13 Febbraio 2026

15 febbraio 2026: Giornata di mobilitazione territoriale

CONDIVIDI

15/02/26: Giornata di mobilitazione territoriale verso la manifestazione nazionale chiamata sabato 28/02 a Roma

Senza consenso è stupro: Blocchiamo il DDL Bongiorno che istituzionalizza la violenza sessuale.

Sta facendo discutere e indignare la proposta di modifica alla legge sulla violenza sessuale proposta dall’avvocata leghista Bongiorno.

Martedì 27 gennaio è stato approvato in Commissione Giustizia al Senato la nuova versione del DDL sulla violenza sessuale, proposta dalla senatrice della Lega Giulia Bongiorno.

Le realtà femministe, transfemministe e i centri antiviolenza stanno costruendo una giornata di mobilitazione diffusa sui territori per informare ed opporsi ad una minaccia di arretramento grave sul tema della violenza sessuale, che ancora una volta non tiene conto del problema sistemico e ribalta la responsabilità sulla soggettività che subisce la violenza.

Il 15/02 ricorre il trentennale dell’introduzione della legge sulla violenza sessuale, oggi oggetto di modifiche che incentivano di fatto la cultura dello stupro.

La cultura patriarcale insegna che la volontà della donna non è un diritto da rispettare.

Per contrastare il ddl Bongiorno nasce il collettivo ‘Consenso-scelta-libertà’, nel quale si uniscono numerose associazioni, centri antiviolenza, fondazioni, collettivi, con l’obiettivo di costruire una risposta collettiva al DDL Bongiorno e promuovere una mobilitazione diffusa per le giornate del 15 febbraio e per la manifestazione nazionale del 28 febbraio a Roma.

A Perugia la chiamata alla mobilitazione è stata accolta dalla collettiva TransfemPg, realtà che da tempo si occupa del tema della violenza di genere ed organizza incontri e reti anche verso la giornata contro la violenza patriarcale del 25 novembre.

Il 15/02 insieme al centro antiviolenza Liberamente Donna e ad altre realtà femministe e transfemministe del territorio, alle 15.30 si terrà un incontro sul Ddl presso il cinema Melies (in via della Viola,1, Perugia), alle 18.00 l’appuntamento in  Piazza IV Novembre dove si svolgerà un presidio con flashmob.

Riportiamo di seguito il comunicato di Transfem sulla giornata di mobilitazione:

“Questo DDL costituisce un attacco senza precedenti alle donne, alle persone trans e non binarie e a tuttə coloro che vivono sulla propria pelle la violenza patriarcale.

Questo DDL fa a pezzi il valore del consenso — inteso come manifestazione libera, chiara e attuale della volontà di avere un rapporto sessuale — e pretende che la persona offesa sia in grado di dimostrare in un’aula di tribunale che quella che ha subito era violenza. Con le parole del decreto, pretende che ogni persona denunciante sia capace di dimostrare il dissenso manifestato al momento dell’atto.

Dissenso significa, di fatto, assumere che i corpi siano disponibili fino a prova contraria, fino a quando non riescono a dire “no” con abbastanza forza, urlare in maniera sufficientemente udibile, mostrare lesioni sufficientemente profonde.

Non è un semplice tecnicismo giuridico, ma una scelta politica precisa, pesantemente peggiorativa dell’attuale legge contro la violenza di genere e sessuale e che calpesta la Convenzione di Istanbul, ovvero i fondamenti di ogni impianto normativo sulla violenza.

Se questo DDL diventerà legge, avrà profonde ricadute sulla materialità delle nostre vite: decidere come deve essere dimostrata una violenza sessuale significa decidere anche che cos’è violenza, chi detiene il diritto sui corpi, chi può essere credutə, chi invece viene sistematicamente protetto.

Significa aprire le porte ad una normalizzazione sempre più ampia della violenza sessuale in un contesto culturale e politico che colpevolizza le donne e le soggettività dissidenti per quello che subiscono, esercita una violenza istituzionale sempre maggiore nei confronti delle persone trans e non binarie, sdogana gli abusi  maschili e di potere ad ogni livello della società.

Significa moltiplicare la violenza secondaria che chi denuncia già oggi vive nelle aule di tribunale. Significa spingere sempre più donne e soggettività nel climax di violenza che ci consegna centinaia di femminicidi, lesbicidi e transcidi ogni anno.

Come transfemministə non possiamo permettere che questa legge venga approvata. Non accettiamo che lo Stato istituzionalizzi la violenza sessuale.

Insieme, nelle strade, nelle piazze, nelle assemblee, insieme allə nostrə amichə, abbiamo deciso di essere il grido collettivo di tutti quei “no” detti e non rispettati, ma anche di quelli che da solə non siamo riuscitə a dire.

Il consenso non è un dettaglio giuridico da definire in modo ambiguo o restrittivo: è un processo vivo, continuo, esplicito. È la possibilità concreta di dire sì, di dire no, di cambiare idea, senza paura, senza coercizione, senza ricatti. Senza dover dimostrare di aver resistito abbastanza.

Questo disegno di legge non scardina la cultura dello stupro: la rafforza. I nostri corpi diventano territori da giudicare, controllare, interpretare dall’esterno. Continua a chiedere alle persone sopravvissute di performare la violenza subita per essere credute. Continua a ignorare le condizioni materiali in cui la violenza avviene: disuguaglianze di genere, razzismo, abilismo, transfobia, precarietà, dipendenza economica.

Per noi il consenso è inseparabile dall’autodeterminazione. Non può esistere consenso dove c’è paura di perdere una casa, un lavoro, un permesso di soggiorno, cure mediche, riconoscimento. Non può esistere consenso se i nostri desideri vengono costantemente delegittimati o ipersessualizzati. Non può esistere consenso se le nostre identità vengono negate.

Non vogliamo più leggi che parlano su di noi senza parlare con noi. Non vogliamo più un sistema che interviene solo dopo la violenza, punendo, invece di prevenire, educare, trasformare. Vogliamo educazione al consenso, al desiderio, alle relazioni. Vogliamo centri antiviolenza transfemministi, accessibili, finanziati. Vogliamo ascolto, credibilità, libertà.

Il consenso non è una formula legale: è una pratica politica.

E la nostra autodeterminazione non è negoziabile.

Senza consenso è stupro.

L’unico dissenso che ci piace è quello nei confronti di questo DdL, è quello di chi vuole un mondo in cui la libertà delle donne, delle persone LGBTQIA+ e di tutte le soggettività marginalizzate non venga calpestata!

Invitiamo a partecipare numeros3 alla mobilitazione territoriale del 15 Febbraio:

-15.30 presso il Cinema Melies (casa dell’associazionismo, Via della Viola 1, Pg)

Incontro e dibattito sul decreto legge: parleremo di consenso, di vittimizzazione secondaria, di violenza patriarcale.

-18.00 Piazza IV Novembre, Perugia – Presidio e Flashmob

Scroll to top