Autore: Lautoradio

17 Aprile 2014

Palestina – Campagna per la liberazione dei prigionieri

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Giornata internazionale per la libertà dei prigionieri palestinesi

15 Aprile 2014

CONTRACCEZIONE

Sai quali sono i principali metodi contraccettivi?

Quali sono i pro e i contro?

E soprattutto, se e quando ci proteggono dalle malattie sessualmente trasmissibili (MST)?

Andiamo a vederli nel dettaglio:

IL PROFILATTICO

fem cond

E’ l’unico che ti protegge da due rischi: gravidanza e malattie sessualmente trasmissibili (MST) e va utilizzato fin dall’inizio del rapporto. A parte il comune condom,
non tutt@ conoscono il femidom,preservativo femminile, molto utilizzato all’estero e poco diffuso in Italia.

LA PILLOLA

pillola

Quando parliamo di pillola intendiamo comunemente un farmaco da assumere per via orale (per bocca) contenente l’associazione di due ormoni che inibiscono l’ovulazione impedendo cioè la formazione dell’ovulo da fecondare. L’utilizzo della pillola ha anche altri vantaggi: regolarizza il ciclo metruale e riduce il dolore. Ricorda che la pillola non protegge dalle MST, quindi il suo utilizzo va associato a quello del preservativo, così come per tutti i metodi contraccettivi a seguire.

IL CEROTTO

Il cerotto contraccettivo (EVRA) può essere paragonato come funzionamento alla “pillola”. E’ caratterizzato dal rilascio lento del principio attivo attraverso la cute ed è più comodo perché prevede la somministrazione degli ormoni settimanale e non giornaliera. Per questo va posizionato sul corpo e cambiato di settimana in settimana.

L’ ANELLO VAGINALE

anello

L’anello vaginale (NUVA-RING) è una nuova forma di contraccezione ormonale. Un piccolo anello morbido viene inserito autonomamente in profondità in vagina, per restarvi 21 giorni. Ha gli stessi vantaggi contraccettivi della pillola e del cerotto.

LA SPIRALE

E’ uno strumento contraccettivo e intercettivo; esso impedisce la fecondazione, oppure, laddove questa sia eventualmente avvenuta, ostacola secondariamente l’annidamento dell’embrione nell’utero. Non puoi inserirla autonomamente ma va fatto dal/la ginecologo/a, la sua durata varia dai 3 ai 5 anni.

IL DIAFRAMMA

diaframma

Il diaframma è un metodo contraccettivo a barriera. È una piccola semisfera di gomma soffice con un anello flessibile in gomma a forma di “O” nel bordo che va riempito con uno spermicida (una sostanza che uccide o inibisce gli spermatozoi) prima di inserirlo nella vagina per creare una barriera davanti alla cervice uterina (l’apertura dell’utero), e dunque per evitare che gli spermatozoi vi penetrino. Il diaframma ha una tasso di fallimento molto elevato.

14 Aprile 2014

Sonico Blog – Pixies “Indie Cindy”

Pixies_indie_cindy
Pixies
Indie Cindy
2014 (    Pixiesmusic, PIAS)
Dopo un’attesa durata 23 anni riecco di nuovo in pista la band statunitense con un album studio che raccoglie i brani dei tre ep pubblicati da settembre dello scorso anno (EP1,EP2 e EP3). Dall’ultimo studio album, Trompe Le Monde (1991), troviamo diverse sorprese e altrettante conferme: la band è orfana della storica bassista Kim Deal, impegnata in un progetto solista, che viene sostituita da Paz Lenchantin. La produzione è invece affidata nuovamente a Gil Norton che oltre a Trompe Le Monde produsse anche Doolittle (1989) e Bossanova (1990). Apre le danze un’energica “What Goes Boom” , un concentrato di chitarre acide infarcite di armonici distorti e riff serrati che ricordano vagamente atmosfere anni ’90. Le atmosfere si rilassano decisamente con “Greens And Blues” che mostra una certa anima pop decisamente accattivante. E’ adesso il momento della title track “Indie Cindy” che alterna  strofe parlate a bridge e ritornello morbidi e malinconici. La tracklist continua con “Bagboy” dove compaiono i primi inserti elettronici che arricchisco bene il sound fin troppo riconoscibile della band. Si prosegue con “Magdalena 318”, una ballata dai toni energici ma al contempo delicati. Atmosfere decisamente più cupe arrivano con “Silver Snail” caratterizzata dall’abbondante reverbero sulla voce del grande Black Francis. Tinte decisamente più grintose si scatenano con “Blue Eyed Hexe” grazie alla spinta di chitarre dai riff granitici e una linea vocale quasi hard rock. Ritornano le chitarre acustiche in “Ring The Bell” e ritorna un atmosfera decisamente più scanzonata e docile. Melodie pacate anche in “Another Toe in the Ocean” che però non aggiunge niente di nuovo o di particolare al disco. E adesso si palesa un piccolo viaggio spaziale con “Andro Queen”, storia d’amore intergalattica dai suoni garbati ed evocativi. Si prosegue con “Snakes”, pezzo dalle tinte che alternano sfumature punk a tratti quasi “dance” e si conclude con “Jaime Bravo” che cita l’omonimo toreador conosciuto anche per le sue relazioni amorose hollywoodiane. In conclusione l’album si presta ad un ascolto molto easy senza nulla togliere alla qualità al quale Francis & Co. ci hanno abituati ma senza neanche particolari stravolgimenti o sperimentalismi che una così lunga attesa fa ben sperare.
Do.C.

13 Aprile 2014

Click. Polizia

Sono arrivati i Siriani. Sono arrivati l’altro giorno. Andiamo in tre, per vedere come stanno, per parlare con loro.
Appena arriviamo li troviamo seduti. Parlavano tra loro. Chi fumava, chi sorseggiava un caffè.
Qualcuno parlava inglese.
Ero curioso. Volevo sapere della Siria, della guerra. Ma volevo saperlo da loro, non da internet.
“Chiediamo come e’ adesso la situazione in Siria” – dico all’operatrice.
La loro risposta è secca: “Bombs!”
Ed uno mima con la mano un aereo.
Vorremmo fare qualcosa per loro. Ero lì per dare informazioni legali.
“Sono un avvocato. Posso darvi informazioni sulla legge italiana. Sul diritto d’asilo. Se volete ascoltare, state pure qui.”
Ringraziano sorridenti.
Uno dice di essere Curdo e di venire da Damasco. E’ più grande degli altri. Dimostra circa quaranta anni. Veste una tuta nera ed ha ciabatte ai piedi.

Mi siedo su una piccola panca di ferro.
Il signore curdo si avvicina. Capisco che vuole parlare, e lo invito a sedere accanto a me.
Non parla inglese. Solo curdo ed arabo. Ma quel giorno non c’è l’interprete arabo.
Prende il suo cellulare e mi fa vedere un video.
Si vede una strada con cumuli di macerie e case distrutte ai lati.
“Damasco!” – mi dice.
Poi ferma il video su una immagine.
Con il gesto della mano mi fa intendere “mia”.
Capisco che si trattava della sua casa. Erano le macerie di casa sua.
Era un video che io vedevo su un cellulare. Ma il fatto che lo avesse filmato lui stesso mi dava un senso di realtà immenso. Quasi di paura. Mi sembrava di essere con lui in mezzo alle macerie, sotto i bombardamenti.
Faccio un’espressione di dispiacere. Forse stupida.
Ma non sapevo cosa dire. Ed anche sapendolo, non mi avrebbe capito. Parlava solo arabo.

Poi mi fa vedere una foto. Era una anziana signora con un velo che le copriva il capo.
Mi dice: “Mamma”. Conosceva questa parola italiana. E’ una parola così bella che dovremmo conoscerla in tutte le lingue del mondo.
Poi con il dito indice mima il grilletto di una pistola e mi dice: “Click. Polizia”.
E si tocca tre punti del petto.
La polizia siriana aveva ucciso sua madre. Le avevano sparato tre colpi in petto.

Continua a scorrere i file che aveva sul suo cellulare.
La foto di due bambini. Piccoli. Una bambina di circa quattro anni ed un bambino di circa sei.
Belli. Sorridenti. Ben vestiti e mano nella mano.
A gesti mi fa capire che sono i suoi figli e poi, sempre a gesti e con l’espressione del viso, mi dice che non ha informazioni su di loro. Non sa dove siano e se siano ancora vivi.

Rifaccio una espressione di dispiacere. Che sarà sembrata stupida.
Maledico gli ostacoli linguistici che ci separavano.
E mi metto a pensare.
Tante cose.
La prima cosa che mi è venuta in mente sono le foto degli ebrei deportati ad Auschwitz.
Durante rastrellamenti e retate cercavano di salvare e portare con se’ le foto dei familiari. Le foto sono il passato ed il presente, sono la vita.
Oggi le foto sono nella memoria di un cellulare.
Ma il dramma è identico: la guerra, la fuga, la morte.

11 Aprile 2014

Iniziativa per il diritto alla mobilità e verso il 12 Aprile

Oggi, venerdì 11 Aprile, alcune attiviste e attivisti del c.s.o.a. Ex Mattatoio, del Collettivo Università Critica e dell’Ass. Yabasta!Perugia, hanno presentato pubblicamente la campagna “Abbiamo già pagato” che , partendo dal diritto alla mobilità, si collega direttamente al diritto alla città in ogni suo aspetto, sia sul piano della riappropriazione degli spazi, sia dal punto di vista dell’accessibilità ai saperi e alla cultura.

La centrale zona universitaria è stata la prima tappa della mobilitazione che si articolerà appunto, in diverse iniziative dislocate nei vari punti nevralgici della città.

La giornata è stata caratterizzata da numerosi interventi da parte degli studenti, che vanno a costituire una prima parte dell’inchiesta.

La campagna va ad inserirsi in un contesto più ampio che, anche a livello nazionale, affronta temi come il reddito, la casa e diritti per tutte e tutti.

I DIRITTI SI CONQUISTANO A SPINTA!

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