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29 Novembre 2014

“SPENDI SPANDI SPANDI SPENDI EFFENDI”

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Evidentemente alla “giunta civica” a guida Romizi piace Rino Gaetano, anche se è di sinistra. In effetti, però, con una piccola rivisitazione, seguendo i principi di questa “giunta civica”, il testo verrebbe più o meno così “SPENDI SPENDI SPENDI SPENDI E VENDI”.

Certo il contenuto è un po’ misero, ma perfettamente fedele alla linea di “governo”: una miseria!

Sei mesi in cui si è discusso e polemizzato, ma in cui ben poco si è fatto. La scusa è il retaggio della vecchia amministrazione. Quante volte l’abbiamo sentita questa. L’unica cosa che pare interessare davvero a questa amministrazione è “fare cassa”.

A discapito di cosa e di chi non importa!

Assistiamo al rimpallo tra i vari assessorati per ogni questione, ma alla fine della matassa il nodo è sempre quello: i soldi! Tutto si riduce a una questione economica, a far quadrare il bilancio, a trovare strade per riempire le tasche del comune.

Allora qual è la soluzione??? VENDERE!

Si vendono immobili, lavatoi, terreni agricoli, case, cantine, bugigattoli, strade, fontane, porte, finestre, colonne…e si vende il Centro Sociale Ex Mattatoio.

Bisogna fare cassa, bisogna risolvere il problema di bilancio. Quante volte l’abbiamo sentito questi giorni. Questa isterica richiesta di aiuto per risanare le tasche del Comune. Ma noi non siamo tecnici, non siamo economisti, e non siamo nemmeno pagati per trovare una soluzione. Ma sicuramente non possiamo accettare che la soluzione di tutto sia legata a una mera questione di soldi. La socialità, la cultura, la sanità, la mobilità, i servizi, i diritti, ecc…, affrontati come una qualunque operazione matematica il cui unico fine è far tornare i conti!

Quello che in questi giorni abbiamo denunciato rispetto alla decisione di sgomberare il centro sociale Ex Mattatoio e mettere in vendita i locali che lo ospita è solo l’inizio di una lunga serie di azioni che questa amministrazione “civica” sta mettendo e metterà in atto.

Quanto ci metteranno ad andare a battere cassa alle varie associazioni, alle varie realtà che in un modo o nell’altro hanno contribuito a rendere questa città vivibile e viva, riuscendo in poco tempo a raggiungere risultati che anni e anni di amministrazioni di diversa guardia non sono riuscite ad ottenere.

Già l’assessor Camicia, dietro la nobile causa della spending review, aveva detto “Basta concedere gli spazi del comune in comodato d’uso gratuito alle associazioni”. Adesso siamo andati oltre: non solo non vengono concesse, ma vengono anche sottratte.

E intanto si discute del senso unico in via Baglioni, dell’obbrobrioso segnale stradale messo alla fine di Corso Vannucci, obbrobrio che secondo il consigliere Monni “neanche in Burkina Faso si sarebbero mai sognati di utilizzare”. E fa scalpore il segnale stradale, non quello che un consigliere regionale si permette di dire, di un razzismo e una povertà senza eguali.

Si discute di una riqualificazione del centro storico e delle periferie, ma la soluzione non può essere semplicemente il “piano Natale” con mercatini e sconti per i parcheggi, né tanto meno può bastare la cenetta all’Ottagono con lo scopo di “salvare” il quartiere Fontivegge.

Assistiamo alla totale assenza di una visione politica e sociale che coinvolge l’intera città. Si va avanti a singhiozzi, le uniche misure immediate sono quelle di restrizione.

Neppure le pungenti critiche dei commissari europei a giustificare la figuraccia fatta per la candidatura a capitale europea della cultura e capitale europea dei giovani servono a smuovere questa amministrazione.

Lo abbiamo urlato a squarciagola nelle piazze e nelle strade dal 2009: “NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO”.

Lo ribadiamo adesso: far quadrare il bilancio non può andare a discapito della città! Non pagheremo noi la vostra crisi!

Non basta il continuo taglio di servizi; oltre il danno la beffa: 3 euro l’ora che il Comune chiede alle associazioni che utilizzano i locali scolastici per offrire vari servizi, gravano sulle tasche delle famiglie e delle stesse associazioni.

Invece, mettiamo a bilancio le multe fatte per accattonaggio, chiudiamo il minimetrò andando a penalizzare ancora di più un servizio pubblico (che di pubblico ha ben poco) di mobilità (che di mobilità ha ben poco) che ha già delle falle incolmabili.

Non è questa LA CITTA’ CHE VOGLIAMO!

Di questo e molto altro parliamone MERCOLEDI’ 3 DICEMBRE ore 20.30 al CSOA Ex Mattatoio.

#Riprendiamoci la città!

#ExM15

#EXM15
28 Novembre 2014

L’autunno del fumetto

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#8 – La locanda alla fine dei mondi

21 Novembre 2014

Muri e ponti

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L’idea di fondo di questo articolo mi è venuta questa estate dopo che il prete del mio paese aveva fatto chiudere con della rete alta più di due metri l’accesso al parco vicino casa e di proprietà della chiesa, con la scusa che durante la notte la gente arrivava e faceva baldoria, troppa secondo lui, e ne aveva abbastanza delle lamentele della gente. Inorridì subito, e già pensavo alle iniziative di sabotaggio, ma non vivendo più in quel piccolo paese di provincia mi resi conto dell’inutilità del gesto e lasciai perdere.
Il tutto mi è ritornato in mente pochi giorni fa quando su tutti i media si è celebrato l’anniversario della caduta del muro di Berlino e con esso di tutto il Socialismo Reale. Le celebrazioni si sono soffermate sull’importanza della libertà e su come questa possa essere garantita solo da quello che una volta era il blocco occidentale e dal suo modello economico, il capitalismo.
Parafrasando qualcuno di famoso si potrebbe dire però che non tutti i muri sono uguali, infatti sembra che non tutti i muri siano da abbattere, prendiamo ad esempio quello in Palestina, nonostante violi il diritto internazionale e nonostante il parere negativo delle nazioni unite la sua costruzione è continuata nel tempo fino al suo completamento. Va fatto notare inoltre che non ha solo funzioni divisorie ma è anche stato un utile strumento per rubare altre terre ai Palestinesi, considerando che solo una parte è costruito sul confine, mentre il restante è ben aldilà della famosa linea verde e che guarda caso queste sono le terre più fertili.
A questo mondo di divieti, recinti e muri noi non ci arrendiamo e cerchiamo ogni giorno di cambiarlo, come? Semplice con i Ponti. Questi sono sempre stati il simbolo dell’incontro e dell’apertura verso l’altro, e non è un caso se nella nostra attività lavorativa o nelle nostre pratiche di movimento collaboriamo con “Un ponte per…” o con il “Ponte solidale”. Ponti che ci permettono di costruire legami con altri individui e, visti i tempi, non è certo poco.

20 Novembre 2014

15 Anni di lotte NON SI CANCELLANO

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Oggi davanti al comune eravamo in tantissim* e determinat* nel dare un’immediata riposta alla notizia appresa ieri pomeriggio della messa in vendita dei locali dell’Ex Mattatoio, ulteriore esempio della svendita del patrimonio immobiliare cittadino, della spending review e dell’austerity.
Durante il presidio, con una fugace apparizione, il sindaco Romizi ha dichiarato, con fare vittimistico, l’estremo bisogno dell’amministrazione comunale di fare cassa cancellando, senza alcuno scrupolo, quindici anni di esperienza culturale e politica del centro sociale.

Un corteo spontaneo e rumoroso è partito in direzione dell’ufficio dell’Assessorato al bilancio e delle infrastrutture, entrando nell’edificio per ottenere immediatamente un incontro con l’assessore competente. Non ci ha stupiti trovare un intero edificio vuoto, specchio dell’indisponibilità delle istituzioni ad un reale confronto con chi questa città la vive, l’attraversa in molteplici forme e la riempie di contenuti e passioni.

In attesa di “partecipare” alla prossima riunione della giunta, diamo a tutti e tutte appuntamento Martedì 25 Novembre alle ore 15.30 all’ufficio dell’Assessore alle politiche giovanili e attività culturali e sociali, in via Scarlatti.

Sia ben chiaro che non tollereremo ulteriori rinvii o rifiuti al confronto e che non faremo un solo passo indietro fino a quando non avremo ottenuto ciò che ci spetta di diritto.

L’ultima parola è sempre la nostra.

#giùlemanidalMATTATOIO
#ExM15
#Romizistaiserenoanchetu

19 Novembre 2014

Le miserie della giunta a guida Romizi

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CsoaexmApprendiamo dai giornali on line che i locali che ospitano il centro sociale ex Mattatoio di Perugia saranno messi in vendita dalla nuova amministrazione comunale a guida Romizi.
COMPLIMENTI per affrontare le questioni di petto, per la vigliaccheria dimostrata e sopratutto per la tanto millantata “apertura al dialogo con la società civile”

15 anni di autogestione, attività, politica, concerti, laboratori ecc… sacrificati in nome della spending review e della austherity. Ecco il nuovo che avanza, ecco che chi si pronoe di interpretare il cambiamento dopo 60 anni di guida del centro sinistra in città (come se anche loro non ci avessero provato più volte!), impone la sua innovativa visone del futuro: chiudere spazi di aggregazione e socialità in periferia, in nome del fare cassa e più in generale svendere il patrimonio immobilare.
COMPLIMENTI…. a quando la vendita della fontana maggiore!? Lanciamo la colletta pubblica? Ah no, giusto, non si può più fare grazie al “camerata” Camicia! Quando potremmo finalmente goderci i nostri quartieri in “pace e sicurezza” come già facciamo in Centro Storico?!

Ciò che merita ancor più i nostri COMPLIMENTI è la più totale assenza di una visione politica e sociale che coinvolge l’intera citta.
Non è bastata l’umiliazione subita con la doppia sconfitta come capitale europea della cultura e più recentemente come capitale europea dei giovani, evidentemente questi cattivi commissari europei non riescono proprio a capire quanto sia innovativo chiudere gli spazi sociali e d’aggregazione per regarali ai nuovi amici!
Sono mesi che occupano le prime pagine dei media locali con fantomatici “buchi di bilancio della passata amministrazione” quando i premi ai dirigenti comunali sono rimasti totalemte confermati (quanta efficienza!). E ancora, viene introdotta una illegittima commissione di revisione della spesa pubblica e il presidente del consiglio comunale, oltre ai segretari già assegnati d’ufficio, ha la forte necessità di ampliare il suo organico con due nuovi collaboratori (amici? Fratelli? Camerati? Come vi chiamate fra di voi???).

Ma di quale rinnovamento stiamo parlando? Ci ritroviamo come sindaco un ragazzetto aristocratico con la puzza sotto il naso votato dall’11% della popolazione. Pensate davvero di risanare le casse comunali e rilanciare la città mettendo in vendita immobili abbandonati, terreni e spazi di aggregazione?
Evidentemente dietro a questa scelta c’è tutta la visione ideologica della nuova destra che ipocritamente si nasconde dietro la scelta di una “giunta civica” ma che di fatto rimane a tutela degli interessi di quella aristocrazia del centro storico in decadimento, causa principale del declino della nostra città.

Caro Romizi, “se gl’atti en questi”…. saranno i 5 anni più lunghi della tua vita!

Ci vediamo giovedi 20 novembre alle ore 14:30 sotto palazzo dei priori per venire a farti i COMPLIMENTI di persona!

#ExM15

 

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