Dodici anni quindi ed eccoci qua, con zero voglia di bilanci e tanta voglia di tirare dritto senza mediazione alcuna.
Per raccontare una storia iniziata ben dodici anni fa, solitamente si parte dal principio.
Questa volta faremo diversamente.
Il nostro è un passato che scorre verso il presente e quindi per raccontare cosa è successo dodici anni fa è più utile raccontare cosa è successo nell’ultimo mese.
“Sale piene, urne vuote”. Fare radio non è mai stato una questione di numeri, ci interessano piuttosto le sale piene. Come quando la radio si riempie per i laboratori, da poco con le/i bambine/i del doposcuola popolare di Vdl, oppure quando si sta tutt* insieme in caciara attorno al microfono durante porteaperte, oppure in rigoroso silenzio durante le registrazioni dei programmi.
C’è chi entra per la prima volta e non gli pare vero che uno spazio del genere possa esistere, c’è chi prova vergogna a parlare a un microfono e poi non lo lascia più, c’è chi vede in quel groviglio di fili (ordinato, se no in regia s’offendono) uno sbocco di creatività, una possibilità non mediata di dire quello che si vuole come si vuole.
Tutto quello che si vuole? Si.
Non serve censura quando ci si conosce si sta insieme ci si vuole bene e anche se è da poco che si frequenta la radio si capisce subito se è uno spazio che fa per te e se fa per te allora va bene quello che dici.
Lo spazio DB180 circonda proprio la radio nel senso che gli gira tutto attorno: il corridoio la sala il bagno. Capita alcune volte che per entrare in radio bisogna passare nel bel mezzo di un’assemblea affollata, oppure fra le compagne transfemministe che preparano il materiale per il corteo. Invece durante le iniziative o le proiezioni spesso è irrangiungibile perché da una parte c’è il telo e dall’altra le/i compagn* che preparano l’aperitivo di autofinanziamento e quindi pazienza non ci si entra.
Noi la distinzione materiale immateriale non l’abbiamo mai capita. La nostra radio è qualcosa da toccare, abbracciare, sentire, parlare, poi dove va e come ci va non importa. La radio come spazio fisico… è una cosa che ci raccontava anche Valerio di Radio Alice qualche anno fa, ora che ci penso.
Non siamo una riserva indiana. Il nostro è uno sguardo critico sul mondo e sulla città, quella che attraversiamo come militanti, attivist*, artist* ogni giorno; e quando non siamo troppo impegnat* nell’organizzazione delle manifestazioni/iniziative/lotte capita anche che mettiamo a disposizione lo strumento della radio per amplificare queste manifestazioni/iniziative/lotte.
Non siamo mai stat* dei buoni cronisti, ma ce ne siamo fatti una ragione.
Dodici anni quindi ed eccoci qua con zero voglia di bilanci e tanta voglia di tirare dritto senza mediazione alcuna. Lo slogan, d’altronde, è rimasto sempre quello di dodici anni fa, su quella porta sgangherata del Centro Sociale Ex Mattatoio tirata su da Diego:
Sempre dalla parte del torto.
Dal 13 al 15 marzo festeggiamo insieme con 3 giorni di appuntamenti, radio e workshop nello Spazio DB180.