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29 Aprile 2018

IL CENTRO SOCIALE EX-MATTATOIO E’ UNA STORIA COMUNE

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Non molto tempo fa chiudevamo le porte del centro sociale Ex-Mattatoio, uno spazio comune, collettivo, attraversato e vissuto nel corso del tempo da tantissime persone. Questo, grazie all’ impegno e alla passione di attivisti e attiviste, è riuscito a dare vita ad iniziative, spazi di discussione, momenti di lotta; e lo ha fatto per più di quindici anni diventando un punto di riferimento per chi voleva immaginare un modo diverso di vivere.

Oggi questa lunga esperienza non esiste più, cancellata da una lettera di sfratto. L’immobile che da tanti anni ospitava il centro sociale doveva essere messo, in fretta e furia, all’asta, sperando in qualche progetto che lo buttasse giù per costruire al suo posto magari l’ennesimo centro commerciale. A quasi due anni da quella lettera il centro sociale è ancora lì, vuoto, addormentato, proprio come chi l’ha spedita vorrebbe le nostre vite.

Ma tutto questo non basta. Proprio in questi giorni il Comune di Perugia ha lasciato partire una lettera di ingiunzione ai danni di un compagno con la quale si pretende il pagamaneto di quasi quattordici mila euro per il mancato versamento del canone d’affitto degli ultimi anni.
Con questa ingiunzione si riproduce ancora una volta quella pratica dell’indebitamento attraverso la quale non solo non si tiene conto, ma anzi si azzera, tutta la ricchezza sociale prodotta da quello spazio, ma si tende proprio ad imporre un sistema in cui possono esistere solo esperienze allineate e conformi all’idea dominante di sicurezza e mercificazione.

Il centro sociale non è stato e non sarà mai nulla di questo. Pensiamo che le città debbano esssere altro, luoghi di incontri meticci, di libertà, in cui poter sperimentare pratiche di autorganizzazione e democrazia. E siamo sempre disposti a lottare per ottenerlo.

Di tutto ciò e di come proseguire ne discuteremo in assemblea mercoledì 2 maggio, ore 21 in via del lavoro n 29 

#ExMattatoioStoriaComune

27 Aprile 2018

DAVIDE GRASSO PRESENTA “HEVALEN”

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Davide Grasso, militante, blogger e combattente nelle fila delle Unità di Protezione del Popolo (YPG),  sarà a Perugia giovedì 3 maggio (ore 17.30) presso il Nuovo Cinema Melies (Via della Viola, 1) per presentare il suo libro “Hevalen”. 

Di seguito link e descrizione dell’evento

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PRESENTAZIONE DI HEVALEN CON L’AUTORE DAVIDE GRASSO

A un anno di distanza torniamo ad ospitare qui a Perugia il nostro amico e compagno Davide Grasso, per la presentazione del suo libro: Hevalen.
Offriamo alla città tutta questo appuntamento come momento di discussione e approfondimento sulla situazione curda e della guerra in Siria, ancora oggi all’ordine del giorno della discussione internazionale, ancor più a seguito dell’attacco per mano turca del cantone di Afrin e dei bombardamenti degli Stati Uniti di questo mese.
Davide ed altri compagni e compagne descriveranno la situazione della rivoluzione in atto nella Siria del nord, che hanno avuto modo di conoscere con la visita solidale nel 2017; quando come delegazione del network antagonista InfoAut hanno portato la propria solidarietà alle popolazioni arabe e curde nei vari cantoni autogestiti della Siria del nord.

Per quanto riguarda il libro scritto da Davide, preferiamo introdurlo, riportandone qui uno stralcio:

In origine aveva detto Bager, per spiegarmi la rivoluzione di fronte al tramonto, lo stato non esisteva. I villaggi nati in Mesopotamia erano organizzati attorno alle donne, che partorivano e allevavano i figli detenendo la centralità economica e tecnica dell’organizzazione della società. Furono i sumeri ad edificare una società fondata sull’oppressione maschile delle donne e sullo sfruttamento parassitario del loro lavoro. Cercando una giustificazione a questo ribaltamento della vita conosciuta dissero che Dio non era il tutto, ma un entità contrapposta e adirata col mondo, e si chiamarono sacerdoti. Si circondarono di guerrieri e con loro smisero di lavorare, nutrendosi del frutto del lavoro delle donne e degli altri uomini. “La città-stato fu la deviazione del fiume della storia dal suo letto millenario”. La cultura matricentrica della madre e della donna sopravvisse soltanto nei recessi delle culture popolari, condannata dai potenti: si preservò tra le figlie e le spose, tra i poveri, nei deserti e nelle campagne, sulle montagne. Quella cultura etica era nata tra il tigri e l’Eufrate, per essere poi calpestata ed emarginata. “Cultura etica?” (…)

Chiamiamo cultura etica” aveva detto Bager, “una cultura orientata alla risoluzione pratica dei problemi”. Un medico, aveva proseguito, “possiede un autorità perché sa cose che altri non sanno, e le può usare per la salute di tutti; ma se le usa per trarne un vantaggio individuale allora l’autorità, di per se benefica, si tramuta in dominio. Il dominio non ha come scopo la risoluzione dei problemi, ma la sopravvivenza parassitaria di alcuni a discapito di altri. È un modo per eludere i problemi e scansare le fatiche della vita, sollevandosi dalle proprie responsabilità. Rubare il frutto della fatica altrui è ingiustizia secondo tutte le culture del mondo, eppure è fondamento della cultura capitalistica e di quella patriarcale”. Il dominio assiro succeduto a quello romano, quello arabo e quello turco, infine quello inglese e francese, fino a quello attuale di stati uniti e Russia, non erano, disse, che successive tappe del dominio dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sulla donna, dalla città-stato antica allo stato-nazione della modernità capitalista. “Per questo l’alleanza tra le Ypg e le potenze che combattono i banditi è momentanea: noi intendiamo costruire una modernità democratica fondata sulla cultura etica; Stati uniti e Russia vogliono preservare la modernità capitalista, fondata sul parassitismo e sul furto per il beneficio apparente di una minoranza di esseri umani“. (…)

Nell’antica lingua sumera, Kur-di voleva dire uomini delle montagne. I curdi erano riusciti a sottrarsi al dominio delle città-stato trovando riparo nella natura selvaggia” aveva detto Bager alle soglie di quel tramonto. “Non abbiamo mai avuto uno stato. La cultura capitalista ci ha contaminati, ma la resistenza degli elementi etici della nostra cultura è stata rinvigorita dal partito“. (…)

Lo stato dei sumeri fu creato qui, in Mesopotamia. Da qui si è esteso al mondo. Oggi noi prendiamo qui in Mesopotamia, sulle nostre spalle il compito storico di sfidare la cultura del dominio“.

19 Aprile 2018

25 APRILE RESISTENTE – La libertà è una lotta costante

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25 aprile 2018. Giornata di lotta e socialità al Parco S.Anna di Perugia.

9 Aprile 2018

PRESSto | Warm Up

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All’interno di PRESSto – Nelle pieghe del giornalismo (qui), organizzato in collaborazione con Yabasta! Perugia e Radio Sherwood, avremo il piacere di essere in diretta con: Warm Up. Uno spazio di approfondimento dei temi affrontati durante il Festival in un’ottica territoriale, con realtà indipendenti della zona, alla ricerca di un percorso comune tra movimenti e resistenze.

Le dirette live dalla sede di Ya Basta! Perugia, situata in corso Garibaldi inizieranno il 12 Aprile e continueranno per tre giorni consecutivi con i seguenti orari:

dalle 17:00 alle 18:00 Lautoradio con “Warm Up

dalle 19:00 alle 22:00 Radio Sherwood curerà una trasmissione aperta al pubblico, che avrà tre assi tematici: le pratiche d’inchiesta nell’informazione, l’hate speech ai tempi del populismo e delle resistenze globali.

Le serate continueranno con musica dal vivo fino alle 24:00.

Tutte le dirette andranno in streaming su: https://www.sherwood.it/streaming

 

Programma:  Warm Up

 

Giovedì 12 aprile : BACK TO NATURE – percorsi di resistenze ambientali

Ospiti : Carlo Romagnoli (Medici per l’ambiente), Lucio Pala (Osservatorio BorgoGiglione), Grazia Catanuto (Mercatezio), Fabio Neri (Comitato No Inceneritore).

Parleremo di alcuni percorsi e lotte ambientali nel territorio umbro, con uno sguardo agli attuali e possibili sviluppi.

 

Venerdì 13 aprile : HATE SPEECH – il linguaggio dell’odio tra il virtuale e il reale

Ospiti : Roberta Pompili (antropologa), Alexia Papapietro (Non Una Di Meno – Perugia), Tamsir e Jankong (migranti).

Parleremo dell’odio e della sua diffusione ai tempi dei social.

 

Sabato 14 aprile : LO SPORT CHE RESISTE

Ospiti : Andrea Costantino Levote (giornalista), Daniele Felicetti e Federico Greco (blog Calcio Romantico).

Parleremo e racconteremo storie di resistenze nel mondo dello sport.

8 Aprile 2018

PRESSto | Nelle pieghe del giornalismo

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Il controllo e l’uso dei flussi di informazioni che quotidianamente passano da una parte all’altra del globo è uno dei tratti maggiormente distintivi del cosiddetto capitalismo avanzato. Il sociologo Manuel Castells, in un’opera del 2004, definiva come Età dell’informazione i nuovi paradigmi economici, sociali e culturali nati sulle macerie della società industriale. Certamente si tratta di una definizione contraddittoria e ambivalente, ma capace di rendere in maniera piena il peso dell’informazione negli assetti di potere (e contropotere) contemporanei.

Dai digital media alla televisione, dalla carta stampata alla radio, notizie, narrazioni, visioni inondano quotidianamente la vita di miliardi di persone, in maniera istantanea ma incisiva, fluida ma profonda. Da tempo gli organi di informazione hanno iniziato ad interrogarsi sull’attendibilità delle fonti, sulla sicurezza delle notizia, sul complesso fenomeno della post-verità. E così lo stesso giornalismo ha riaffermato con forza la questione etica, provando a rafforzare un codice deontologico travolto dall’impeto con cui la notizia è sempre più diventata merce e il sistema dell‘informazione terreno fondativo di nuovi dispositivi – produttivi e riproduttivi – del capitalismo.

Ma davvero il problema consiste solo nel «raccontare la verità»? Davvero una nuova deontologia del giornalismo potrà emancipare l’informazione dagli interessi delle élite, dalla sua funzione di disciplinamento e controllo sociale, dal mercato delle emozioni e dei sentimenti? Esiste ancora una barriera netta tra giornalismo mainstream e indipendente?

Sono queste le domande che si pone “PRESSto_Nelle pieghe del giornalismo”, evento organizzato dall’associazione Ya Basta! Perugia, in collaborazione con Radio Sherwood e il Progetto Lautoradio. Si tratta di un ciclo di trasmissioni radiofoniche ed eventi culturali che si svolgeranno in concomitanza della dodicesima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, più precisamente dal 12 al 14 aprile.

PressTo vuole andare oltre i temi e i dibattiti del giornalismo canonico, per proporre uno spazio di critica e riflessione sull’attualità, facendo intervenire in diretta i protagonisti del Festival, ma anche attivisti, esperti e altri ospiti.
Le dirette live dalla sede di Ya Basta! Perugia, situata in corso Garibaldi inizieranno il 12 Aprile e continueranno per tre giorni consecutivi con i seguenti orari: dalle 17:00 alle 18:00 Lautoradio con “Warm Up” declinerà i temi affrontati durante il Festival in un’ottica territoriale, dando spazio alle realtà indipendenti della zona, alla ricerca di un percorso comune tra movimenti e resistenze. Dalle 19:00 alle 22:00 Radio Sherwood curerà una trasmissione aperta al pubblico, che avrà tre assi tematici: le pratiche d’inchiesta nell’informazione, l’hate speech ai tempi del populismo e i delle resistenze globali. Le serate continueranno con musica dal vivo fino alle 24:00.

Tutte le dirette andranno in streaming su: https://www.sherwood.it/streaming

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Programma
Giovedì 12: Il valore sociale e politico dell’inchiesta giornalistica
Con: Ernesto Milanesi (Il Manifesto), Antonio Musella (Fanpage.it), Nello Trocchia (L’Espresso, Il Fatto Quotidiano, La7, Nemo), Riccardo Bottazzo (Ecomagazine.info), Federico Annibale (Il Salto), Marco Baravalle (No Grandi Navi), Egidio Giordano (Stop Biocidio).

Venerdì 13: L’hate speech nel tempo dei populismi

Con: Ernesto Milanesi (Il Manifesto), Annalisa Camilli (Internazionale), Leonardo Bianchi (Vice), Daniele Felicetti (Calcio Romantico), Stefano Bleggi (Progetto Melting Pot), Francesca Masserdotti (Polisportiva San Precario Padova), Valentina Guliodori (Ambasciata dei Diritti Marche), Gaia Righetto (Globalproject.info, dalla Polonia), Elisabetta Stracci (Non una di Meno Perugia)

Sabato 14: Conflitti e resistenze globali, dal Kurdistan all’America Latina

Con: Lorenzo Bagnoli (Il Fatto Quotidiano, Q code magazine), Karim Franceschi (combattente Ypg), Nora Cortiñas (Madres de Plaza de Mayo Línea Fundadora), Camilla Camilli (Associazione Ya Basta! Êdî Bese!).

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Gli ospiti:

Federico Annibale

giornalista de Il Salto. Da indipendente ha prodotto inchieste e fotoreportage incentrati principalmente su temi come migrazione, marginalizzazione sociale e movimenti politici, pubblicando per varie testate, anche straniere (Manifesto, Pagina99, TPI, Altreconomia, Novara Media, Deutch Welle, Dire).

Lorenzo Bagnoli

giornalista freelance e lavora a progetti di giornalismo investigativo transnazionale. Collaboratore di Q Code Magazine e Il Fatto Quotidiano, ha lavorato per il mensile E (Emergency), Linkiesta e Lettera43. Ha pubblicato il libro Lezioni di mafia (Sperling&Kupfer, 2014).

Leonardo Bianchi

news editor di Vice Italia. Ha collaborato, tra gli altri, con Internazionale e con Valigia Blu. Attualmente scrive di attualità e politica sul suo blog satirico «La privata Repubblica». Ha scritto il libro La gente. Viaggio nell’Italia del risentimento (Minimum Fax, 2017).

Stefano Bleggi

Attivista die centri sociali del Nord-Est, coordinatore del Progetto Meltingpot Europa e redattore del sito «Meltingpot.org».

Riccardo Bottazzo

direttore di EcoMagazine, piattaforma che si occupa di conflitti ambientali. È redattore di «Globalproject.info» e collaboratore di «Meltingpot.org». Ha all’attivo diversi libri tra cui Buongiorno Bosnia (2014) e Il porto dei destini sospesi (2009).

Annalisa Camilli

dal 2007 lavora a Internazionale occupandosi in particolare di America Latina e Medio Oriente. Scrive per il blog «Carta Bianca» e ha precedentemente lavorato per Rai News 24.

Camilla Camilli

laureata in antropologia, si occupa di questioni riguardanti le migrazioni e l’esperienza dell’autonomia zapatista con l’associazione Ya Basta! Êdî Bese!

Nora Cortiñas

Fin dal 1977 impegnata nella difesa dei diritti umani in Argentina. Fa parte delle Madres de Plaza de Mayo Línea Fundadora, che chiedono al governo una giusta punizione per chi, nel corso della dittatura militare (1976-1983), si è reso colpevole del sequestro, la tortura e la sparizione di 30.000 persone

Daniele Felicetti

co-fondatore del blog «Calcio Romantico», attivo dal 2011. Ha scritto con Federico Greco il libro Calcio (poco) romantico (Urbone Publishing, 2016).

Karim Franceschi

attivista dei centri sociali delle Marche e combattente nelle fila dell‘YPG. Ha scritto il libro Il combattente. Storia dell’italiano che ha difeso Kobane dall’ISIS (Rizzoli, 2016).

Francesca Masserdotti

psicologa, gioca nella squadra di volley misto della Polisportiva Sanprecario e coordina la campagna che la polisportiva sta promuovendo contro le discriminazioni di genere nello sport; sta collaborando a una ricerca sul tema promossa dall’università di Padova.

Ernesto Milanesi

cronista e collaboratore del quotidiano Il Manifesto. È autore di numerosi reportage e raccolte di articoli. Ha pubblicato, tra gli altri, Pesci in barile. Romanzo sul sistema degli eletti(Manifestolibri, 2015) e Legaland. Miti e realtà del Nord Est (Manifestolibri, 2010)

Antonio Musella

giornalista e attualmente videoreporter per Fanpage.it. È stato redattore desk di «Globalproject.info»; ha collaborato, tra gli altri, con il quotidiano Il Manifesto, la rivista Micromega e il settimanale Left. Ha pubblicato diversi libri tra cui I nuovi schiavi. Il lavoro nell’italia del Jobs act (Round Robin editrice, 2015) e Chi comanda Napoli (Castelvecchi 2012). Co-autore della recente inchiesta di Fanpage.it Bloody money, denaro insanguinato.

Elisabetta Stracci

militante tranfemminista/queer e attivista di Non una di Meno Perugia

Nello Trocchia

giornalista e collaboratore presso Il Fatto Quotidiano e l’Espresso. Ha lavorato per La7 e attualmente è inviato della trasmissione Nemo in onda su Rai2. Ha scritto Federalismo criminale (Nutrimenti. 2009) ed è coautore di La peste (Rizzoli, 2010), Roma come Napoli(Castelvecchi 2012), Io, morto per dovere (Chiarelettere, 2016).

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