Autore: Lautoradio

10 Dicembre 2014

Currè curre guagliò

currecurreCurre curre guagliò, storie dei 99 Posse è una biografia atipica perché non focalizza l’attenzione solo sulle vicende del gruppo, proponendo la consueta carrellata di dischi e concerti, ma le utilizza per raccontare l’Italia, soprattutto Napoli.
Un viaggio attraverso gli occhi di ragazzini cresciuti in fretta in quei quartieri popolari, in quei paesi dell’hinterland, dove si affacciano alla vita, si innamorano della musica e della politica.
Quei ragazzini sono Luca ‘o Zulù, Massimo Jrm, Marco Messina e Sacha Ricci e di quelli che condividono pezzi di strada del loro cammino, come Meg, i Bisca e Sergio Maglietta, Speaker Cenzou e Valerio Jovine, Rosario Dello Iacovo e Diego Magnetta.

La base di partenza è il centro sociale Officina 99, l’anno il 1991, quando una band nata quasi per caso – con un forte imprinting politico – inizia il percorso che la porterà a diventare fenomeno mediatico e campione di vendite. Curre curre guagliò è anche la storia degli ultimi decenni, vista dalla prospettiva di tutti i protagonisti: ci sono gli anni settanta e gli echi della rivolta; gli ottanta, con la sconfitta del sogno rivoluzionario e la Resistenza sotterranea; il punk, le prime esperienze all’estero, gli squat di Londra, il vecchio Leoncavallo, il Tienament di Soccavo. Ci sono gli autonomi e gli anarchici, i comunisti e gli operai, i disoccupati, il movimento per la casa e gli squatter, le posse, la Pantera e Officina 99, i No Global e la Terra dei Fuochi.
C’è l’impegno internazionalista in Palestina, in Medio Oriente e in Chiapas.
Ci sono Genova 2001 e Carlo Giuliani. Sempre come parte di quella voce collettiva che contesta i potenti della Terra.
Un’opera corale, dove in certi casi si fa fatica a ricordare tutti quelli coinvolti, quelli che si sono persi per strada, quelli che non ci sono più, perché tutti insieme sono davvero tante e tanti.

– H 18.00 Presentazione del libro con l’autore Rosario Dello Iacovo

– A SEGUIRE Apericena

– H 22.00 Dj Set con ‘O Zulù

zulu11di

3 Dicembre 2014

Fermate le rotative! Anzi no.

Con questo articolo dal titolo molto oscuro vorrei parlare del centro sociale e della sua situazione attuale, dell’essere sotto sgombero e delle iniziative che si svolgono dentro quel luogo.

Innanzitutto il titolo, “fermate le rotative” era il grido con il quale si chiedeva di fermare le macchine che stampavano i giornali, le rotative appunto, perché era arrivata in redazione una notizia che doveva assolutamente essere pubblicata, anche a costo di interrompere la stampa del giornale e di ritardarne così l’uscita. Ora non è proprio la stessa situazione, non si tratta di un giornale cartaceo e non è una notizia dell’ultim’ora, però la tentazione di urlare ai quattro venti “fermi tutti vogliono sgomberare il C.S.O.A. Ex mattatoio” e concentrare su questo tutta l’attività c’è tutta, non che non vada fatto è solo che, pensandoci bene, si deve aggiungere alle attività che svolgiamo periodicamente al centro sociale.

E’ giusto porre l’attenzione sul fatto che ci vogliono togliere uno spazio fisico, ma è altrettanto importante continuare con l’attività politica perché è proprio quella che vogliono colpire, quindi ecco la nostra agenda ad oggi fino al 20 Dicembre.

Lautoradio: Il progetto continua a gonfie vele, dopo aver registrato il secondo podcast in settimana ci sarà il terzo a cura dei ragazz@ del collettivo universitario. Proseguono poi le varie rubriche e, udite udite, abbiamo vinto un altro bando dal titolo “i giovani muovono l’Europa” che ci permetterà di presentare il progetto a Siviglia insieme ad altri provenienti dai paesi del sud Europa come Spagna, Portogallo e Francia. Progetti, Europa vi viene in mente qualcosa?

Sciopero Sociale: Continua il laboratorio assieme ad altre realtà cittadine sullo sciopero sociale dopo la grande giornata del 14 Novembre, venerdì 5 al centro sociale ci sarà uno spazio dedicato alle video interviste ed un focus group sull’università.

Centro sociale: Calendario fitto anche in questo caso si inizia domenica 7 Dicembre con la serata metal omaggio a Dimebag Darrell, poi giovedi 11 presentazione del libro “Curre curre guagliò. Storia dei 99 Posse” con l’autore Rosario dello Iacovo e a seguire Dj set con ‘O Zulù. Per finire, sabato 20 festival stoner con gli Zippo stoner da Pescara.

Sgombero: Oggi doppio appuntamento ore 18.00 incontro con gli assessori Bertinelli e Wagué rispettivamente al bilancio e alle attività giovanili, poi alle 20.30 assemblea pubblica “la città che vogliamo” presso il centro sociale e venerdì 5 aspettando il messo comunale tutto il giorno dalla mattina fino a sera attività varie presso il centro sociale.

Questo è solo un piccolo assaggio di quello che facciamo o che faremo e, tanto per rimanere in tema con i 99 Posse, vogliamo ricordare a tutti guai a chi ci tocca!

Il Presidente

29 Novembre 2014

“SPENDI SPANDI SPANDI SPENDI EFFENDI”

Evidentemente alla “giunta civica” a guida Romizi piace Rino Gaetano, anche se è di sinistra. In effetti, però, con una piccola rivisitazione, seguendo i principi di questa “giunta civica”, il testo verrebbe più o meno così “SPENDI SPENDI SPENDI SPENDI E VENDI”.

Certo il contenuto è un po’ misero, ma perfettamente fedele alla linea di “governo”: una miseria!

Sei mesi in cui si è discusso e polemizzato, ma in cui ben poco si è fatto. La scusa è il retaggio della vecchia amministrazione. Quante volte l’abbiamo sentita questa. L’unica cosa che pare interessare davvero a questa amministrazione è “fare cassa”.

A discapito di cosa e di chi non importa!

Assistiamo al rimpallo tra i vari assessorati per ogni questione, ma alla fine della matassa il nodo è sempre quello: i soldi! Tutto si riduce a una questione economica, a far quadrare il bilancio, a trovare strade per riempire le tasche del comune.

Allora qual è la soluzione??? VENDERE!

Si vendono immobili, lavatoi, terreni agricoli, case, cantine, bugigattoli, strade, fontane, porte, finestre, colonne…e si vende il Centro Sociale Ex Mattatoio.

Bisogna fare cassa, bisogna risolvere il problema di bilancio. Quante volte l’abbiamo sentito questi giorni. Questa isterica richiesta di aiuto per risanare le tasche del Comune. Ma noi non siamo tecnici, non siamo economisti, e non siamo nemmeno pagati per trovare una soluzione. Ma sicuramente non possiamo accettare che la soluzione di tutto sia legata a una mera questione di soldi. La socialità, la cultura, la sanità, la mobilità, i servizi, i diritti, ecc…, affrontati come una qualunque operazione matematica il cui unico fine è far tornare i conti!

Quello che in questi giorni abbiamo denunciato rispetto alla decisione di sgomberare il centro sociale Ex Mattatoio e mettere in vendita i locali che lo ospita è solo l’inizio di una lunga serie di azioni che questa amministrazione “civica” sta mettendo e metterà in atto.

Quanto ci metteranno ad andare a battere cassa alle varie associazioni, alle varie realtà che in un modo o nell’altro hanno contribuito a rendere questa città vivibile e viva, riuscendo in poco tempo a raggiungere risultati che anni e anni di amministrazioni di diversa guardia non sono riuscite ad ottenere.

Già l’assessor Camicia, dietro la nobile causa della spending review, aveva detto “Basta concedere gli spazi del comune in comodato d’uso gratuito alle associazioni”. Adesso siamo andati oltre: non solo non vengono concesse, ma vengono anche sottratte.

E intanto si discute del senso unico in via Baglioni, dell’obbrobrioso segnale stradale messo alla fine di Corso Vannucci, obbrobrio che secondo il consigliere Monni “neanche in Burkina Faso si sarebbero mai sognati di utilizzare”. E fa scalpore il segnale stradale, non quello che un consigliere regionale si permette di dire, di un razzismo e una povertà senza eguali.

Si discute di una riqualificazione del centro storico e delle periferie, ma la soluzione non può essere semplicemente il “piano Natale” con mercatini e sconti per i parcheggi, né tanto meno può bastare la cenetta all’Ottagono con lo scopo di “salvare” il quartiere Fontivegge.

Assistiamo alla totale assenza di una visione politica e sociale che coinvolge l’intera città. Si va avanti a singhiozzi, le uniche misure immediate sono quelle di restrizione.

Neppure le pungenti critiche dei commissari europei a giustificare la figuraccia fatta per la candidatura a capitale europea della cultura e capitale europea dei giovani servono a smuovere questa amministrazione.

Lo abbiamo urlato a squarciagola nelle piazze e nelle strade dal 2009: “NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO”.

Lo ribadiamo adesso: far quadrare il bilancio non può andare a discapito della città! Non pagheremo noi la vostra crisi!

Non basta il continuo taglio di servizi; oltre il danno la beffa: 3 euro l’ora che il Comune chiede alle associazioni che utilizzano i locali scolastici per offrire vari servizi, gravano sulle tasche delle famiglie e delle stesse associazioni.

Invece, mettiamo a bilancio le multe fatte per accattonaggio, chiudiamo il minimetrò andando a penalizzare ancora di più un servizio pubblico (che di pubblico ha ben poco) di mobilità (che di mobilità ha ben poco) che ha già delle falle incolmabili.

Non è questa LA CITTA’ CHE VOGLIAMO!

Di questo e molto altro parliamone MERCOLEDI’ 3 DICEMBRE ore 20.30 al CSOA Ex Mattatoio.

#Riprendiamoci la città!

#ExM15

#EXM15
28 Novembre 2014

L’autunno del fumetto

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#8 – La locanda alla fine dei mondi

21 Novembre 2014

Muri e ponti

L’idea di fondo di questo articolo mi è venuta questa estate dopo che il prete del mio paese aveva fatto chiudere con della rete alta più di due metri l’accesso al parco vicino casa e di proprietà della chiesa, con la scusa che durante la notte la gente arrivava e faceva baldoria, troppa secondo lui, e ne aveva abbastanza delle lamentele della gente. Inorridì subito, e già pensavo alle iniziative di sabotaggio, ma non vivendo più in quel piccolo paese di provincia mi resi conto dell’inutilità del gesto e lasciai perdere.
Il tutto mi è ritornato in mente pochi giorni fa quando su tutti i media si è celebrato l’anniversario della caduta del muro di Berlino e con esso di tutto il Socialismo Reale. Le celebrazioni si sono soffermate sull’importanza della libertà e su come questa possa essere garantita solo da quello che una volta era il blocco occidentale e dal suo modello economico, il capitalismo.
Parafrasando qualcuno di famoso si potrebbe dire però che non tutti i muri sono uguali, infatti sembra che non tutti i muri siano da abbattere, prendiamo ad esempio quello in Palestina, nonostante violi il diritto internazionale e nonostante il parere negativo delle nazioni unite la sua costruzione è continuata nel tempo fino al suo completamento. Va fatto notare inoltre che non ha solo funzioni divisorie ma è anche stato un utile strumento per rubare altre terre ai Palestinesi, considerando che solo una parte è costruito sul confine, mentre il restante è ben aldilà della famosa linea verde e che guarda caso queste sono le terre più fertili.
A questo mondo di divieti, recinti e muri noi non ci arrendiamo e cerchiamo ogni giorno di cambiarlo, come? Semplice con i Ponti. Questi sono sempre stati il simbolo dell’incontro e dell’apertura verso l’altro, e non è un caso se nella nostra attività lavorativa o nelle nostre pratiche di movimento collaboriamo con “Un ponte per…” o con il “Ponte solidale”. Ponti che ci permettono di costruire legami con altri individui e, visti i tempi, non è certo poco.

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