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18 Novembre 2015

REFUGEES WELCOME | RIVENDICHIAMO I DIRITTI DI TUTT@!

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Un’altra partecipatissima assemblea apre il secondo appuntamento della campagna Refugees Welcome Perugia.
Molte facce nuove, soprattutto migranti, e tanta voglia di discutere, partecipare.

Si cerca di fare il punto su quanto detto nella precedente assemblea e su quelli che sono stati i punti cardine che hanno accompagnato l’intera discussione, ma anche su quelle che sono state le proposte emerse per continuare il percorso avviato attraverso azioni mirate ad andare a scardinare quelli che sono state individuate come le problematicità più pesanti da affrontare.
Oltre alla casa, al reddito, all’ accesso ai diritti in generale quello che spaventa è l’isolamento in cui vivono i/le migranti, isolamento di cui spesso sono complici le stesse associazioni che si occupano dell’accoglienza. Quello che manca è l’integrazione reale e momenti in cui poter DAR VOCE a chi solitamente non ne ha. Uno degli obiettivi della campagna Refugees Welcome Perugia è proprio questo.

La discussione torna spesso su quelle che sono le lacune dell’attuale sistema di accoglienza in cui la quasi totalità dei migranti presenti sono inseriti. La critica più grande che emerge è il potere che viene lasciato alle Commissioni territoriali le quali decidono se rilasciare o meno un permesso in maniera totalmente discrezionale. A questo si accompagna la grande carenza di alcune associazioni nel preparare i/le migranti al momento della Commissione (in alcune città, come Bari, sono ONG esterne che volontariamente si interessano di preparare al momento della Commissione, raccogliendo le storie dei/lle migranti e individuando come meglio presentarla alla Commissione).

Altro aspetto non da poco è il tipo di permesso che le Commissioni rilasciano. Durante la discussione sono state riportate delle cifre: sul totale delle richieste presentate nell’ultimo anno ne sono state accolte il 50%, di queste, la maggior parte, si sono tramutate in permesso di soggiorno per protezione sussidiaria o umanitaria, e un numero ridottissimo in permessi per asilo. La differenza, come ci spiega bene un membro dell’associazione degli Africani “Save the Youth Action”, non riguarda solo la durata del permesso, ma soprattutto l’accesso a garanzie differenti. Si creano delle disparità lì dove non ci dovrebbero essere e dove invece ci dovrebbero essere solo diritti garantiti a cui avere accesso incondizionatamente.

La discussione è stata animata, condivisa e partecipata soprattutto quando si è sollevato un altro aspetto che caratterizza i/le richiedenti asilo accolti/e nel Comune di Perugia. La critica nasce dall’impossibilità di avere un documento di identità correlato al rilascio del permesso, da qui la non iscrizione anagrafica e il venir meno a una serie di servizi/diritti. Altri Comuni della regione rilasciano questo tipo di documento e non si capisce bene come mai l’amministrazione locale si rifiuti, se non per una chiara presa di posizione politica. È proprio questo uno degli obiettivi che collettivamente ci siamo dati come primo passo da fare insieme: rivendicare l’iscrizione anagrafica e quindi l’ottenimento di un documento d’identità.

Direttamente collegato all’ iscrizione anagrafica è la richiesta di un domicilio virtuale presso il Comune di Perugia, domicilio richiesto dalle questure per il rinnovo dei permessi, domicilio che molti delle persone inserite nel programma di accoglienza perderanno non appena la Commissione si sarà dichiarata. In tal caso, oltre ad uscire da programma e non avere fisicamente una casa, non avrebbero neppure la possibilità di produrre la documentazione richiesta dalla questura per il rinnovo del permesso.

Un’altra proposta che ha trovato molto consenso è quella di investire in progetti che siano duraturi e che diano continuità al percorso di accoglienza. Molte le critiche mosse all’attuale sistema che continua a gestire la migrazione in termini di emergenza, fagocitando fondi che potrebbero essere investiti in progetti di altra portata. Molte volte, nel corso della discussione, si sono avanzate critiche alle scelte di investimenti di fondi europei con cifre da capogiro in progetti in Africa, o appunto in progetti come le varie emergenze di turno. Quello che emerge adesso è l’esigenza di utilizzare fondi strutturali, per esempio del Fondo Sociale Europeo, in progetti da fare nei Paesi di arrivo, per realizzare percorsi di accoglienza e integrazione reale. Tra le varie idee, progetti per creare occupazione. Vengono citati esempi come SOS Rosarno, in cui, partendo da poco, si sono realizzate delle esperienze imprenditoriali, che sono prima di tutto progetti politici.

Le proposte sono tante e la voglia di iniziare concretamente a metterle in atto è tanta.

Un primo passo è quello di uscire in città come Refugees Welcome con il primo obiettivo di rompere l’isolamento e l’invisibilità e andare ad attaccare alla radice il razzismo latente che si sedimenta nella città. Lo faremo con una social street, come emerso nella scorsa assemblea. Si è individuato come luogo ipotetico la stazione, in quanto luogo di per sé significativo e anche molto frequentato da migranti.
Un altro appuntamento prossimo è la rivendicazione dell’iscrizione anagrafica presso il Comune di Perugia.

Per definire meglio questi prossimi appuntamenti ci vediamo Giovedì 19 novembre 2015 alle ore 20.00 presso la Consulta dei Migranti, via Imbriani, 2.

ENGLISH VERSION

The 2nd meeting of the Refugees Welcome campaign was again very participated. There were many new people, mainly migrants who had a strong interest to debate and to contribute.

We reviewed the main topics we discussed during the previous assembly focusing on some proposals we put forward to front the main problems and needs.
Besides housing, income and the access to general rights another big problem mentioned is the migrants’ isolation. Even some associations that take care of the reception often make themselves accessories to this isolation. The migrants feel that there are no moments in which they can express themselves. One of the goals of the Refugees Welcome campaign is to find moments of collective sharing.

The debate insists on the limits of the current reception system. The main criticism concerns the power given to local commissions which decide to issue a permit or not without any set of comprehensible criteria. Some of the migrants underline that the local associations don’t prepare them to front the commission (in some towns such as Bari there are some NGO which take care of that, collecting stories and finding the best way to introduce them to the commission).
We also talked about the different kind of permissions that the local commissions issue. Some statistics were reported: considering the total requests of this year, only 50% have been accepted. Most of them became residence permits due to humanitarian and subsidiary reasons and only a very small amount of them became asylum permits.

One member of an African association called “Save the Youth Action” highlighted the difference among the permits issued. It is not only about the duration of the permit but also about the access to different rights. The consequence is that instead of guaranteed rights for everybody we have unjustified differences.

During the discussion another important issue araised: the impossibility to get the identity document related to the request of a permit in the municipality of Perugia. It means that migrants don’t get the official birth registration, which affects their accessibility to some of the main services and rights. In many other municipalities of Umbria the identity document is automatically issued, that’s why it is easy to understand that the choice of the municipality of Perugia has political reasons. After these considerations we decided to work on this problem claiming together the right to have an identity document.

Another item strictly connected to the official birth registration is the virtual address. The police headquarters requires in fact an address to renew the residence permit. The problem of having an address is very concrete, considering that many of the migrants will loose it after the commission verdict. In this situation, besides being out of the program and not having a house, they wouldn’t even have the possibility to apply for the renew of the permit.

Another proposal is to invest in projects to ensure an on-going process of reception. The current reception system has been accused to front the migration phenomenon using an emergency measures by drawing on funds that could be invested in better programmes.
During the discussion the way in which EU founds are invested was also criticised bringing to mind the emergency projects in Africa. It would be important to use structural funds, such as the European Social Fund, to promote projects in the arrival countries, in order to offer enduring and sustainable reception programs and to start a real process of “integration”.
SOS Rosarno was taken as an example of a good occupation project. That was clearly not only a business program but also most of all a political one.
At the end of the meeting we decided to start working on concrete initiatives. It is important to let people of Perugia know about the Refugees Welcome compaign and its contents. The first idea was the organization of a social street, with the aim to break down the isolation and the invisibility and to fight against racism and prejudice. Perugia train station sounded the best place to organize this first social street, as many members of the assembly live and hang out around there.

We also decided to meet again in order to discuss how to prepare the claim of the birth registration.

We meet again on Thursday (November 19th) at 20:00 at the Consulta dei Migranti, via Imbriani, 2

13 Novembre 2015

Rojava e confederalismo democratico come alternativa alla crisi siriana

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Presentazione del progetto “EUROMEDITERRANEO – Resistenze, moltitudini, prospettive”

12 Novembre 2015

REFUGEES WELCOME | VERSO IL SECONDO INCONTRO

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La campagna Refugees Welcome Perugia è stata inaugurata con un partecipatissimo incontro ieri, 7 novembre 2015, presso la sala della Consulta dei migranti.
Una sala stracolma, ma soprattutto eterogenea e propositiva.

L’ intervento di apertura ha spiegato le motivazioni che hanno spinto molti e molte a intraprendere questo percorso con l’obiettivo di crescere e coinvolgere quante più persone e realtà per dare una risposta reale a quelle che sono le politiche repressive europee.
Con il secondo intervento si è analizzata la situazione dell’accoglienza a Perugia, le criticità e le problematicità dei sistemi di accoglienza istituzionali, provando a individuare reali necessità e bisogni. Diritto alla mobilità, all’abitare, al reddito sono state le parole d’ordine sulle quali si vuole intraprendere un percorso comune di lotta, ed è partendo dalla necessità di dare risposte a questi bisogni che si è aperto il dibattito, subito partecipatissimo e coinvolgente.

Il primo a intervenire è un ragazzo gambiano che pone subito l’accento su un altro aspetto fondamentale: la divisione che viene fatta tra migranti e rifugiati, in particolare la differenziazione che porta a riconoscere lo stato di rifugiato a migranti solo perché provengono da uno stato, l’esempio è quello della Siria, e invece negarlo ad altri, che provengono ad esempio dal Gambia e da altri stati africani. È una differenziazione ingiusta e infondata anche perché poco si conosce dei paesi di provenienza. Da qui la prima proposta che è quella di spazi di discussione in cui i migranti possano spiegare e raccontare dei loro paesi di provenienza. Inoltre sottolinea l’importanza di incontrarsi ancora ed essere ancora più numeri e propositivi.

Interviene subito un ragazzo afgano che racconta la sua drammatica esperienza e le difficoltà incontrate e di quanto spazi meticci e di democrazia reale come questa siano importanti per cambiare le cose.

A seguire interviene un’attivista del presidio No Border di Ventimiglia che oltre a raccontare quello che è stato il presidio ne evidenzia il significato politico e come sia importante che esperienze così siano replicate. Colpisce l’entusiasmo e la grande partecipazione che Perugia ha dimostrato sul tema. Conclude con una serie di proposte:
– un’assemblea permanente in cui poter continuare a discutere, scambiarsi idee e proposte,
– garantire sportelli legali, info point,
– fare una mappatura della città e segnalare tutte le iniziative sul tema, ma soprattutto i posti dove poter avere delle risposte a seconda delle necessità.

L’intervento successivo pone ancora l’accento sull’ accoglienza in particolare sul territorio umbro. Se da un lato, infatti, il sistema di accoglienza locale viene considerato un’eccellenza perché preferisce accogliere i migranti in appartamenti invece che isolarli in un unico grande complesso abitativo come avviene in altre regioni, dall’altro questa scelta non fa altro che rendere i migranti invisibili. Inoltre a fronte delle persone che ottenuti i documenti decidono di restare, il territorio non è pronto all’accoglienza. È su questo che tocca intervenire, anche attraverso partecipazione a bandi, proponendo progetti e promuovendo nuove forme di coabitazione.

Direttamente connessa a questa, la proposta del recupero di terre e case. Viene riportato l’esempio della Calabria come modello di accoglienza realmente virtuoso, in cui si è creata una reale integrazione attraverso l’affidamento delle terre ai migranti. Inoltre vengono citate le numerose occupazione abitative e le lotte che sono state condotte soprattutto negli ultimi anni sul tema.

Quello che emerge dai successivi interventi è la necessità di creare dei momenti di incontro, socialità, che aiutino a rompere il clima di indifferenza se non di paura reciproca tra migranti e cittadini, attraverso, per esempio, a una festa di strada. Inoltre pensare a delle forme di finanziamento per garantire attività e azioni che si deciderà di intraprendere.

Dopo la partecipatissima giornata con grande entusiasmo ci salutiamo dandoci appuntamento a sabato 14 novembre 2015, alle 17.00 alla Consulta dei Migranti, per continuare a discutere e provare a concretizzare le varie proposte messe in campo.

ENGLISH VERSION

On the 7th of November 2015 at the “Consulta dei Migranti” in Perugia took place the first meeting of the campaign “Refugees Welcome”.
The meeting was very participated by heterogeneous and enthusiastic people.

The opening speech was about the reasons that led the participants to take part to this campaign with the goal to reach as many people as possible and give a concrete answer to the repressive EU politics.

The second speech analysed the migrant institutional reception system in Perugia, underlining its problems and limits. The common needs of the participants were also pointed out: the right to mobility, to housing and to income. Starting from these considerations the speaker expressed the importance to undertake a common path of struggle.

After the 2 opening speeches the first one speaking was a Gambian guy who highlighted another important point: the marked difference made between migrants and refugees, in particular the difference in recognizing the state of refugees and migrants by provenience. The example given was about Syria in comparison to Gambia and other African countries.
It is an unjust and unfounded differentiation considering that there is a very limited general knowledge about the political situation in those countries. From this statement came out the first proposal of the meeting: the organization of debates in which migrants can share their experiences and knowledge about their own countries.

Another guy, from Afghanistan, shared his hard migration story and the huge difficulties he got during his trip. He also underlined the importance of events like this because it is an example of space of real democracy.

Afterwards an activist of the group “No Border” from Ventimiglia explained her experience at the border and its weight. She also stated that this kind of experience should be repeated. She was very surprised by the enthusiastic and large participation to the campaign in Perugia. She concluded with some suggestions:
-A permanent assembly where to keep sharing ideas and proposals.
-The creation of legal info points
-The mapping of the town pointing out places that can give an answer to common needs

Next speech was about the migrant reception system in Italy and in particular in Umbria. This local system is generally well considered because it provides apartments to small groups of migrants instead of isolating them in a big single building as it happens in other regions of Italy. By the way the result of this choice is the invisibility of the migrants.
Moreover the local institutions are not able to offer a proper solution to whom has already received the documents and decides to stay. For this reason we should work on that, participating to announcements, proposing projects and promoting new ways of cohabitation.

Strictly connected to this subject, another participant suggested the retrieval of houses and abandoned lands. The example given was about Calabria’s model, considered virtuous because of the real integration through the assignment of lands to the migrants.
In his speech was also mentioned the occupation of houses as form reappropriation and the struggles of the last years on this subject.

In the last speeches came out the need of organizing social events as for example a street party. It was also suggested to think about some ways of self-financing to guarantee activities and actions we will embark on.

At the end of the meeting we decided to meet again on Saturday 14th of November 2015 at the same time and in a place to be confirmed in order to continue the discussion and to try to realize the different emerged proposals.

We’ll see at the “Consulta dei Migranti”, via Imbriani, 2 at 17:00.

8 Novembre 2015

POSTumi | IL VENERDI’ DEL MALE

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Una volta nello spazio circostante del centro sociale Ex-Mattatoio si aprì una grossa voragine. Non era particolarmente pericolosa ma si espandeva di settimana in settimana. Ogni lunedì appariva sempre un tantino più grossa. Noi la chiamammo la bocca dell’inferno e non ci sembrava un caso che avesse scelto proprio quel posto per aprirsi, l’oscuro suono del venerdì del male doveva essere arrivato fin là giù.

Questa settimana “Il venerdì del male” è tornato (e col botto!) e lunedì ci toccherà fare un attento sopralluogo.

Ad aprire le macabre danze sono stati gli Shinebox, band post hardcore di Foligno. Il loro “A Quiet End” è un disco particolarmente graffiante e profondo che non lascia spazio a false attribuzioni; un live duro e intimo fatto di bassi metallici e ricercate melodie.

A seguire i marchigiani “Void OO“; reputeremo principalmente loro i responsabili dell’eventuale riapertura della voragine. I loro pezzi trasmettono allo stesso tempo sofferenza e potenza, con una coltre di esoterismo a circondare il tutto, assicurando una presenza scenica davvero d’impatto.

Infine a completare questa sorta di catarsi gli “The Haunting Green“, doom-experimental duo da Pordenone. L’aria è molto pesante, metallica; i suoni sembrano quasi centellinati ma poi esplodono e tutto l’ambiente circostante viene coinvolto, diventa parte della performance. Un duo fortemente espressivo per un live estremamente emotivo.

Il primo Venerdì del Male della stagione si è concluso non indolore, ed è un bene

6 Novembre 2015

Know your enemies

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Come on!
Yes I know my enemies
They’re the teachers who taught me to fight me
Compromise, conformity, assimilation, submission
Ignorance, hypocrisy, brutality, the elite
All of which are American dreams

Rage against the machine – Know your enemy – 1992

 

Non è un mero esercizio di stile l’individuazione dei propri nemici, capire chi è il tuo nemico, quali armi usa e quali altre ne ha a disposizione è una pratica minima per vincere una guerra!
Un esempio?
Il Tour de France del 2011 vede come favoriti Andy Schleck e Alberto Contador, e a seguire una serie di outsider più o meno seri. Andy, finalmente, ha una squadra all’altezza, ha fatto una preparazione per puntare alla vittoria del Tour e si sente sicuro di poter battere tutti quanti, compreso Alberto Contador, suo eterno rivale. Alberto sembra fare della pretattica, dice di non essere in forma e che non deve essere considerato tra i favoriti ma nessuno gli crede, del resto due Tour de France non si vincono per caso e tutti credono che faccia parte del suo progetto, pretattica appunto.
Pronti via maglia gialla allo specilista delle crono brevi Gilbert, ma alla seconda tappa la maglia cambia padrone, va sulle spalle del norvegese Hushovd, bravo a tenerla per una settimana, quando va sulle spalle del francese Voeckler. Grande impresa la sua che non arriva alla leggendaria accoppiata tappa e maglia perché battuto da Luis Sanchez per 5 secondi. Cosa hanno combinato in questo lasso di tempo i Nostri? Andy poco o niente, marca a uomo Alberto e, come ogni appassionato di ciclismo sa, aspetta la terza settimana convinto che lì si decidera il tour. Tutto vero ma non sa ancora cosa lo aspetti. Alberto invece proprio non va, cade due volte e nella seconda caduta sbatte fortemente il ginocchio, decide comunque di continuare ma resta molto indietro dalla vetta.
Dalla nona alla diciottesima tappa la maglia gialla rimane sulle spalle del francese, ma con sempre meno vantaggio e diventa chiaro alla vigilia della temutissima tappa dell’Alpe d’Huez che cambierà padrone. Il giovane Andy riesce a strapparla a Voeckler, ma si accorge di aver fatto un piccolo errore di valutazione. Ha sbagliato a considerare Alberto il nemico principale. Sì, perché in questi dieci giorni ha continuato con il suo marcamento a uomo su Alberto non accorgendosi di quanto fosse pericolosamente vicino Cadel Evans, ciclista australiano proveniente dalle mountain bike e molto più forte di lui nelle prove contro il tempo. Andy non attacca per guadagnare secondi importanti ma pensa solo a tenere lontano Alberto, errore imperdonabile.
Nella ventesima tappa un grandissimo Cadel arriva secondo a soli 7 secondi dallo specialista Tony Martin e infligge ben 2 minuti e 30 secondi ad Andy, prendendosi la maglia gialla e vincendo, a mio avviso meritatamente, il Tour de France 2011 con la solita passerella sui campi elisi il giorno dopo. Ancora una volta il Tour si è deciso nell’ultima settimana.

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