MUSICA E RADIO

8 Novembre 2015

POSTumi | IL VENERDI’ DEL MALE

Una volta nello spazio circostante del centro sociale Ex-Mattatoio si aprì una grossa voragine. Non era particolarmente pericolosa ma si espandeva di settimana in settimana. Ogni lunedì appariva sempre un tantino più grossa. Noi la chiamammo la bocca dell’inferno e non ci sembrava un caso che avesse scelto proprio quel posto per aprirsi, l’oscuro suono del venerdì del male doveva essere arrivato fin là giù.

Questa settimana “Il venerdì del male” è tornato (e col botto!) e lunedì ci toccherà fare un attento sopralluogo.

Ad aprire le macabre danze sono stati gli Shinebox, band post hardcore di Foligno. Il loro “A Quiet End” è un disco particolarmente graffiante e profondo che non lascia spazio a false attribuzioni; un live duro e intimo fatto di bassi metallici e ricercate melodie.

A seguire i marchigiani “Void OO“; reputeremo principalmente loro i responsabili dell’eventuale riapertura della voragine. I loro pezzi trasmettono allo stesso tempo sofferenza e potenza, con una coltre di esoterismo a circondare il tutto, assicurando una presenza scenica davvero d’impatto.

Infine a completare questa sorta di catarsi gli “The Haunting Green“, doom-experimental duo da Pordenone. L’aria è molto pesante, metallica; i suoni sembrano quasi centellinati ma poi esplodono e tutto l’ambiente circostante viene coinvolto, diventa parte della performance. Un duo fortemente espressivo per un live estremamente emotivo.

Il primo Venerdì del Male della stagione si è concluso non indolore, ed è un bene

28 Ottobre 2015

POSTumi | Perujah Dub Movement 4#STEP – ETRURIAN SOUND SYSTEM

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Le serate del CSOA Ex Mattatoio

14 Ottobre 2015

POSTumi – Tutti contenti …pija bene alla prima

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Le serate del CSOA Ex Mattatoio

21 Marzo 2015

POSTumi | PerujahDubMovement + Dan I =18kW

Dopo qualche mese torna POSTumi, la rubrica de Lautoradio che racconta le serate e gli eventi del Centro Sociale di Perugia.

E’ passato solo un mese dalla prima volta del Perujah Dub Movement all’Ex Mattatoio, il tempo di riprendersi, riacquistare l’udito e riorganizzare tutto ed è già ora del seconda serata.

Sabato 14 Marzo il centro sociale ha ospitato IMPERIAL SOUND ARMY 2#STEP con RasPablo Meets Bartek e Dan I che tornano a far ballare Perugia. Dan I è il più prolifico cantante e produttore italiano della scena roots/dub reggae, e ce ne siamo accorti già a Febbraio quando il Mattatoio “scoppiava” non solo per i 18000 watt di potenza del sound system. “Pablo e Bart” sono i ragazzi del Perujah Dub Movement che hanno aperto la serata, ma sono anche quelli che, più degli altri, c’hanno messo messo anima, corpo e sudore per far si che questo genere di musica e di “situazioni positive” potessero tornare a vivere a Perugia.

L’aria di festa si respira già dalle sette quando si attacca la corrente al muro di casse per il soundceck. Dan I si piazza in postazione e lo vedi che si diverte troppo dietro tutta quell’attrezzatura, roba che tocca portarlo via di peso per la cena. L’arredamento del CS (*) si stravolge, poltrone sul palco e artisti in sala, la fila al biliardino raddoppia visibilmente e via le luci…inizia il secondo step dell’Imperial Sound Army.

Che sia un genere di musica che piace a molti, e non più solo una subcultura di nicchia, lo si vede dalla varietà del pubblico: rastafariani e non, giovani e meno giovani, e il tipo con la felpa che sventola la bandiera NO TAV “sottocassa” a tempo di reggae (nb: se gli pagate da bere per 3/4 di serata vi viene a fare anche lo sbandieratore a domicilio). Si balla(molto), si beve(e non è mai abbastanza), si ride, si sta bene insomma. Tutte quelle persone sono li per passare una bella serata insieme sotto il bombardamento di un sound system che spara ritmi in levare e sonorità jamaicane.

Dan I suona ininterrottamente fino alle 5:00 del mattino e, dopo il “Last One” (l’ultimo pezzo), tutto l’Ex Mattatoio lo ringrazia con un lungo e meritatissimo applauso.

La perfetta riuscita, organizzazione e gestione di queste prime collaborazioni col Perujah Dub Movement (che ringraziamo per l’impegno e la serietà), e la dimostrazione di quanto continui a dare il centro sociale dal punto di vista culturale,sociale e politico alla città, ci fanno certamente credere di poterne vedere altre di queste serate (in elaborazione le prossime date).

Ribadiamo che forme di aggregazione, autogestione, spazi e realtà come questa, vadano sostenuti e difesi con decisione da tutte e tutti coloro che ne vedano la possibilità di un’alternativa al becero mercato del consumo.

LA DOMANDA SEGRETA PER IL PROSSIMO STEP : CE L’HAI IL SOUND?

(*) Centro Sociale

16 Novembre 2014

Sonico Blog | Pink Floyd “The Endless River”

 

Pink Floyd
The Endless River
2014 (Parlophone) | rock strumentale

Dopo un attesa durata ben venti anni ecco una delle uscite sicuramente più discusse del 2014. I Pink Floyd decidono di dare alla luce una release che, come anticipato da comunicati precedenti dalla stessa moglie del chitarrista David Gilmour, è un contenitore di materiale inedito che il gruppo registrò durante le sessioni di The Division Bell. Altro non ci si poteva aspettare da una band orfana ormai da tempo del tastierista Richard Wright, membro storico nonché elemento indispensabile al suono della band in ogni segmento della loro frastagliata carriera, che ovviamente partecipa alle suddette registrazioni. Qui scatta la polemica: l’ombra della mera operazione commerciale offusca quello che in fine è un buon lavoro e che certo stuzzica l’appetito dei fan più sfegatati regalando delle vere e proprie chicche che altrimenti sarebbero rimaste chiuse in un archivio a prendere polvere. Credo che ci sia una bella differenza tra uno “scarto” vero e proprio e sessioni che per esigenze discografiche vengono messe da parte; quest’ultime possono, e in questo caso lo  sono, essere rappresentative di una specie di testamento che sicuramente, oltre a questioni economiche che risultano ovvie e scontate, emergono dall’intento della parte che rimane di una band che ha rappresentato e rappresenta la storia del rock. Non mi soffermerò come al solito ad analizzare i brani uno per uno perché questo è un disco che va preso nella sua totalità, ascoltandolo senza la pretesa di trovarci chissà quale elemento di eclatante innovazione, lasciandosi coinvolgere dalle sonorità sempre suggestive a cui i nostri ci hanno da sempre abituato. L’impressione che si ha ascoltando questo lavoro è quella della famosa credenza per la quale prima di morire ti passi tutta la vita davanti e così è: i suoni delle varie tracce ci riportano a continui deja vu che rimandano la mente a lavori come “Animals” “The dark Side Of The Moon” o “Wish You Were Here” pur mantenendo un piglio di contemporaneità. In conclusione, un ottima chiusura di carriera che non lascia ombre sulla band ma la fa uscire di scena come i migliori campioni, facendoceli ricordare come tali e non sull’orlo del fallimento.

Do.C.

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