POLITICA e SOCIALE

10 Novembre 2014

CARA UNIPG, TE LO DICIAMO NOI CHE VUOL DIRE AUTOGESTIONE!

Questa mattina è stata presentata la prima aula studio frutto del progetto “spazi di aggregazione e studio in autogestione” (SASA). Benissimo! potrebbe esclamare qualcuno. Il problema sta nel fatto che questo bando non è altro che l’ennesima manovra da campagna elettorale messa in piedi dalle associazioni studentesche e dalle istituzioni che qualche carota ogni tanto dovranno pure concederla. Perchè?

Problema 1: Le attività di aggregazione e socialità verranno stabilite dal consiglio studenti “attraverso la figura dello studente coordinatore”, una sorta di portiere piazzato lì a caso. Tutte le aggregazioni studentesche o comunque tutti gli studenti e le studentesse che non si rispecchiano nel modello propinato dai partiti universitari restano quindi esclusi da tutto ciò. Alla faccia dell’autogestione;

Problema 2: Il fatto che la prima aula inaugurata sia stata adibita immediatamente ad aula studio (senza perciò creare quel confronto tra student* di cui parla il bando stesso) ci conferma come la manovra sia esclusivamente mediatica/elettorale e non sostanziale. Qualcuno si sta guardando intorno per caso? Qualcuno ha mai sentito parlare di JobsAct, Garanzia Giovani, caro libri? Forse di fronte a tutto questo è meglio piegare la testa sui banchi;

Problema 3: la rappresentanza piace a chi con la rappresentanza fa carriera. Noi ci sentiamo in dovere di rifiutare questo progetto perché rifiutiamo con tutto noi stessi la rappresentanza.

AUTOGESTIONE VUOL DIRE BEN ALTRO E IN MOLT* LO SANNO. OCCHIO CARA UNIPG CHE PORTA ROSSA NON E’ ANCORA CHIUSA

6 Novembre 2014

Nota pubblica sul presidio al rettorato 06/11/14

Questa mattina una delegazione del Collettivo Università Critica ha ottenuto un incontro con il Prorettore e il Direttore Generale dell’UNIPG. Abbiamo denunciato con fermezza le politiche di privatizzazione e svendita del patrimonio immobiliare che l’università sta mettendo in atto. Questo scellerato tentativo di sottrarre alla disposizione comune gli spazi pubblici troverà una nostra netta e concreta opposizione.

Abbiamo inoltre ribadito come “le manovre che si muovono in direzione degli studenti” (così definite dal Direttore Generale) siano assolutamente da rifiutare e sovvertire. Il modello di “autogestione a crediti” propinati dal Rettore non ci appartiene e a questo risponderemo a suon di occupazioni.

Infine abbiamo riaffermato come l’esperienza del 5 novembre non sia assolutamente conclusa e che rilanceremo con forza e determinazione il percorso avviato in questi giorni.
Le risposte ottenute sono quelle di chi è tenuto a fare buon viso a cattivo gioco. A noi in ogni caso non ci interessa. Quest’incontro è stato fatto per portare a conoscenza delle nostre posizioni chi fin’ora si è posto come controparte, non per scendere a compromessi. Eventuali concessioni noi non le considereremo tali, ma piuttosto riappropriazione di ciò che ci spetta.

Oggi l’esperienza dello Spazio Occupato Porta Rossa acquista solo maggiore forza, noi non ci arrendiamo.

CUC-Collettivo Università Critica

#PortaRossaOccupato

5 Novembre 2014

Varchiamo la magnifica soglia

A seguito dell’occupazione di questa mattina, ci si è presentata questa situazione:

La giornata di lotta inaugurata con l’occupazione di un nuovo spazio in città, Spazio Occupato PORTA ROSSA, è stata MOMENTANEAMENTE interrotta da uno sgombero forzato in pompa magna dalle forze del disordine di turno.

Lo spazio liberato, al contrario di quanto riporta il documento ufficiale degli immobili di proprietà dell’università di perugia, pubblicata sul sito dell’università, scopriamo non essere pubblico bensì dato in concessione ai privati attraverso un fantomatico contratto di locazione, non presente su nessun documento ufficiale.

A questo punto abbiamo provato ad avere una mediazione direttamente con il privato in questione, mediazione che è stata ripetutamente ostacolata sotto minaccia di accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

Quanto accaduto oggi è l’ennesima dimostrazione di un processo, in atto già da tempo, di svendita e privatizzazione dell’università, privatizzazione subdolamente mascherata che sposa la logica del profitto, a danno di una reale funzione che l’università dovrebbe svolgere.

Oggi le lotte all’interno dell’università, contro la mercificazione dei saperi, tirocini gratuiti, lavoro non retribuito, tornano ad essere uno dei terreni centrali da mettere in connessione con gli altri, precarietà, diritti, welfare e reddito.

Questa giornata di lotta ci consegna una consapevolezza, quella di essere nel giusto e di dover rilanciare con maggiore forza e determinazione le tematiche e le pratiche messe in campo oggi e che ci porteranno domani a chiedere chiarimenti sulla mancata trasparenza in merito alla gestione degli immobili e a rivendicare uno spazio all’interno dell’università stessa

CI VEDIAMO DOMANI, GIOVEDI 6 NOVEMBRE, ALLE 10:30 PIAZZA UNIVERSITA’ PER VARCARE INSIEME LA MAGNIFICA SOGLIA! 

5 Novembre 2014

Perugia – Nasce lo Spazio Occupato Porta Rossa

Oggi, giorno 5 novembre, nasce lo spazio occupato “Porta Rossa”. Noi, studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici, precari e non lavoratori abbiamo voluto liberare uno spazio da troppo tempo abbandonato a se stesso e riconsegnarlo alla città intera, cercando di dare un segnale forte, che sia in grado di spezzare l’oppressione morale e fisica che le istituzioni stanno operando oramai da troppo tempo. Lo Spazio Occupato Porta Rossa sarà uno spazio di cultura e socialità, uno spazio libero che si basa sulle pratiche del comune, che non sia solo un luogo chiuso e fine a se stesso ma una vera e propria alternativa politica e sociale.

Con l’occupazione di quest’oggi vogliamo ridare centralità ad alcuni importanti nodi critici. Innanzi tutto l’ opposizione alle politiche securitarie e restrittive calate dall’alto come soluzioni del nulla. La nostra idea di città è differente: crediamo fermamente che questa debba essere uno spazio realmente attraversabile e vivibile da tutte e tutti, rispondente alle reali esigenze di ciascuno. Occorre perciò scardinare tutte quelle barriere di ordine economico e sociale che impediscono l’effettivo svolgimento del diritto a vivere liberamente la città. Noi #abbiamogiàpagato, è ora di passare al contrattacco.

Pensiamo sia fondamentale inoltre rivalutare e riappropriarsi del concetto stesso di università, anch’esso lasciato per troppo tempo in mano a speculatori e baroni. L’università deve tornare ad essere una fucina di menti e di corpi che interagiscono tra di loro. Oggi ci riappropriamo di uno spazio fisico che assumerà la forma e la potenza di un vero e proprio laboratorio permanente per ripensare tutte e tutti insieme un intervento concreto all’interno della sfera universitaria finalizzato alla riappropiazione dei saperi e alla creazione di sempre nuovi spazi critici. Le università sono nostre, riprendiamocele!

Inoltre, attraverso quest’azione intendiamo portare all’attenzione di tutti e tutte un altra tematica essenziale: il lavoro. Rifiutiamo in maniera categorica il modello Renzi ma ancor di più la resa delle nostre vite di fronte allo sfruttamento del lavoro. Precarietà, lavoro sottopagato e gratuito, sfruttamento: sono questi i concetti che intendiamo ribaltare riportando al centro del dibattito tematiche quali reddito universale, welfare e tutela della dignità umana.

Ed è proprio per questo che lo Spazio Occupato Porta Rossa si inserisce all’interno del percorso di costruzione dello sciopero sociale attraverso veri e propri laboratori territoriali in grado di creare nuove narrazioni e consapevolezza della precarietà che viviamo ogni giorno sulla nostra pelle.

LA PARTENZA STA NEL VARCARE LA SOGLIA

#comingsoon

#invedibili

#riprendiamocilacittà

#14N

#scioperosociale

17 Ottobre 2014

FINO ALL’ULTIMO BULLONE | 17/10/1024 Sciopero Generale Terni

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tn5Questa mattina dai cancelli dell’Ast di Terni è partita una grande manifestazione che ha visto la partecipazione di più di 20.000 persone. Tutta la città di Terni ha sostenuto i lavoratori e le lavoratrici delle acciaierie, abbassando le saracinesche di tutti i negozi ed attività e scendendo in piazza al loro fianco. Numerosissimo lo spezzone degli studenti medi che, davvero insieme a tutta la piazza, al momento degli interventi sul palco da parte dei dirigenti dei maggiori sindacati italiani, ha dato vita ad una fortissima contestazione.

Il corteo di oggi, nonostante l’eterogeneità della sua composizione è riuscito a dimostrare, unito e determinato, il rifiuto a credere ancora a chi millanta sostegno, ma in realtà è complice di chi applica le direttive europee.

La mobilitazione generale di oggi arriva dopo l’annunciato fallimento, nella settimana scorsa, di una trattativa mai nata al ministero dello sviluppo economico e la conseguente conferma da parte della Thyssen Krupp di riaprire le procedure di mobilità per circa 550 persone.

A questa notizie, già venerdì scorso, le lavoratrici e i lavoratori dell’Ast sono entrati compatti in sciopero per l’intero giornata, accompagnati e sostenuti dall’intera città in corteo dalla Prefettura all’occupazione dei binari della stazione, fino alla sede del PD locale e al palazzo del Comune.

Ma anche nella giornata di ieri, l’intero stabilimento è stato nuovamente bloccato per sciopero a causa di un ulteriore taglio del 20% sul costo delle commesse applicate alle ditte esterne; a questo è seguito un corteo fino a Palazzo Spada, dove è stata occupata la sala del Consiglio Comunale.

Tutto questo, mentre è in atto in questi giorni l’inutile e falso dibattito tra il governo Renzi e i maggiori sindacati sull’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, già di fatto smantellato e svuotato di qualsiasi significato, dalla riforma Fornero prima e da quella Poletti (il JobsAct) poi, con il beneplacito di tutte le forze politiche e sindacali.

Quello che si sta verificando nel nostro territorio così come nel resto del Paese ci conferma che, oltre a non cedere ai ricatti imposti dalle politiche di austerity che stanno sempre più precarizzando le nostre vite, dobbiamo tendere a generalizzare le lotte ed interconnetterle individuando nuovi percorsi e nuovi spazi che rispondano adeguatamente al momento che stiamo vivendo.

Per questo crediamo che, costruire ed allargare nuovi percorsi di lotta insieme a tutti e tutte i lavoratori, gli studenti, i precari e i non lavoratori, sia l’obiettivo concreto da perseguire che avrà come tappa intermedia la giornata del 14 novembre con lo Sciopero Sociale.

 

 “Vivere lavorando o morire combattendo”

 

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