Avvertenza: se non eri adolescente negli anni ’90 o non sei adolescente ora VATTENE DA QUI MA COSA STAI FACENDO DELLA TUA VITA VAI AD ASCOLTARE MUSICA MEGLIO DI QUESTA.
Se invece stavi adolescendo negli anni ’90 o stai adolescendo ora, leggi e ascolta.
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Fenomeno di massa della seconda metà degli anni ’90, sempre stroncato dalla critica, pare che negli ultimi anni stia tornando in qualche modo il nu metal, sia come estetica che come revival musicale abbastanza trasversale (ne hanno parlato Billie Eilish, Arca, Daniel Lopatin aka Oneothrix Point Never, Grimes, giusto per fare qualche nome), tanto che un paio di anni fa ne scrisse il New York Times in un articolo dal titolo Are You Ready? The Nu Metal Renaissance Is Upon Us. Lì fu messo in evidenza il fenomeno di band tornate in auge grazie a TikTok e tra le altre cose c’era un’intervista a un padre che si è trovato a condividere questa musica con la figlia adolescente – nel senso che lui era adolescente quando il nu-metal imperversava e lei ne è venuta a conoscenza grazie a TikTok e si è presa bene. E certo che si è presa bene, perché alla fine mi sono accorto che la tesi del NYT è quella che io penso da anni, cioè che il nu-metal è una musica SOLO ed ESCLUSIVAMENTE adolescenziale. Perché era semplice, era catchy, la struttura dei pezzi faceva sì che quasi sempre sarebbe arrivata a un punto in cui ti aspettavi l’esplosione e prevedibilmente questa arrivava (molto spesso preceduta da dei “GO!” strategici), c’era una componente di ribellismo necessaria a tutte le persone adolescenti e – dulcis in fundo – c’era anche la fragilità.
Sul ribellismo sono uscite riflessioni sull’approprazione culturale in un rap fatto da bianchi che parla di questioni “bianche” da un punto di vista privilegiato. Sono assolutamente legittime e le condivido in toto, il mainstream era praticamente tutto fatto da bianchi per bianchi (Limp Bizkit in primis), benché andando un po’ più nell’underground si trovano vocalist/band neri/latinos che hanno invece portato nel nu-metal le loro istanze.
Ma dicevamo, la fragilità. Soprattutto grazie ai testi e al mood dei Korn, è stata aperta una porta che, volendo, poteva permettere di uscire dal cliché del cantante metal maschio alfa che era pronto a fare a botte e non aveva paura di nessuno, il Phil Anselmo della situazione, per dire. Qui ciito Mattia Grilli da Nu Metal Theory, articolo uscito su Not: «Sono stati loro (i Korn, ndr) i primi a porre le basi della narrativa introspettiva e psicotica del Nu Metal, e con la pubblicazione del loro primo album nel 1994 avviene il pervertimento dell’assolato Crossover californiano; Korn è un miscuglio di Pantera, Cypress Hill, Primus, Mr. Bungle, Rage Against The Machine e i Sepultura di Chaos A.D., filtrati dalla presenza di Jonathan Davis, che a lungo ha incarnato il genere e l’intero movimento: dreadlocks, tute acetate ADIDAS, fisico gracilissimo da malato (veniva soprannominato simpaticamente HIV dai suoi amici, al punto da tatuarsi la sigla sul braccio), volto quasi efebico. Ascoltandolo oggi, è sorprendente quanto il primo album dei Korn risuoni come un luogo infestato, un mondo interiore desolato e delirante cantato da un individuo spezzato; la voce di Davis passa dalla melodia dolcissima al grugnito al pianto, fino a simulare una beatbox sgangherata in Ball Tongue, brano che enuclea quasi un buon 80% del sound di ciò che sarebbe arrivato in seguito. Questo cambio tonale ibrido, destabilizzante e a tratti repulsivo (soprattutto per le orecchie di un virilissimo metallaro) è diventato LA voce del movimento.»
A proposito di trasversalità in fatto di revival del genere, nell’articolo di Mattia Grilli c’è anche un commento di Haela Ravenna Hunt-Hendrix dei Liturgy prima della transizione M to F (sto evitando il deadnaming ma ho comunque inserito questa informazione sulla transizione perché 1) lei fa black metal che originariamente aveva un immaginario diciamo mezzo nazista quindi una transizione di questo tipo è dirompente e 2) perché è interessante quello che dice sui Korn alla luce di tutto ciò) e declinerò al femminile le dichiarazioni: «Ero ossessionata dal Nu Metal durante la mia preadolescenza, iniziando con Life is Peachy dei Korn, che venne pubblicato quando avevo 11 anni. Venni catturata da una specie di emotività effeminata/queer alternata a un brutale machismo, e dall’alone di malattia mentale che dominava su tutto».
Non ho una vera conclusione ma spero di aver dato spunti di riflessione sia se sei una persona anziana come me sia se sei adolescente e ti stai approcciando al genere per qualche motivo. E se sei arrivat* a leggere fino a qui sappi che questa selecta è molto personale e non ci sono i Linkin Park, perché io sono così vecchio che quando sono usciti fuori loro ero già da un’altra parte (e credetemi, ci ho provato ad ascoltarli, sia all’epoca che ora per fare questa selezione, ma sono proprio repellenti per me) e non ci sono i Rage Against the Machine perché mi sembrava offensivo (nei loro confronti) metterli qui dentro. Invece tutto quello che vedi nella tracklist di seguito ha proprio segnato la mia adolescenza, nel bene e nel male, tra band che sono diventate più o meno meritatamente mainstream, altre che non hanno avuto i riscontri che avrebbero meritato, alcune che per stare dietro al Nu Metal hanno smarrito la propria identità finendo per essere definite “groove-metal” (male, brutto) e altre ancora che a distanza di quasi 30 anni mio malgrado mi risuonano ancora in testa.
1) Coal Chamber – Loco
2) Korn – Ass Itch
3) (həd) p.e. – Darky
4) Limp Bizkit – Counterfeit
5) Incubus – New Skin
6) System of a Down – Sugar
7) Deftones – My Own Summer (Shove it)
8) Slipknot – 742617000027 + (Sic)
9) American Head Charge – Just so you know
10) Fear Factory – Edgecrusher
11) Machine Head – Ten ton Hammer
12) One Minute Silence – Food for the Brain
13) downset. – Empower
14) Soulfly – Jumpdafuckup feat. Corey Taylor
15) Korn – Kill You
Le selezioni musicali a cura di Mantocchi
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