sarebbero rimaste chiuse in un archivio a prendere polvere. Credo che ci sia una bella differenza tra uno “scarto” vero e proprio e sessioni che per esigenze discografiche vengono messe da parte; quest’ultime possono, e in questo caso lo  sono, essere rappresentative di una specie di testamento che sicuramente, oltre a questioni economiche che risultano ovvie e scontate, emergono dall’intento della parte che rimane di una band che ha rappresentato e rappresenta la storia del rock. Non mi soffermerò come al solito ad analizzare i brani uno per uno perché questo è un disco che va preso nella sua totalità, ascoltandolo senza la pretesa di trovarci chissà quale elemento di eclatante innovazione, lasciandosi coinvolgere dalle sonorità sempre suggestive a cui i nostri ci hanno da sempre abituato. L’impressione che si ha ascoltando questo lavoro è quella della famosa credenza per la quale prima di morire ti passi tutta la vita davanti e così è: i suoni delle varie tracce ci riportano a continui deja vu che rimandano la mente a lavori come “Animals” “The dark Side Of The Moon” o “Wish You Were Here” pur mantenendo un piglio di contemporaneità. In conclusione, un ottima chiusura di carriera che non lascia ombre sulla band ma la fa uscire di scena come i migliori campioni, facendoceli ricordare come tali e non sull’orlo del fallimento.

Do.C.

13 Novembre 2014

13/11 ASSEMBLEA PERMANENTE VERSO LO SCIOPERO SOCIALE

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IMG_1827Porta Rossa non è un’esperienza conclusa e oggi lo abbiamo nuovamente confermato. In molte e molti abbiamo deciso di occupare l’aula D del dipartimento di economia convocando un assemblea permanente per rilanciare le varie lotte avviate sul territorio e dare ulteriore forza alle iniziative che durante la data del 14 Novembre caratterizzeranno molte piazze italiane.

La giornata è iniziata con una narrazione della settimana post occupazione dello spazio Porta Rossa e di tutto quello che questa esperienza ha generato. La latente svendita del patrimonio immobiliare e la presentazione del bando “spazi di aggregazione e studio in autogestione” (SASA) sono state la risposta istituzionale alle esigenze della popolazione studentesca. Noi tutt* non ci stiamo e ci opporremo a queste logiche affaristiche e rappresentative.

L’assemblea è proseguita con il rilancio di alcune campagne già avviate come il progetto “FreeK” sul caro libri e inserita nel più ampio contesto della riappropriazione dei saperi e la campagna cittadina #abbiamogiàpagato sul diritto al vivere la città a partire dalla complessa questione della mobilità urbana.

L’assemblea si è poi concentrata sul tema principale della giornata, lo sciopero sociale, verso e oltre la data del 14 Novembre. Si sono susseguiti una serie di interventi introduttivi che hanno lucidamente delineato il quadro generale dal JobsAct alle forme di sfruttamento più specifiche e territoriali. Ed è proprio in questa direzione che si è mosso il Focus Group con il quale studen*, precar* ecc, attraverso il racconto delle proprie storie ed esperienze “pseudo-lavorative”, hanno fornito nuovi spunti ed elementi per una ulteriore discussione collettiva.

Domani in molte e molti saremo nelle piazze per dire no al modello Renzi, no alla “buona scuola”, no alla precarizzazione delle vite. INCROCIAMO LE BRACCIA, INCROCIAMO LE LOTTE

CI VEDIAMO TUTTE E TUTTI IN PIAZZA ITALIA DALLE 10:00
per riprenderci gli spazi di autodeterminazione e di democrazia.

#14N

#scioperosociale

#invendibili

 

11 Novembre 2014

TEAM

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Sai cos’è …
la TEAM?
TEAM è un acronimo che sta per Tessera Europea Assicurazione Malattie.
Molto semplicemente è una tessera sanitari che permette di avere accesso, in maniera agevole e diretta, alle cure mediche nei Paesi che fanno parte dell’Unione Europea.
Questa tessera è in vigore in Italia dal 1 Novembre 2004.
La TEAM, dal 2013, è adottata dai 28 stati membri dell’UE più gli stati membri dell’Associazione Europea di Libero Scambio (EFTA) (Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein).
A COSA SERVE?
Consente di avere accesso ai servizi sanitari pubblici o convenzionati dello stato ospitante (medici, farmacie, ospedali o cliniche) esattamente come i residenti.
Se si ricevono cure mediche in uno stato in cui l’assistenza sanitaria è a pagamento, si è rimborsati immediatamente o dopo il rientro.
In Italia
La tessera è rilasciata a tutte le persone iscritte e a carico del Servizio Sanitario Nazionale (con l’esclusione dei beneficiari di iscrizione volontaria). In quanto non destinatari di iscrizione obbligatoria, i seguenti soggetti italiani non hanno diritto alla TEAM:

  • i lavoratori con contratto di diritto italiano iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) e distaccati all’estero;
  • gli studenti (titolari di modello E106) iscritti all’AIRE;
  • i pensionati (e loro familiari) in possesso di un modello E121 (dal 1º maggio 2010 con l’entrata in vigore dei nuovi regolamenti comunitari di sicurezza sociale);
  • i familiari di lavoratori, che risiedono in un Paese diverso da quello del capofamiglia, in possesso di modello E109.

Nel resto d’Europa
È possibile ottenere la tessera rivolgendosi al proprio Ente Assicurativo nel Paese di residenza, dal momento che ogni paese è responsabile della produzione e della distribuzione della tessera nel proprio territorio nazionale.
Clicca qui per avere più informazioni:
http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=563&langId=it#nationalinfo

VALIDITA’
In Italia la TEAM ha validità sei anni (Decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 25 febbraio 2010, che aggiorna il Decreto dell’11 marzo 2004), eccetto diversa indicazione da parte della Regione/ASL di appartenenza. In prossimità della scadenza, l’Agenzia delle entrate provvede automaticamente ad inviare la nuova tessera.

Negli altri Stati membri dell’UE la validità varia a seconda dello Stato che l’ha emessa.

10 Novembre 2014

CARA UNIPG, TE LO DICIAMO NOI CHE VUOL DIRE AUTOGESTIONE!

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Questa mattina è stata presentata la prima aula studio frutto del progetto “spazi di aggregazione e studio in autogestione” (SASA). Benissimo! potrebbe esclamare qualcuno. Il problema sta nel fatto che questo bando non è altro che l’ennesima manovra da campagna elettorale messa in piedi dalle associazioni studentesche e dalle istituzioni che qualche carota ogni tanto dovranno pure concederla. Perchè?

Problema 1: Le attività di aggregazione e socialità verranno stabilite dal consiglio studenti “attraverso la figura dello studente coordinatore”, una sorta di portiere piazzato lì a caso. Tutte le aggregazioni studentesche o comunque tutti gli studenti e le studentesse che non si rispecchiano nel modello propinato dai partiti universitari restano quindi esclusi da tutto ciò. Alla faccia dell’autogestione;

Problema 2: Il fatto che la prima aula inaugurata sia stata adibita immediatamente ad aula studio (senza perciò creare quel confronto tra student* di cui parla il bando stesso) ci conferma come la manovra sia esclusivamente mediatica/elettorale e non sostanziale. Qualcuno si sta guardando intorno per caso? Qualcuno ha mai sentito parlare di JobsAct, Garanzia Giovani, caro libri? Forse di fronte a tutto questo è meglio piegare la testa sui banchi;

Problema 3: la rappresentanza piace a chi con la rappresentanza fa carriera. Noi ci sentiamo in dovere di rifiutare questo progetto perché rifiutiamo con tutto noi stessi la rappresentanza.

AUTOGESTIONE VUOL DIRE BEN ALTRO E IN MOLT* LO SANNO. OCCHIO CARA UNIPG CHE PORTA ROSSA NON E’ ANCORA CHIUSA

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