Due parole sul caso del concerto annullato al TPO di Bologna.
La notizia del concerto annullato degli Earth al TPO è ormai ben nota. Non ci dilungheremo sulla “cronaca” della vicenda in sé perché quanto successo è stato ampiamente riportato dai diretti interessati, ma volevamo comunque unirci (spoiler) al coro di solidarietà che si sta levando attorno al TPO evidenziando giusto due problemi ricorrenti -purtroppo- attorno a questa vicenda.
In realtà la ricostruzione migliore l’ha fornita proprio Dylan Carlson, frontman degli Earth, che in un post su Instagram ha commentato: “[…] Il TPO ha messo la politica davanti alla musica e ha cancellato il concerto degli Earth. […] (il post completo lo si trova sul suo profilo e nei vari articoli in rete).
Dispiace notare come un artista del calibro di Carlson sia caduto così rovinosamente su questo tema: non riconoscere che l’arte è un gesto politico -tanto più se si tratta di un concerto in un centro sociale autogestito- è già di per sé grave, ma comprendiamo che non tutt* gli/le artist* possono avere la stessa sensibilità; sollevare questo problema di fronte a una bandiera palestinese, questo invece è nettamente problematico.
Quella bandiera sui palchi degli spazi sociali e non solo ci sta e ci rimane perché in queste ore ancora muoiono innocenti (fino a qualche giorno fa per le bombe, ora per la fame e il freddo) e il minimo che possiamo fare è mantenere alta l’attenzione e la solidarietà con il popolo palestinese. Su questo livello minimo di umanità non un passo indietro, e chiunque si arroga il diritto di mettere in discussione la legittimità di quella bandiera può tornare tristemente da dove è venuto.
Condividiamo quindi la scelta del TPO e sosteniamo la raccolta fondi per le rientrare delle spese sostenute (link qui).
Band grandiosa gli Earth, ma non ci vivrei (cit.)
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- Redazione Lautoradio