POLITICA e SOCIALE

11 Aprile 2014

Iniziativa per il diritto alla mobilità e verso il 12 Aprile

Oggi, venerdì 11 Aprile, alcune attiviste e attivisti del c.s.o.a. Ex Mattatoio, del Collettivo Università Critica e dell’Ass. Yabasta!Perugia, hanno presentato pubblicamente la campagna “Abbiamo già pagato” che , partendo dal diritto alla mobilità, si collega direttamente al diritto alla città in ogni suo aspetto, sia sul piano della riappropriazione degli spazi, sia dal punto di vista dell’accessibilità ai saperi e alla cultura.

La centrale zona universitaria è stata la prima tappa della mobilitazione che si articolerà appunto, in diverse iniziative dislocate nei vari punti nevralgici della città.

La giornata è stata caratterizzata da numerosi interventi da parte degli studenti, che vanno a costituire una prima parte dell’inchiesta.

La campagna va ad inserirsi in un contesto più ampio che, anche a livello nazionale, affronta temi come il reddito, la casa e diritti per tutte e tutti.

I DIRITTI SI CONQUISTANO A SPINTA!

10 Aprile 2014

Caicocci Terra Sociale – Una custodia sociale contro le privatizzazioni

Lo scorso 14 Settembre è stato dato inizio ad un processo nato dal basso per il recupero di una tenuta agricola di proprietà della Regione Umbria, in località Caicocci (Umbertide, PG). L’occupazione è stata effettuata da parte del comitato “Caicocci Terra Sociale”, sotto forma di una pratica di custodia sociale.

Il terreno, 200 ettari di suolo agricolo comprendenti anche strutture sportive e una decina di casolari, è apparso agli occhi delle/gli appartenenti al comitato in condizioni di evidente abbandono e degrado; sono stati riscontrati danni per vandalismo, ma anche danni causati semplicemente dal passare del tempo e dalle intemperie.
E’ emersa da subito, quindi, la necessità di salvare quel terreno dalle conseguenze dell’indifferenza, che la regione gli ha per anni riservato. Indifferenza che è certamente paradossale, data la situazione di crisi economica in cui da troppo tempo viviamo.
Ed ecco l’importanza che l’occupazione della tenuta può assumere in questo contesto, come ricchiezza da sfruttare per l’interesse della collettività, magari quale fonte di reddito per chi, come molti degli abitanti delle zone limitrofe, si sia trovato improvvisamente senza lavoro. Da qui l’idea di far gestire “la terra a chi non lavora”. Questa è stata la proposta avanzata fin dall’inizio dal comitato ed essa ne rappresenta il principale obbiettivo.

Oggi i campi di Caicocci sono di nuovo coltivati, il forno è stato riacceso, le case sono state riaperte, si tengono assemblee, e si sta allestendo una libreria. Insomma, è stata ridata vita al posto.

Come era prevedibile, c’è però anche chi ostacola questa possibilità di riutilizzo a fini sociali; c’è purtroppo chi vorrebbe bloccare il lavoro che sta ridando vita al podere.

Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani, del gruppo Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale, il 28 Marzo ha presentato alla giunta una mozione affinché si agisca in qualche maniera nei confronti del comitato. Per lui, infatti, sarebbe opportuno che la Regione avanzasse un’azione petitoria di rivendicazione del terreno, perché possa tornare ad essere un suolo abbandonato e sottratto al pubblico interesse della popolazione. Il consigliere vorrebbe il mantenimento dello status quo, per paura, forse, che dei semplici cittadini “pretendano” di dire di aver trovato un modo per usufruire di una risorsa a scopo sociale, quando chi è stato delegato proprio a tale compito non vuole assolutamente agire in questo senso.

Ma a cosa, o a chi, serve veramente che una tenuta demaniale venga lasciata al totale abbandono?

Già in altri casi si è assistito e si assiste a situazioni in cui le istituzioni tendano a portare al degrado una zona del Demanio, a discapito di molti, soltanto per facilitarne la successiva vendita a privati a prezzi bassissimi, quindi a beneficio di pochi. Solo per fare un esempio si veda come si stia attuando una tale strategia nei confronti dell’Isola Polvese, caso di cui si sta parlando in questi giorni anche nei giornali locali. Anni di lassismo da parte della gestione pubblica ad altro non sono serviti che a giustificare la presunta necessità di vendere a privati un bene appartenente a tutta la popolazione.

la terra è un bene comune

L’azione portata avanti dal comitato Caicocci Terra Sociale, al grido di “nè a Caicocci nè altrove. La terra non si vende, si vive e si difende“, vuole impedire che il processo di privatizzazione delle terre demaniali diventi ancora più diffuso, e vuole invece far sì che queste vengano effettivamente utilizzate ai fini sociali a cui sono preposte. Massima solidarietà quindi per chi lotta perché la Terra sia una ricchezza per tutte/i, per chi la lavora rispettandola e non la vede come un oggetto da comprare o vendere, ma come un bene comune che venga gestito nell’interesse della collettività.

A chiunque sia interessato ad approfondire questi temi, in occasione della Giornata Globale delle Lotte Contadine, il comitato, insieme a Genuino Clandestino Umbria, rivolgono un invito a partecipare e assistere alle attività che si svolgeranno il 13 Aprile prossimo all’interno della tenuta di Caicocci. La giornata rappresenterà un interessantissimo momento che sarà allo stesso tempo di aggregazione e di sensibilizzazione riguardo l’importanza del posto. Saranno svolti: due workshop, sull’utilizzo collettivo della terra e sul ciclo corto; uno spettacolo teatrale, a cura del Teatro Contadino di Firenze; e ci sarà anche musica dal vivo.

azz-zappa che giornata

Comitato Caicocci Terra Sociale – Facebookhttps://www.facebook.com/pages/Caicocci-Terra-Sociale/212452918878828?fref=ts

AZZappa che giornata! – Evento: https://www.facebook.com/events/305400412947659/?ref_newsfeed_story_type=regular

L.F.

1 Aprile 2014

STARE IN BUONA SALUTE.

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L’opuscolo con le informazioni utili.

29 Marzo 2014

Siamo Ponte Solidale! All’insegna dell’economia solidale.

Il 28 ottobre del 2008 è stata fondata la cooperativa sociale “Ponte Solidale”, per promuovere, diffondere e consolidare l’economia solidale, partendo dal territorio di Ponte San Giovanni; dal 4 dicembre è stata aperta la bottega a Ponte San Giovanni: un cammino carico di significati che abbiamo definito fin dall’inizio “progetto”, non a caso; e fin dall’inizio abbiamo dato valore alla partecipazione dei tanti che hanno dato un contributo prezioso allo sviluppo ed al consolidamento.
Ad oggi la cooperativa conta 110 soci di cui: una socia lavoratrice part time con contratto a tempo indeterminato e due associazioni.
Dal 2012 la cooperativa è socia di Agices e contestualmente è entrata a far parte del Registro Regionale delle organizzazioni di commercio equo e solidale.
Siamo nati in un contesto economico di certo non favorevole, ma la nostra energia e la nostra determinazione ci hanno permesso di difendere questo progetto di economia solidale sul territorio delle periferie; la nostra scelta di essere una cooperativa di commercio equo e solidale ha rappresentato il punto d’incontro tra la passione dei singoli e l’organizzazione del gruppo, trasformando l’ideale politico e il bisogno di partecipazione in un luogo vivo e concreto, un “ponte solidale che collega le rive, che unisce e non separa, un’opera edilizia cordiale”.

A tutto ciò si accompagna la forte attività di promozione sul territorio, sia con azioni commerciali (con i prodotti di commercio equo delle varie organizzazioni individuate come fornitori, con prodotti di cooperazione sociale e con libri di diverse realtà di editoria interculturale), sia con iniziative di sensibilizzazione, che afferiscono all’intero mondo dell’economia solidale e del consumo critico (tra cui ricordiamo le iniziative con l’associazione Tolbà, l’incontro con le produttrici dell’Argentina e della Palestina, la raccolta di tappi di sughero per Artimestieri,  cooperativa sociale che promuove la bioedilizia).

Collaboriamo con numerose centrali di commercio equo (tra le principali, CTM Altromercato, LiberoMondo, Altraqualità), con botteghe che importano e distribuiscono prodotti (tra le principali Vagamondi, Ravinala, Macondo), con realtà dell’editoria interculturale (Altreconomia, Sinnos, Carthusia, AAM Terra Nuova e Tolbà) e dell’economia solidale (tra le principali Focus e Madre Terra).

L’ampia scelta di prodotti è per garantire una diffusione e conoscenza più ampia possibile di progetti interessanti e per un rafforzamento reciproco delle varie realtà dell’economia solidale.

Significative in questo senso anche le diverse collaborazioni messe in piedi, sia a livello cittadino che di quartiere, per tessere quella rete che da sempre abbiamo ritenuto linfa vitale per il nostro progetto.

Il 2010 è stato anche l’anno in cui, pur nell’esiguità delle forze, ma nel convincimento del significato ed importanza di tali iniziative, abbiamo promosso con il Cesvol un interessante (oltre che partecipato e di altissimo livello) percorso di formazione sul commercio equo e, grazie all’operato di alcuni soci e sostenitori, si sono realizzati alcuni interventi sul tema dell’intercultura in biblioteche e scuole.

Con l’iscrizione ad Agices e al Registro regionale degli operatori del COMES ai sensi della L.R. n. 3/2007, abbiamo presentato tre progetti per le scuole (con la scuola media e la scuola per adulti migranti di Ponte San Giovanni e con il carcere di Capanne), la cui realizzazione si completerà nel 2014.

In questo panorama, si stagliano fin dall’inizio alcuni importanti progetti e collaborazioni.

Abbiamo fatto ripartire il progetto banane in Umbria, che ha rappresentato un ottimo aggancio di collaborazione con diversi gruppi d’acquisto oltre a movimentare positivamente le vendite in Bottega e ai Mercati.

Abbiamo iniziato a collaborare, con fornitura di prodotti e incontri di informazione, con diversi gruppi d’acquisto (G.A.S.) e con il G.O.D.O. di Aiab Umbria.

Abbiamo in particolare proseguito, raccogliendo una loro proposta, il percorso di collaborazione intrapreso negli anni precedenti con il gruppo famiglia di Bastia Umbra, in carico alla cooperativa Asad, in particolare con l’associazione “InclusoMe”, che ha portato a svariati progetti fatti insieme, su tutti la possibilità per una ragazza del gruppo di svolgere un attività formativa, accompagnata e supportata, nelle attività della cooperativa (progetto ad oggi ancora in corso).

Ad oggi questo tipo di collaborazione si è stretto anche con la fondazione AURAP.

In ultimo, ma speciale per noi, abbiamo promosso il progetto “Donne di Palestina”, finanziato in parte dalla Tavola Valdese – Ufficio Otto per Mille (e poi riproposto in altre forme, per una sua prosecuzione), passaggio determinante per la crescita di “Ponte Solidale”: riteniamo un punto di forza e di onore essere riusciti a convogliare energie e motivazioni nel supportare un progetto già esistente di commercio equo e solidale (le donne di Aowa, produttrici di sapone), contribuendo (nella progettazione e nell’esecuzione) ad un suo sviluppo e possibile crescita ed implementazione.

Il progetto “Donne di Palestina” che nel 2010 è partito e si è sviluppato, grazie ai due viaggi da noi compiuti, si è concretizzato nei primi 4000 saponi e 3000 tris di saponette che nel marzo 2011 in tutte le botteghe d’Italia sono stati messi a disposizione dei tanti “consumatori” che ancora amano coniugare acquisto e scelta consapevole.

Tra le tante iniziative di questi anni, infine, vogliamo ricordarne tre in particolare, per la forte valenza equo-politica: l’azione di coordinamento regionale per il prefinanziamento del caffè Tatawelo (che ci ha visto capofila di un gruppo, con 3 gas della regione, il Circolo Amerindiano, TerraFuoriMercato e 3 locali bio-equi del nostro territorio, nel sostenere il progetto di produzione del caffè nel Chiapas insieme all’associazione Tatawelo di Firenze), la partecipazione alla campagna di obbedienza civile sull’acqua pubblica (cui abbiamo aderito come cooperativa insieme ad una trentina di altri cittadini, contestando ad Umbra Acque la non applicazione del recente referendum sull’acqua) e la partecipazione attiva ad alcuni incontri della costituenda rete Distretto Economia Solidale.

Significative attualmente la rete intessuta che ci vede soci come cooperativa dell’Associazione Terra Fuori Mercato, dell’Associazione La Rabatta, siamo parte attiva del progetto “L’autoradio” e ci teniamo a sottolineare il partenariato stretto con FELCOS Umbria di cui siamo diventati ufficiali collaboratori, condividendone obiettivi e metodologie.
Dove ci trovate, ovvero passate a troverci in bottega!
Ponte Solidale s.c.s. Bottega del Mondo
via San Bartolomeo 50 – 06135 Perugia Ponte San Giovanni
075-393097 – bottega@pontesolidale.org

pagina facebook presente!

29 Marzo 2014

ABBIAMO GIA’ PAGATO

ABBIAMO GIA PAGATO2Umbria Mobilità non è più ufficialmente un’azienda in mano ai soci pubblici della regione. Questo è quanto affermava Umbria24 agli inizi di marzo, dopo l’ok dell’Antitrust che ne sanciva il passaggio del 70% a Busitalia (ovvero alla società del gruppo Trenitalia), con la prospettiva che il restante 30% venisse definitivamente venduto entro luglio.

Già nel 2010 la società umbra aumentava le tariffe dei biglietti da un euro a un euro e cinquanta, riduceva i servizi su gomma e su rotaia, avviava trasferimenti non concordati dei dipendenti e attuava subito una parcellizzazione dello stipendio del personale, per far fronte ad un debito che ad agosto 2013 ammontava a circa otto milioni.

Ad oggi ciò che si prospetta, secondo i giornali locali, sembrerebbe essere un ulteriore stravolgimento del piano urbano della mobilità (riduzione di ulteriori corse), ma soprattutto l’ipotesi di un aumento tariffario del biglietto, considerato già tra i più alti d’Italia.

Questa situazione, che si riversa totalmente su tutte e tutti coloro che attraversano e vivono quotidianamente la città, non è più accettabile.

La mobilità è un diritto fondamentale che si traduce nel garantire la possibilità a tutte le persone di spostarsi liberamente, senza limitazioni o barriere di ordine economico rappresentate dai costi dei trasporti. Questo si colloca immediatamente in uno scenario politico dove indispensabile è l’esigenza di riappropriarsi del diritto a vivere la città in ogni suo aspetto, sia su un piano di produzione culturale e politica, sia inteso come costruzione di momenti di socialità e di riqualificazione degli spazi.

Cosi come indispensabile e centrale è il diritto alla casa, altro fattore determinante per garantire dignità e stabilità alla vita di ogni persona. Diritto, quello all’abitare, che si colloca in piena continuità con la necessità di rivalutare il concetto del “vivere urbano” e che, se non riconosciuto, diviene ulteriore elemento dell’aggravarsi della condizione precaria a cui siamo costretti.

La precarietà, appunto, intesa come condizione esistenziale e non solo lavorativa, a cui ci hanno condotto anni di politiche d’austerity (dettate dall’Unione Europea e dalla Troika), erode sempre più i nostri diritti e in generale la possibilità per ognuno di poter progettare in maniera libera ed autonoma la propria vita.

Ed e’ per questo che il reddito rappresenta l’unica forma di Welfare State possibile adatta a contrastare le attuali forme della produzione. Quando si parla di reddito, non solo si parla dell’erogazione di una liquidità economica sganciata dalla prestazione lavorativa e capace di fornire all’individuo la capacità contrattuale necessaria per affrontare il mondo del lavoro, ma ci si riferisce anche ad una forma indiretta e quindi ad una maggiore qualità e accessibilità ai servizi.

Reddito, diritti, nuovo welfare, saranno inoltre al centro delle mobilitazioni e delle lotte che, sin dalle prossime settimane, costruiranno la manifestazione del 12 aprile e la successiva contestazione al vertice europeo sulla disoccupazione giovanile previsto a luglio.

Con questo spirito lanciamo la campagna “ABBIAMO GIA’ PAGATO“, partendo proprio dal nostro territorio e nella fattispecie dalla mobilità.

Non saremo noi a pagare la vostra crisi…noi ABBIAMO GIA’ PAGATO!

Per CASA – REDDITO – DIGNITA’

I diritti si conquistano a spinta!!!”

c.s.o.a. Ex Mattatoio – Collettivo Università Critica – Yabasta! Perugia

evento fb :qui

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